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Il pediatra visto dallallergologo di un centro di 3

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Il pediatra visto dallallergologo di un centro di 3

  1. 1. Maria Caruso U.O. Neonatologia Ospedale Villa Scassi- ASL 3 Genovese
  2. 2. World Allergy Organization Journal : June 2008 - Volume 1 - Issue 6 – pp S4-S17 doi: 10.1097/WOX.0b013e31817ff995 Supplement State of World Allergy Report 2008: Allergy and Chronic Respiratory Diseases Pawankar, Ruby; Baena-Cagnani, Carlos E.; Bousquet, Jean; Canonica, G. Walter; Cruz, Alvaro A.; Kaliner, Michael A.; Lanier, Bobby Q. Allergy is a major problem for the 21st century, and this problem is predicted to worsen as this century moves forward. As the incidence of allergy and associated diseases has increased , the number of health care professionals trained in the diagnosis and treatment of allergy has decreased.
  3. 3. Prevalenza malattie allergiche
  4. 4. <ul><li>Andamento cronico evolutivo : </li></ul><ul><ul><li>Terapie farmacologiche ,immunologiche e riabilitative di lunga durata e di elevato costo. </li></ul></ul><ul><ul><li>Accertamenti diagnostici sempre più sofisticati e costosi. </li></ul></ul><ul><ul><li>assistenza da parte dei genitori con costi sociali aggiuntivi ( perdita di giornate lavorative ) e assenze scolastiche per il minore </li></ul></ul>Costo sociale delle malattie allergiche
  5. 5. Componenti del costo annuale medio stimato dell’asma per paziente, in base al livello di controllo (studio ISAYA 2002) <ul><li>Costo annuale medio per paziente: EUR 741(599-884) </li></ul><ul><li>CMD: 42.8% del costo totale </li></ul><ul><li>Costi dei farmaci: 47% dei CMD </li></ul><ul><li>Costi per il ricovero: 23% </li></ul><ul><li>CMD: costi medici diretti </li></ul>Accordini et al, Int Arch Allergy Immunol 2006
  6. 6. Epidemiologia e impatto socio-economico dell’asma <ul><li>Costi principalmente imputabili: </li></ul><ul><li>Improprio uso delle risorse diagnostiche </li></ul><ul><li>Mancato controllo della malattia </li></ul><ul><li>Necessari ulteriori sforzi soprattutto per migliorare la compliance dei pazienti al trattamento </li></ul><ul><li>Necessari investimenti nei farmaci preventivi per ridurre </li></ul><ul><li>i costi sia diretti che indiretti, tuttora molto alti </li></ul>
  7. 7. Dati attività ambulatoriale
  8. 8. Emergenze in allergologia <ul><li>Asma grave </li></ul><ul><li>Shock da punture d’insetto </li></ul><ul><li>Reazioni gravi a farmaci </li></ul><ul><li>Allergia al lattice </li></ul><ul><li>Anafilassi ad alimenti </li></ul>
  9. 9. Il governo dell’assistenza territoriale <ul><li>L’ospedale viene riconosciuto come il luogo di erogazione di prestazioni e servizi per acuti, di elevata complessità e contenuto tecnologico </li></ul><ul><li>Il territorio dovrebbe diventare il luogo elettivo per la prevenzione, la gestione delle patologie croniche e la personalizzazione dell’assistenza. </li></ul>
  10. 10. modello della rete assistenziale: Le reti in sanità
  11. 11. le reti integrate orizzontalmente attività poste sul medesimo livello di cura promozione di una specializzazione crescente Polo d’eccellenza per prestazioni sanitarie e di elevata complessità specializzazione dei centri di eccellenza per il trattamento dei casi più complessi Antenne : gestiscono con una certa autonomia il trattamento delle casistiche di minore complessità. antenne antenne antenne antenne polo
  12. 12. Le reti integrate verticalmente professionisti interdipendenti posti su diversi livelli di cura (medici di famiglia, specialisti ambulatoriali, specialisti ospedalieri) logica di trattamento di una patologia al livello di intervento che, a parità di efficacia, costi meno percorso di fruizione dei servizi progetto assistenziale presa in carico
  13. 13. La rete assistenziale virtuale: L’EHR come tecnologia di coordinamento network virtuale di professionisti e strutture dinamicamente definito intorno al singolo paziente EHR : ELECTRONIC HEALTH RECORD Altri specialisti ospedalieri Medico ospedaliero Specialista ambulatoirale Medico di famiglia paziente
  14. 14. L’intensità dell’integrazione <ul><li>Il modello organizzativo è definito con il termine linkage </li></ul><ul><li>I diversi professionisti continuano a svolgere le proprie funzioni in una situazione di sostanziale isolamento ma mantengono dei collegamenti, seppur deboli, con le altre organizzazioni del sistema. </li></ul><ul><li>Il principale meccanismo di coordinamento è rappresentato dalle linee guida universalmente riconosciute da cui gli operatori possono estrarre le indicazioni in merito alle procedure cliniche da seguire. (Ahgren e Axelsson, 2005). </li></ul>
  15. 15. Field , Guidelines for clinical practice. DEFINIZIONE DELLE LINEE GUIDA DI PRATICA MEDICA <ul><li>Le linee guida sono dei percorsi definiti, sviluppati in modo sistematico, basati su conoscenze mediche attuali. </li></ul><ul><li>Non intese come standards assistenziali, ma piuttosto intese ad assistere il medico ed il paziente nel processo decisionale circa la scelta dell’ appropriato procedimento da adottare in specifiche circostanze cliniche. </li></ul>
  16. 16. LINEE GUIDA DI PRATICA MEDICA <ul><li>Nonostante che in sede nazionale ed internazionale siano state prodotte linee guida per la diagnosi e cura delle varie malattie allergiche, vi è una scarsa applicazione delle raccomandazioni, che si traduce in percorsi diagnostici e terapeutici inappropriati e generatori di costi aggiuntivi. </li></ul>
  17. 17. RUOLO DEL PEDIATRA E RAPPORTI CON LO SPECIALISTA ALLERGOLOGO
  18. 18. Assistenza Integrata del bambino allergico <ul><li>fattiva collaborazione tra i PLS e i referenti Allergologi, per dare via ad una nascita di una Rete Allergologica Pediatrica, con la partecipazione attiva dei Pediatri di Libera Scelta (PLS), degli specialisti Allergologi, dei Pediatri Ospedalieri </li></ul>
  19. 19. Ipotesi di Assistenza Integrata <ul><li>Il bambino con sospetta patologia allergica, viene identificato dal suo PLS che può effettuare le prove allergiche cutanee (prick test) direttamente o inviarlo, a seconda dei casi e senza alcun vincolo, ad un suo collega che provvederà ad effettuare i test cutanei o ad uno dei centri allergologici di II livello presenti sul territorio o ad un ambulatorio ospedaliero. </li></ul><ul><li>Il ricorso alla diagnostica di laboratorio, dosaggio delle IgE specifiche, può avvenire solo dopo aver eseguito i prick test o una consulenza allergologica, </li></ul>
  20. 20. Percorsi integrati
  21. 21. <ul><li>Le ragioni per creare linee guida per la </li></ul><ul><li>gestione della rinite allergica </li></ul><ul><li>La rinite allergica è un problema sanitario globale che colpisce dal 5 al 35 % della popolazione </li></ul><ul><li>La sua prevalenza è in aumento. </li></ul><ul><li>Pur non essendo una malattia grave, la rinite influisce sulla vita sociale ed altera le prestazioni scolastiche e lavorative . </li></ul><ul><li>I costi socio sanitari sono rilevanti. </li></ul><ul><li>E’ stato dimostrato che la divulgazione e l’applicazione delle linee guida sono in grado di migliorare la gestione dei pazienti. </li></ul>
  22. 22. Ryan D. Allergy 2008 STARNUTI/ PRURITO RINORREA. ACQUOSA PRURITO OCULARE 20 OSTRU ZIONE IRRITAZ. FARINGEA TOSSE 40 60 80 % Frequenza di presentazione dei sintomi di rinite allergica al medico di medicina generale
  23. 23. La presenza di uno o più sintomi della domanda 1 suggerisce una natura non allergica dei sintomi e richiede valutazione specialistica Dolore facciale, rinorrea purulenta e iposmia sono spesso associati a rinosinusite, ma non escludono la concomitanza di RA LA rinorrea acquosa con uno o più dei sintomi della domanda 2 suggerisce fortemente la rinite allergica AR Reference Guide. Bousquet, Allergy 2008 1. E’presente qualcuno dei seguenti sintomi?     Sintomi solo in una narice SI NO Secrezioni dense, di colore giallo o verdastro SI NO Secrezioni che scendono in gola, specialmente con muco denso SI NO Dolore al volto SI NO Sanguinamenti dal naso SI NO Perdita dell’olfatto SI NO 2 E’ presente qualcuno di seguenti sintomi almeno un ora al giorno, in molti giorni consecutivi (o durante una particolare stagione dell’anno)?     Rinorrea acquosa SI NO Starnuti, anche a salve SI NO Naso chiuso SI NO Prurito nasale SI NO Congiuntivite (occhi rossi o che prudono) SI NO
  24. 24. <ul><li>INDAGINI ESSENZIALI </li></ul><ul><li>Anamnesi </li></ul><ul><li>Rinoscopia anteriore </li></ul><ul><li>Skin prick test (prima scelta) </li></ul><ul><li>Eventuale dosaggio IgE specifiche </li></ul><ul><li>INDAGINI AGGIUNTIVE </li></ul><ul><li>Citologia nasale </li></ul><ul><li>da scraping o brushing o lavaggio </li></ul><ul><li>Endoscopia (flessibile o rigida) </li></ul><ul><li>Test di provocazione nasale/ </li></ul><ul><li>congiuntivale </li></ul><ul><li>Spirometria </li></ul><ul><li>Microbiologia </li></ul><ul><li>Picco di flusso nasale </li></ul><ul><li>INDAGINI SPECIALISTICHE </li></ul><ul><li>Rinometria acustica </li></ul><ul><li>Rinomanometria </li></ul><ul><li>Olfattometria </li></ul>
  25. 25. Lieve intermittente Lieve persistente Moderata- grave intermittente Moderata- grave persistente Allontanamento di allergeni e irritanti Decongestionante nasale (<10 giorni e sopra i 12 anni) (o decongestionante orale) Steroide nasale Antistaminico di II generazione orale o locale Immunoterapia Trattamento della rinite allergica Cromoni Antileucotrienico (se coesiste asma)
  26. 26. Numero di dosi giornaliere Difficoltà di assunzione Effetti collaterali Regimi terapeutici complessi Costi Un report dell’OMS segnala che nei paesi sviluppati, in media il 50% dei pazienti non assume le medicine come prescritto. Diversi fattori possono influenzare negativamente l’aderenza al trattamento nei pazienti con rinite World Health Organization.. Adherence to long-term therapies: evidence for action. 2003 World Health Organization. Geneva, Switzerland Brixner DI, et al. Am J Manag Care . 2007 Marple BF, et al. Otolaryngol Head Neck Surg. 2007 Il trattamento dovrebbe essere il più semplice possibile, il paziente dovrebbe essere informato ed educato a proposito della patologia e dei farmaci e l’aderenza dovrebbe essere periodicamente verificata
  27. 27. PROGETTO MONDIALE ASMA: Linee-Guida Italiane Aggiornamento 2009 Modena, 1-4 marzo 2009 G IN A lobal itiative for sthma
  28. 28. <ul><li>Adattare le Linee Guida Internazionali alle esigenze socio-sanitarie italiane </li></ul><ul><li>Garantire che tutte le persone che si occupano di pazienti asmatici conoscano le raccomandazioni contenute nelle Linee Guida </li></ul><ul><li>Promuovere iniziative per aumentare le conoscenze nel campo della diagnosi e terapia dell’asma, e per favorire l’applicazione delle Linee Guida nella pratica quotidiana </li></ul>Obiettivi del Progetto Mondiale Asma Italia
  29. 29. Trend temporale della prevalenza degli attacchi asmatici e del trattamento antiasmatico in Italia (Torino, Pavia, Verona) ECRHS 1992/93  1998/2000 Verlato et al, JACI 2003 Attacchi asmatici Trattamento antiasmatico 1992-1993 1998-2000 0 1 2 3 4 5 Prevalenza (95% CI)
  30. 30. <ul><li>Principali sintomi asmatici </li></ul><ul><ul><li>Dispnea accessionale e/o variabile </li></ul></ul><ul><ul><li>Respiro sibilante </li></ul></ul><ul><ul><li>Tosse con scarso espettorato chiaro </li></ul></ul><ul><ul><li>Sensazione di costrizione toracica </li></ul></ul><ul><ul><li>In relazione a fattori scatenanti noti </li></ul></ul><ul><li>Fattori di rischio </li></ul><ul><ul><li>Atopia </li></ul></ul><ul><ul><li>Familiarità </li></ul></ul>Diagnosi di asma: i sintomi
  31. 31. <ul><li>La spirometria è cruciale per identificare l’ostruzione al flusso aereo e monitorare la risposta alla terapia e l’andamento della malattia. </li></ul><ul><li>La sola auscultazione del torace è poco sensibile e molto poco specifica nell’identificare la ostruzione al flusso aereo, e non consente di valutare la gravità dell’ostruzione </li></ul><ul><li>La spirometria, insieme ad altre valutazione (come eNO) consente di predire la comparsa di esacerbazioni sia nell’adulto che nel bambino </li></ul><ul><li>La spirometria è un buon predittore della prognosi e in particolare della remissione di asma a distanza di anni </li></ul>Diagnosi di asma: spirometria
  32. 32. Diagnosi di asma: prove di funzionalità respiratoria TEST DI REVERSIBILITA’ OSTRUZIONEPRESENTE SPIROMETRIA OSTRUZIONEASSENTE TEST DI PROVOCAZIONE BRONCHIALE ASPECIFICO
  33. 33. LA VALUTAZIONE DI GRAVITÀ E IL CONTROLLO DELL’ASMA
  34. 34. Classificazione di Gravità prima dell’inizio del trattamento Sintomi Sintomi notturni FEV 1 o PEF STEP 4 Grave Persistente STEP 3 Moderato Persistente STEP 2 Lieve Persistente STEP 1 Intermittente Continui Attività fisica limitata Quotidiani Attacchi che limitano L’attività > 1 volta/settimana ma < 1 volta / giorno < 1 volta/settimana Frequenti > 1 volta Alla settimana > 2 volte al mese  2 volte al mese FEV1  60% predetto Variabilità PEF> 30% FEV1 60 - 80% predetto Variabilità PEF > 30% FEV1  80% predetto Variabilità PEF 20-30% FEV1  80% predetto Variabilita PEF < 20% CLASSIFICAZIONE DI GRAVITÀ Caratteristiche cliniche in assenza di terapia La presenza di almeno uno dei criteri di gravità è sufficiente per classificare un paziente in un determinato livello di gravità
  35. 35. <ul><li>L’obiettivo principale del trattamento è ottenere il “controllo” dell’asma </li></ul><ul><li>Tale indice composito include tutte le principali misure cliniche e funzionali, ed è realisticamente raggiungibile in una alta percentuale di pazienti </li></ul><ul><li>La prevenzione delle riacutizzazioni è un obiettivo prioritario, specie nei pazienti più gravi, poiché queste possono condizionare la qualità di vita e il decorso dell’asma </li></ul><ul><li>La rivalutazione periodica dell’ottenuto controllo permette di adeguare la terapia sia in step-up che in step-down </li></ul>Il controllo dell’asma
  36. 36. Il controllo dell’asma § La funzione polmonare è valutabile solo in individui con età superiore a 5 anni $ Per definizione, 1 riacutizzazione in una qualsiasi delle settimane di monitoraggio rende l’intera settimana non controllata * Qualsiasi riacutizzazione dovrebbe essere prontamente seguita da una revisione del trattamento di mantenimento per assicurarsi che esso sia adeguato 1 in qualsiasi settimana $ 1 o più per anno * Nessuna Riacutizzazioni <80% del predetto o del personal best (se noto) Normale Funzione polmonare (PEF o FEV 1 ) § >2/settimana Nessuna (<2/settimana) Necessità di farmaco al bisogno Qualche Nessuno Sintomi notturni / risvegli Qualche Nessuna Limitazione delle attività 3 o più aspetti presenti nell’asma parzialmente controllato >2/settimana Nessuno (<2/settimana) Sintomi giornalieri NON CONTROLLATO PARZIALMENTE CONTROLLATO CONTROLLATO CARATTERISTICHE LIVELLI DI CONTROLLO DELL’ASMA GINA 09
  37. 37. <ul><li>VALUTAZIONE DEL CONTROLLO DI MALATTIA </li></ul><ul><li>Alcuni esempi di questionari validati per valutare il controllo clinico </li></ul><ul><li>sono disponibili in vari siti Web:  </li></ul><ul><li>Test di controllo dell'asma ( ACT ):http//www.asthmacontrol.com </li></ul><ul><li>Questionario di controllo dell'asma ( ACQ ): http//www.qoltech.co.uk/Asthma 1.htm </li></ul><ul><li>Questionario di valutazione della terapia dell'asma ( ATAQ ): httpwww.ataqinstrument. </li></ul><ul><li>Le prove di funzione respiratoria sono utili per completare </li></ul><ul><li>la valutazione del controllo, specialmente nei pazienti più gravi, </li></ul><ul><li>o con scarsa percezione dei sintomi </li></ul>Il controllo dell’asma: i questionari
  38. 38. Ruolo della medicina generale e pediatria (I) <ul><li>Identificazione dei soggetti sospetti per asma </li></ul><ul><li>Invio a centro specialistico per l’effettuazione di valutazioni allergologiche e prove funzionali per la diagnosi di asma </li></ul><ul><li>Scelta ed impostazione della terapia </li></ul><ul><li>Verifica dell’efficacia e dell’aderenza alla terapia </li></ul><ul><li>Valutazione periodica del controllo dell’asma </li></ul><ul><li>Richiesta periodica dei controlli funzionali </li></ul><ul><li>Rapido adattamento della terapia alle situazioni critiche </li></ul>
  39. 39. Ruolo della medicina generale e pediatria (II) <ul><li>Inviare allo specialista i pazienti che richiedono approfondimenti diagnostici per identificazione di fattori aggravanti l’asma </li></ul><ul><li>Identificazione dei soggetti con forme di asma di difficile controllo ed invio di questi soggetti al centro specialistico di riferimento </li></ul><ul><li>Sorveglianza dei fattori di rischio e delle comorbidità </li></ul><ul><li>Educazione sanitaria </li></ul>
  40. 40. Centro di Allergologia Pediatrica di 2° livello: problematiche <ul><li>Carenza di personale specialista in Allergologia ( con competenza pediatrica) o specialista in Pediatria ( con competenza in Allergologia) : problematiche da collegare alla formazione Universitaria delle Scuole di Specializzazione ( o in Allergologia o in Pediatra) </li></ul><ul><li>Scuole di specializzazione in Allergologia con numero insufficiente di studenti rispetto alle esigenze derivate da un incremento esponenziale delle malattie allergiche </li></ul><ul><li>Utilizzo part-time delle risorse esistenti </li></ul><ul><li>Crescente incremento di richieste di prestazioni </li></ul>
  41. 41. Problematiche in Allergolgia <ul><li>Percorsi diagnostici terapeutici di sempre maggiore complessità : impegno in termini di tempo, conoscenza e capacità. </li></ul><ul><li>La necessità di effettuare test di provocazione per alimenti o per farmaci, i tests diagnostici in vivo per farmaci, eventuale desensibilizzazione per veleno di imenotteri, orale per alimenti, richiedono notevole dispendio di tempo e struttura organizzativa efficiente . </li></ul>
  42. 42. Problematiche in Allergolgia <ul><li>Tali carenze possono comportare : </li></ul><ul><ul><li>una fuga di pazienti in altre Regioni per patologie allergiche di rilievo ( allergia alimentare grave, allergia a farmaci ed al veleno di imenotteri) </li></ul></ul><ul><ul><li>Tempi di attesa lunghi per prestazioni sia ambulatoriali che in DH ( per diagnostica o trattamenti complessi , quali allergie a farmaci, veleni di imenotteri, tests di provocazione-tolleranza, desensibilizzazione ad alimenti ) </li></ul></ul>
  43. 43. Problematiche in Allergologia: possibili soluzioni <ul><li>Rete allergologica fra vari centri e fra questi ed il PLS . </li></ul><ul><li>Formazione del PLS presso i Centri Allergologici </li></ul><ul><li>Il PLS potrà collaborare attraverso percorsi diagnostici- terapeutici in tutti i vari settori; di particolare necessità la co-gestione del bambino con asma </li></ul>
  44. 44. Centri Allergologici:maggiore spazio per i percorsi diagnostici complessi
  45. 45. Grazie per l'attenzione

Notizen

  • I costi sociali delle malattie allergiche sono in continuo aumento se si considera che ormai circa il 30% della popolazione generale soffre di una malattia allergica e che tale percentuale sale al 50% in età pediatrica
  • andamento cronico evolutivo di alcune malattie allergiche che richiedono terapie farmacologiche, immunologiche e riabilitative di lunga durata e di elevato costo. E&apos; da segnalare, infine, il ricorso, spesso non giustificato, ad accertamenti diagnostici sempre più sofisticati e costosi. la maggiore incidenza delle malattie allergiche in età infantile o giovanile in cui è richiesta un&apos;assistenza da parte dei genitori determina dei costi sociali aggiuntivi legati genericamente alla perdita di giornate lavorative per il genitore e di giornate di studio per il minore
  • Poor control increases the economic cost of asthma. A multicentre population-based study. Accordini S , Bugiani M , Arossa W , Gerzeli S , Marinoni A , Olivieri M , Pirina P , Carrozzi L , Dallari R , De Togni A , de Marco R . Unit of Epidemiology and Medical Statistics, University of Verona, Verona, Italy. simone.accordini@univr.it Abstract BACKGROUND/AIMS: Up to now, few cost-of-illness (COI) studies have estimated the cost of adult asthma at an individual level on general population samples. We sought to evaluate the cost of current asthma from the societal perspective in young Italian adults and the determinants of cost variation. METHODS: In 2000, a COI study was carried out in the frame of the Italian Study on Asthma in Young Adults on 527 current asthmatics (20-44 years) screened out of 15,591 subjects from the general population in seven centres. Detailed information about direct medical expenditures (DMEs) and indirect costs due to asthma was collected at an individual level over the past 12 months. RESULTS: The mean annual cost per patient was EUR 741 (95% CI: 599-884). DMEs represented 42.8% of the total cost, whereas the remaining 57.2% was indirect costs. The largest component of DMEs was medication costs (47.3%; 23.0% was due to hospitalization). The mean annual cost per patient ranged from EUR 379 (95% CI: 216-541)for well-controlled asthmatics to EUR 1,341 (95% CI: 978-1,706) for poorly controlled cases that accounted for 46.2% of the total cost. Poor control, coexisting chronic cough and phlegm, and low socio-economic status were significantly associated with high DMEs and indirect costs. CONCLUSIONS: In Italy, asthma-related costs were substantial even in unselected patients and were largely driven by indirect costs. Since about half of the total cost was due to a limited proportion of poorly controlled asthmatics, interventions aimed at these high-cost patients could reduce the economic burden of the disease.
  • la gravità di alcune malattie allergiche che possono avere esito fatale per il paziente (asma grave, shock anafilattico da punture di insetto, da farmaci, da lattice, da alimenti, ecc.); anche in questo caso, purtroppo, si assiste a un progressivo e costante aumento di incidenza
  • L’evoluzione del quadro epidemiologico, i cambiamenti di natura istituzionale, l’introduzione di nuove tecnologie, la progressiva specializzazione degli attori organizzativi (professionisti e organizzazioni complesse) e la necessità di garantire l’integrazione di competenze che appaiono sempre più distribuite per dare risposta ai bisogni di assistenza, impongono la ricerca di soluzioni organizzative innovative per rispondere al crescente fabbisogno di coordinamento intra e interorganizzativo….E’ possibile identificare nella “rete” quel modello organizzativo che sottintende l’utilizzo di meccanismi di coordinamento tra gli attori sociali, siano essi semplici o complessi, diversi da quelli tradizionale della gerarchia e del mercato. Il modello a rete implica la presenza di attori che mantengano gradi di autonomia e discrezionalità nella propria azione ma che rinunciano all’opportunismo nelle loro relazioni che vengono quindi coordinate grazie alla mutualità e alla fiducia reciproca….Il modello a rete è particolarmente efficace in quelle organizzazioni in cui la conoscenza rappresenta il fattore produttivo più rilevante, dove la progettazione delle strutture deve considerare le più intense necessità di integrazione , prevedendo la creazione di contesti cooperativi in cui l’azione organizzativa sia continuamente e adeguatamente coordinata intorno alle esigenze della persona umana….
  • combinazione di attività poste sul medesimo livello di cura, secondo un criterio territoriale o medicospecialistico. Il criterio di integrazione medico specialistico è coerente con un approccio organization-oriented, incentrato sulla massimizzazione dell’efficienza ma anche alla promozione di una specializzazione crescente: modello cosiddetto polo/antenne , costituito da un polo d’eccellenza volto ad erogare prestazioni sanitarie generalmente di elevatacomplessità, e da centri periferici che fungono da antenne per il polo. Tale configurazione favorirebbe, inoltre, la specializzazione dei centri di eccellenza per il trattamento dei casi più complessi, permettendo alle antenne di gestire con una certa autonomia il trattamento delle casistiche di minore complessità.
  • La possibilità di percorsi integrati con il PLS potrebbe essere attuato attraverso la possibilità di prenotazione diretta , collegamento mediante sistema informatico per comunicazioni, invio delle relazioni dei DH o ricoveri. In tale ottica il PLS dovrebbe essere il fulcro fra lo specialista ed il bambino, interrompendo l’attuale sistema organizzativo che vede il bambino gestito quasi in modo esclusivo dallo specialista ospedaliero ( i genitori spesso asseriscono che non hanno più visto il proprio pediatra da anni
  • Allergometriche &gt; allergologiche o allergiche
  • La diagnostica allergologica è in continua evoluzione e richiede prestazioni di sempre maggiore impegno in termini di tempo, conoscenza e capacità. La necessità di effettuare test di provocazione per alimenti o per farmaci, i tests diagnostici in vivo per farmaci, eventuale desensibilizzazione per veleno di imenotteri, orale per alimenti, rihiedono notevole dispendio di tempo e struttura organizzativa efficiente
  • Un percorso diagnostico di maggiore complessità sarà quello riferito all’allergia alimentare, per la gravità di taluni quadri e quindi la necessità di stabilire diete restrittive, la prescrizione eventuale di adrenalina auto iniettabile, attualmente elargibile solo dalla farmacia ospedaliera, test di provocazione e desensibilizzazione ad alimenti
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