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Il controllo della liquidità

Il controllo della liquidità

Al centro della dinamica monetaria aziendale si pone la liquidità: l’insieme di valori monetari che entrano ed escono dall’impresa a seguito dell’effettuazione di scambi con l’esterno.

Al centro della dinamica monetaria aziendale si pone la liquidità: l’insieme di valori monetari che entrano ed escono dall’impresa a seguito dell’effettuazione di scambi con l’esterno.

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  2. 2. La gestione aziendale La gestione aziendale si presenta come un insieme di operazioni eterogenee estremamente complesso e di difficile interpretazione dato che si mescolano elementi di varia natura: • Aspetto tecnico Riferito alle caratteristiche fisiche, qualitative e quantitative non monetarie dei processi aziendali • Aspetti economico Evidenzia i componenti di reddito che scaturiscono dai processi tecnici • Aspetto finanziario-monetario Legato alle partite finanziarie che vengono in qualche modo attivate dai movimenti economici e non solo 2
  3. 3. La gestione aziendale Se osserviamo le stesse operazioni in relazione alla loro rilevanza esterna, cioè che valichino o meno i confini aziendali, possiamo ritrovare: • Gestione interna Le operazioni di natura tecnica e parte di quelle di natura economica • Gestione esterna Le operazioni di natura economica inerenti a scambi con l’esterno e quelle di natura finanziaria 3
  4. 4. La gestione aziendale 4 OPERAZIONI TECNICHE COSTI E RICAVI ENTRATE E USCITE ASPETTO TECNICO ASPETTO ECONOMICO ASPETTO FINANZIARIO INDIVIDUA MISURA GESTIONE INTERNA GESTIONE ESTERNA
  5. 5. Il ciclo del capitale I FASE Capitale monetario (mezzi monetari conferiti dai soci o reperiti sul mercato di capitali) II FASE Capitale tecnico (fattori produttivi acquisiti investendo il capitale monetario) III FASE Capitale commerciale (beni o servizi destinati alla vendita e frutto della combinazione dei fattori produttivi) IV FASE Capitale monetario (mezzi monetari ottenuti dalla vendita dei beni o dei servizi sul mercato) 5
  6. 6. La dinamica monetaria Una corretta impostazione e conduzione della tesoreria aziendale rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente per il successo di un’iniziativa imprenditoriale La dinamica monetaria deve necessariamente seguire quella economica e concludere il processo di trasformazione in denaro degli investimenti compiuti. Al centro della dinamica monetaria si pone la liquidità: l’insieme di valori monetari che entrano ed escono dall’impresa a seguito dell’effettuazione di scambi con l’esterno. 6
  7. 7. La dinamica monetaria • Come riserva per mantenere la puntualità dei pagamenti ed evitare un pericoloso incremento dei debiti verso fornitori • Come fattore di abbattimento del capitale di credito, che porta ad una riduzione del costo dell’indebitamento e della leva finanziaria • Come opportunità se investita in operazioni redditizie (ma non speculative) 7
  8. 8. La dinamica monetaria Nel contesto attuale caratterizzato da un’elevata competizione globale, frequenti periodi di crisi, bolle speculative e regole sempre più rigide per accedere al credito la liquidità è divenuta una risorsa più scarsa di un tempo e più preziosa. La presenza della liquidità è dunque un fattore critico di successo e la sua gestione appare come elemento decisivo nell’andamento di un’impresa 8
  9. 9. La dinamica monetaria 9 EQUILIBRIO MONETARIO Difficile accesso al credito Ritardi negli incassi Allungamento ciclo di cassa Diminuzione dilazione su debiti Rallentamento ritmi produttivi Aumento costo delle risorse Gestione del denaro non attenta
  10. 10. La dinamica monetaria Sfiducia delle banche Aggravamento problemi Sfiducia degli altri interlocutori Problemi di liquidità 10
  11. 11. La gestione finanziaria L’analisi delle condizioni della solvibilità dell’impresa può essere condotta seguendo due vie: • analisi statica; • analisi dinamica. L’analisi statica si basa sul confronto di stock patrimoniali opportunamente individuati; quella dinamica si traduce, invece, nell’esame dei flussi e deflussi di cassa nel corso del tempo. I flussi monetari vengono ricavati dal rendiconto finanziario. 11
  12. 12. La gestione finanziaria L’equilibrio finanziario è una condizione essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo di ogni impresa. Esso deve essere costantemente verificato, valutando il grado di solvibilità dell’impresa, ossia la capacità dell’impresa di far fronte agli impegni di pagamento. La solvibilità può essere apprezzata a due livelli: • solvibilità nel medio-lungo termine: solidità patrimoniale; • solvibilità nel breve termine: liquidità 12
  13. 13. La gestione finanziaria 13
  14. 14. La gestione finanziaria L’analisi ha come obiettivo generale quello di formulare un giudizio sulle condizioni finanziarie della gestione. Tale obiettivo generale è articolato in una serie di sotto-obiettivi specifici quali: • valutare il contributo delle diverse operazioni di gestione alla variazione della risorsa finanziaria oggetto di osservazione, individuando quali operazioni hanno maggiormente assorbito la risorsa e quali l’hanno prevalentemente prodotta; • misurare la capacità dell’impresa di autoprodurre risorse finanziarie; • approfondire l’analisi degli impieghi, mettendone in luce il grado di manovrabilità; • ricostruire le fonti alle quali si è attinto, evidenziando la loro composizione qualitativa e ed i rapporti quantitativi; • ricomporre il quadro generale delle fonti e degli impieghi della risorsa finanziaria, verificando correlazioni ed equilibri fra specifiche categorie di fonti e di impieghi; • apprezzare le politiche finanziarie adottate dall’impresa. 14
  15. 15. Fabbisogno finanziario del ciclo operativo Oltre a controllare la consistenza del fabbisogno finanziario suscitato dal ciclo operativo, l’analista deve prestare attenzione alle modalità seguite per finanziare tale fabbisogno. Il finanziamento mediante ricorso all’indebitamento bancario a breve termine è la via più frequentemente utilizzata dalle imprese italiane, ma è anche la soluzione più onerosa e quella potenzialmente in grado di causare i maggiori appesantimenti nelle condizioni di solvibilità. L’indice idoneo a segnalare il livello di finanziamento bancario del CCNc è dato dal rapporto: Banche c/c passivo CCNc 15
  16. 16. Fabbisogno finanziario del ciclo operativo I due indicatori focalizzati sul CCNc, ossia il tasso di intensità del CCNc e il grado di finanziamento bancario a breve del CCNc, sono chiaramente correlati fra loro. Vale, infatti, la relazione: CCNc x Banche c/c passivo = Banche c/c passivo Fatturato CCNc Fatturato La relazione indica che maggiore è il fabbisogno corrente per unità di fatturato, ossia più lenta è la rotazione del CCNc, e quanto più tale fabbisogno viene coperto mediante indebitamento bancario a breve, tanto più alto sarà il tasso di intensità di tale forma di finanziamento. 16
  17. 17. Fabbisogno finanziario del ciclo operativo L’aumento dell’incidenza del finanziamento bancario a breve sul fatturato, espresso dal rapporto banche c/c passivo/fatturato, è destinato a generare una crescita del peso degli oneri finanziari sul fatturato, peso misurato dall’indice: Oneri finanziari Fatturato Il significato di tale indice, e quindi la sua importanza, è chiaro: esso misura quanta parte della ricchezza lorda (i ricavi) creata dall’impresa viene “mangiata” dal costo dell’indebitamento. In poche parole, più alto è il valore assunto dall’indice, minore è la capacità dell’impresa di sopportare il peso degli oneri finanziari mantenendo la gestione in condizioni di equilibrio economico. 17
  18. 18. Fabbisogno finanziario del ciclo operativo Muovendosi in questa direzione, il rapporto fra oneri finanziari e fatturato è il risultato della seguente relazione: Oneri finanziari x Debiti finanziari = Oneri finanziari Debiti finanziari Fatturato Fatturato • costo medio dell’indebitamento finanziario. Espresso dal primo membro del prodotto,l’indice viene comunemente denominato Return On Debt (R.O.D.); • rapporto fra indebitamento finanziario e fatturato, denominato tasso di intensità dell’indebitamento 18
  19. 19. Tasso di intensità dell’indebitamento Riveste grande importanza per una compiuta analisi delle condizioni di rischio finanziario dell’impresa. Svolge un’azione frenante sul costo dell’indebitamento fin quando presenta valori inferiori all’unità, cioè fin quando i debiti sono inferiori al fatturato. Per valori superiori si viene a creare una situazione viziosa, nella quale il peso degli oneri finanziari sul fatturato è maggiore del costo medio dell’indebitamento. Un tasso di intensità dell’indebitamento crescente segnala, dunque, una progressiva difficoltà dell’impresa ad onorare, con i flussi derivanti dalla vendite dell’esercizio, gli impegni connessi al rimborso dei debiti. Ciò risulta più chiaro se si tiene presente che il tasso di intensità dell’indebitamento può essere letto anche come il reciproco di un tasso di rotazione: quante volte l’azienda sarebbe in grado di rimborsare i debiti attraverso le entrate derivanti dalla vendite? 19
  20. 20. Liquidità e Solidità Diventa fondamentale non soltanto esaminare il grado di equilibrio parziale all’interno di una dimensione strutturale ma anche le interconnessioni tra queste, cioè l’equilibrio globale del sistema. I collegamenti fra le dimensioni rilevanti: • Redditività e solidità • Redditività e liquidità • Solidità e liquidità 20
  21. 21. Redditività e Solidità • Una struttura equilibrata dei finanziamenti migliora la redditività in quanto riduce l’incidenza degli oneri finanziari • La composizione dell’indebitamento in termini di scadenza e onerosità influenza il costo medio dell’indebitamento • La coerenza temporale tra Fonti e Impieghi rende meno necessario il ricorso a finanziamenti non programmati che come tali risultano essere maggiormente costosi • La redditività tramite l’autofinanziamento aumenta la solidità. Con una buona redditività dei mezzi propri e un’oculata politica di distribuzione utili, parte dell’utile netto prodotto rimane in azienda contribuendo alla crescita dei mezzi propri. Se l’incremento dei mezzi propri risulta essere superiore a quello del capitale investito, il rapporto di indebitamento si riduce 21
  22. 22. Redditività e Liquidità • Una soddisfacente redditività operativa è premessa fondamentale per una buona situazione di liquidità • Tutte le scelte riguardanti il Capitale Circolante Netto Commerciale presentano effetti sia sulla redditività che sulla liquidità. Come impatta un’estensione delle dilazioni concesse ai clienti? • Un modesto o negativo reddito operativo non permette il raggiungimento di un’adeguata liquidità in quanto i fabbisogni delle altre aree aziendali richiedono fonti finanziarie esterne per essere soddisfatti • Eventuali eccedenze di liquidità opportunamente investite possono offrire ritorni interessanti a sostegno della redditività operativa 22
  23. 23. Solidità e Liquidità • La capacità della gestione di originare autonomamente risorse finanziarie tali da assicurare la puntualità nell’onorare gli impegni a breve contribuisce il mantenimento di una buona solidità in quanto evita il ricorso a finanziamenti imprevisti • Se l’azienda non presenta elevati gradi di dipendenza finanziaria le risorse generate non sono vincolate alla remunerazione dei debiti di terzi, ma al contrario posso incrementare le riserve di liquidità e rafforzare ulteriormente l’autonomia finanziaria • Una buona solidità è condizione fondamentale per avere a disposizione fonti dal sistema bancario • La maggior parte degli indicatori di solidità e di liquidità derivano dallo Stato Patrimoniale ragione per cui le interrelazioni sono forti 23
  24. 24. Indici di Solidità •Patrimonio netto / Attivo immobilizzatoGrado di copertura A •Patrimonio netto + Debito finanziario a m/l / Attivo ImmobilizzatoGrado di copertura B •Attivo circolante / Totale impieghiElasticità del Patrimonio •Liquidità differite + immediate / Totale impieghiVariabilità della liquidità •Debito finanziario netto / Patrimonio nettoGearing Ratio •Debito finanziario / Totale FontiQuota di indebitamento 24 Se ne possono fornire due accezioni correlate: la solidità orizzontale che indaga le condizioni di equilibrio tra investimenti e fonti e la solidità verticale che indaga l’equilibrio tra fonti proprie e di terzi e la struttura patrimoniale
  25. 25. Analisi del ciclo monetario •(Valore medio giacenze materie prime / Consumo) x 360 Periodo medio copertura delle rimanenze •(Valore medio crediti commerciali / ricavi) x 360 Periodo medio di riscossione dei crediti commerciali •(Valore medio debiti commerciali / Costi di acquisto) x 360 Periodo medio di pagamento dei debiti commerciali Durata ciclo monetario del CCNc 25 + - =
  26. 26. Indici di Solvibilità e Liquidità • Patrimonio netto – Attivo immobilizzato Margine di Struttura • Liquidità immediate + differite – Passività correnti Margine di Tesoreria • Attivo circolante – Passività correnti Capitale circolante netto • Attivo commerciale – Passivo commerciale Net Working Capital • Passivo finanziario - liquidità Posizione finanziaria netta 26
  27. 27. Indici di Solvibilità e Liquidità • Liquidità immediate / Passività correntiQuick Ratio • Liquidità immediate + differite / Passività correntiAcid Test • Attivo circolante / Passività correntiIndice di disponibilità • Ebitda + interessi attivi / Oneri Finanziari Ebitda Interest Coverage • Debito finanziario netto / Ebitda Indice di indebitamento dinamico • CCNc / RicaviAliquota di Circolante 27

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