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Panarese 26 gennaio 2022
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  1. 1. GENERE E MEDIA Ri#lessioni ed evidenze empiriche su stereotipi e misoginia Paola Panarese – 11 novembre 2022
  2. 2. Diba%to vivace su genere e media
  3. 3. Genere come costrutto sociale situato, relazionale, scalare, contrastivo e mobile, sottoposto a processi discorsivi
  4. 4. Media in movimento portatori di inedite occasioni di visibilità, discussione, rappresentazione, autorappresentazione negli ambienti digitali
  5. 5. Genere affiancato, nello studio dei media, da altre categorie sociali e culturali che operano simultaneamente nella produzione e riproduzione di differenze e discriminazioni
  6. 6. Molteplicità di analisi e riflessioni sulle rappresentazioni mediali, con diversi limi=
  7. 7. Due esempi di ricerche sulle rappresentazioni (femminili)
  8. 8. UN ESEMPIO § La narrazione del femminicidio di Elisa Pomarelli, avvenuto il 25 agosto 2019 a Carpaneto Piacen>no. § Caso di interesse per il dibaAto sulla narrazione dei femminicidi nel giornalismo italiano che è seguito alla pubblicazione di un ar>colo de «Il Giornale» (8 seJembre 2019)
  9. 9. Analisi su 159 ar>coli di testate giornalis>che online, pubblica> tra il 26 agosto 2019 e il 26 agosto 2020. Due subcorpora, uno di cronaca (135) e uno di cri>ca alla narrazione (24) Analisi del contenuto e lessicometrica
  10. 10. OBIETTIVI Individuare punti di contatto e distanza nel trattamento del femminicidio negli articoli di «cronaca» e «critica» Verificare l’esistenza di una mistica dell’ordine di genere (Connell 2006), negli articoli di cronaca e di una prospettiva femminista sul femminicidio in quelli di critica
  11. 11. L’analisi conferma la presenza, nella cronaca, di distorsioni narrative già rilevate in letteratura (lo squilibro nello spazio e nella profondità delle descrizioni del carnefice rispetto alla vittima, i riferimenti alla cornice interpretativa dell’amore (non corrisposto), la presenza di rimandi alla follia come causa della violenza, la deresponsabilizzazione del colpevole e la colpevolizzazione della vittima, la centralità della dimensione intima della vicenda e l’invisibilità del contesto socio-culturale della violenza) e nella critica di rimandi alla prospettiva femminista
  12. 12. Himpathy (Manne, 2019) e ordine di genere che aDribuisce a donne e uomini, spazi, modelli e aspeDaEve diversi e non equilibraE.
  13. 13. Negli ar>coli di cri>ca persistono il depotenziamento della donna, i riferimen> al frame dell’amore roman>co e la parziale deresponsabilizzazione dell’assassino
  14. 14. Ricerca sulle immagini femminili nella pubblicità di moda su Vogue Italia in oltre 50 anni. Obiettivi: § esplorare l'evoluzione delle rappresentazioni femminili nel tempo; § rilevare la persistenza dei “display di genere” (Goffman 1976, 1979) § accertare l'esistenza, negli anni 2000, del regime visivo del confident appearing (Kohrs e Gill 2021).
  15. 15. § «I modelli propos> dai media e dalla pubblicità contribuiscono a definire il significato dell’appartenenza di genere, imponendosi con forza per il faJo di essere pubblicamente diffusi» (Goffman, 1976, p. 76). § I display di genere di Goffman poggiano su dimensioni semio>che (prospeGva, composizione, sguardo) che contribuiscono a costruire stereo>pi di genere nelle immagini pubblicitarie
  16. 16. Goffman rivela che le donne sono =picamente presentate come più basse, più piccole, in pose deferen=, infan=li o distraBe e disorientate. Lo si vede in genderismi quali la dimensione rela=va, la classificazione delle funzioni, il tocco femminile, la ritualizzazione della subordinazione e il ri=ro autorizzato
  17. 17. Analisi qualitativa del contenuto (112 numeri, 1963 annunci e 2568 modelli/e) Schema di codifica con variabili di Goffman e variabili relative a pose e inquadrature stereotipicamente femminili (sorriso, broncio, testa inclinata, posizione distesa, auto-tocco, sguardo distolto) e maschili (o indicative dell’apparire sicuro): contatto visivo, corpo eretto, posa attiva e figura intera (Kohrs e Gill 2021; Kuipers, van der Laan e Arfini 2016; Mager e Helgerson 2011).
  18. 18. Si rilevano: • sessualizzazione delle immagini femminili • persistenza di alcuni genderismi (come il tocco femminile, la ritualizzazione della subordinazione, il ritiro autorizzato) e riduzione di altre (come la dimensione relativa o la classificazione delle funzioni) • Presenza, negli ultimi due decenni, del tropo postmoderno dell’apparire sicuro (Khors e Gill, 2021) affiancato a una rinnovata sessualizzazione
  19. 19. Messaggi ambivalenti sulla femminilità L'ideologia della bellezza si fonde con istanze di emancipazione.
  20. 20. La «sessualizzazione sicura» degli anni 2000 è un nuovo regime visivo di genere La donna sessualizzata sicura di sé è bianca, giovane, magra ed eterosessuale, e opera all'interno di un regime giovanilis=co ed eteronorma=vo.
  21. 21. Ammesso che le donne "scelgano" di essere sessualizzate, la ripe=zione e l'intensità della loro sessualizzazione suggeriscono un'influenza sociale
  22. 22. La potenza della retorica della scelta, in una società che esalta l’individualismo e la libertà individuale, agisce come inibitore della capacità di formulare giudizi
  23. 23. Solo cercando modelli culturali e interazioni mul=ple, si può spostare il diba%to dalla scelta individuale o la dimensione priva=s=ca delle relazioni tra donne e uomini alle forze sociali che normalizzano pra=che penalizzan=
  24. 24. paola.panarese@uniroma1.it

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