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UDITOUDITO
Il sistema uditivo ci
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Sistema uditivo periferico
Il sistema uditivo
periferico inizia con
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L'orecchio esterno è
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Orecchio medio
L'orecchio medio amplifica il
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Riflesso stapediale
Il riflesso stapediale è la contrazione bilaterale involontaria del muscolo
stapedio dovuta ad eccessi...
Orecchio interno
L'orecchio interno è costituito dal
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Organo del Corti
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Sistema uditivo centrale
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NUCLEI COCLEARI
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Corteccia uditiva primaria
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Patologie
• Acufene
• Iperacusia
• Ipoacusia
• Presbiacusia
• Sordità
Le patologie più frequenti che possono colpire il si...
Onde sonore
Un’onda sonora è un’oscillazione compiuta dalle
particelle in un mezzo attorno alla loro posizione di
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Come percepiamo la musica
La musica ha accompagnato il genere umano da sempre , tuttavia ancora non sappiamo perché
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La musica come stimolo necessario
Sebbene non siano riusciti ad identificare una singola regione
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Un ulteriore dilemma riguarda la gamma di diverse
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Come l’udito influenza l’evoluzione
fonologica
Le cause dell’evoluzione possono essere ristrette a tre
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Come l’interferenza acustica influenza le
lingue
Alcuni esempi pratici :
Quante volte ci è capitato di confondere un nome ...
Altri esempi di interferenza acustica
Altri comuni fenomeni dovuti all’ interferenza acustica sono
• La geminazione, quand...
La gerarchia di sonorità
I foni, ossia qualsiasi suono prodotto da un essere umano, possono essere suddivisi in base alla ...
Vocali
Le vocali si dividono
orizzontalmente (in frontali,
centrali ed anteriori) e
verticalmente in chiuse,
medie e apert...
Interazione fra cause diverse
Alla luce di questi principi si possono ordinare i foni secondo questa gerarchia di sonorità...
Lenizione
quando un suono scende di un gradino nella gerarchia, i tipi più frequenti sono:
• Da occlusiva a fricativa
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Udito

Lavoro di ricerca in sperimentazione TEAL di un gruppo di alunni della classe 3^ Bc del Liceo Classico Monti

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Udito

  1. 1. UDITOUDITO
  2. 2. Il sistema uditivo ci permette di percepire le onde sonore e di trasmetterle al nostro sistema nervoso sotto forma di impulsi neuronali. La ricezione dei suoni e la loro trasduzione sono rispettivamente affidati al sistema uditivo periferico e a quello centrale Il sistema uditivo
  3. 3. Sistema uditivo periferico Il sistema uditivo periferico inizia con l'orecchio ed è deputato alla ricezione e alla prima fase della trasduzione del suono
  4. 4. Orecchio esterno L'orecchio esterno è composto dal padiglione auricolare, è costituito da cartilagine e la sua funzione è quella di raccogliere i suoni per convogliarli nel condotto uditivo. Il condotto uditivo è ricoperto da cerume ed infondo ad esso è posizionata la membrana timpanica, che delimita l'orecchio esterno da quello medio
  5. 5. Orecchio medio L'orecchio medio amplifica il suono di circa venti volte e lo convoglia all'orecchio interno. Le onde sonore vanno a colpire la membrana timpanica e la mettono in vibrazione. Questa informazione sotto forma di onda viaggia attraverso la cavità dell'orecchio medio piena d'aria attraverso una serie di ossa: martello, incudine e staffa. Questi ossicini agiscono come una leva, convertendo le vibrazioni sonore del timpano in vibrazioni sonore ad alta pressione.
  6. 6. Riflesso stapediale Il riflesso stapediale è la contrazione bilaterale involontaria del muscolo stapedio dovuta ad eccessiva stimolazione dell'orecchio interno. Svolge principalmente tre funzioni: ● Protettiva ● Estensione campo dinamico uditivo ● Miglioramento discriminazione rumore ● Il muscolo stapedio è il più piccolo del corpo umano ed è innervato dal settimo nervo cranico e si inserisce al collo della staffa e contraendosi trae quest'ultima fuori dalla finestra ovale, riducendo la pressione sui liquidi labirintici
  7. 7. Orecchio interno L'orecchio interno è costituito dal labirinto osseo e membranoso che contengono del liquido (endolinfa). La coclea si compone di tre sezioni piene di liquido e divise da membrane, essa supporta un onda di fluido dovuta alla pressione scaricata attraverso la membrana basilare. La coclea contiene anche l'organo dei corti, una struttura caratterizzata da numerose cellule ciliate, deputata a trasformare le onde meccaniche in segnali elettrici neuronali. Altre due importanti divisioni di questo organo uditivo sono la scala timpanica e quella vestibolare, posizionate nel labirinto osseo, riepito a sua volta da un fluido chiamato perilinfa. Per tutta la lunghezza della coclea vengono percepite frequenze specifiche.
  8. 8. Organo del Corti L' organo del Corti ospita all' incirca 16.000 cellule ciliate per lato divise in esterne ed interne. Le cellule variano nella loro ricettività ai suoni in base alla loro intensità. Le cellule ciliate vengono stimolate mediante i liquidi coclearied hanno il compito di effettuare la trasduzione meccano-elettrica che tramite le sottile fibre del nervo acustico arrivano al cervello, dove determinano la sensazione uditiva.
  9. 9. Cellule ciliate Le cellule ciliate sono colonnari a base ovalare. All'altra estremità presentano un fascio di 100-200 ciglia specializzate. Le cellule ciliate interne sono una struttura motoria dei meccanorecettori dell'udito: trasducono la vibrazione del suono in attività elettrica nelle fibre nervose, che vengo trasmesse fino al cervello. All'estremità apicale sono presenti dei canali ionici per il potassio.
  10. 10. Neuroni I neuroni afferenti innervano le cellule ciliate interne cocleari tramite alcune sinapsi in cui tramite il neuro trasmettitore glutammato comunica i segnali inviati dalle cellule ciliate ai dendriti dei neuroni uditivi primari. Questi dendriti neuronali appartengono ai neuroni del nervo uditivo, il quale a sua volta si unisce al nervo vestibolare a formare il nervo vestibolo- cocleare.
  11. 11. Sistema uditivo centrale Dopo che l'informazione è stata rielaborata passa attraverso varie "stazioni intermedie", che formano il sistema uditivo centrale, tra queste: ● I nuclei cocleari ● Il corpo trapezoidale ● Il complesso olivare superiore ● Il lemnisco laterale ● Il collicolo inferiore ● Il nucleo genicolato mediale ● Corteccia uditiva primaria
  12. 12. NUCLEI COCLEARI I nuclei cocleari sono la prima stazione che il,segnale incontra, qui avviene uno dei processi più importanti, il processo binaurale che permette la fusione di due impulsi diversi in uno solo. Il nucleo cocleare è diviso in ventrale e dorsale Le stazioni del sistema uditivo LEMNISCO LATERALE Il lemnisco laterale è un tratto di assoni che si trovano nel tronco encefalico. Questa stazione nervosa trasporta le informazioni sonore dal nucleo cocleare in direzione di diversi nuclei del tronco cerebrale e infine al collicolo inferiore controlaterale del mesencefalo. IL COMPLESSO OLIVARE SUPERIORE si trova nel ponte e riceve le proiezioni sia dal nucleo cocleare ventrale che dal nucleo cocleare dorsale. All'interno del complesso olivare superiore si trova l'oliva superiore laterale e mediale. La prima è importante nel rilevare le differenze nel livello, mentre la seconda nel distinguere quelle temporali CORPO TRAPEZOIDALE Il corpo è un fascio di fibre che si incrociano formando una X nel ponte e che portano le informazioni utilizzate per i calcoli binaurali nel tronco encefalico IL NUCLEO GENICOLATO MEDIALE è parte del sistema di relè talamico. Da qui originano le radiazioni acustiche che vanno a terminare nella circonvoluzione temporale superiore in corrispondenza dell'area acustica primaria. IL COLLICOLO INFERIORE si trova posizionato sotto i centri di elaborazione visiva, il collicolo inferiore è quasi un relè obbligato nel sistema uditivo. Esso agisce per integrare le informazioni prima di inviarle al talamo e alla corteccia.
  13. 13. Corteccia uditiva primaria La corteccia uditiva primaria è la prima regione della corteccia cerebrale che riceve le informazioni di tipo uditivo. La percezione del suono è associata alla circonvoluzione temporale superiore posteriore di sinistra. Questa contiene diverse importanti strutture del cervello comprese le aree di Brodmann 41 e 42, le quali segnano la localizzazione della corteccia uditiva primaria, la regione corticale responsabile delle sensazioni caratteristiche è fondamentale nel suono. La corteccia uditiva primaria è suddivisa in sotto-regioni funzionalmente differenziabili. I neuroni possono essere considerati come strutture che coprono un ampia gamma di frequenze uditive e possono avere risposte selettive a componenti armonici. I neuroni che integrano le informazioni provenienti dai due orecchi hanno campi recettivi che coprono una particolare regione dello spazio uditivo. La corteccia uditiva primaria è circondata dalla corteccia uditiva secondaria e strettamente interconnessa con essa. Queste aree secondarie si interconnettono con ulteriori aree di processazione localizzate nella circonvoluzione temporale superiore, nella banca dorsale del dorso temporale superiore, e nel lobo frontale.
  14. 14. Patologie • Acufene • Iperacusia • Ipoacusia • Presbiacusia • Sordità Le patologie più frequenti che possono colpire il sistema uditivo:
  15. 15. Onde sonore Un’onda sonora è un’oscillazione compiuta dalle particelle in un mezzo attorno alla loro posizione di riposo . Quest’ oscillazione è causata dalla vibrazione di un corpo, detto sorgente del suono. Di un un’onda sonora si misurano • il periodo, ossia il tempo impiegato per tornare nella posizione di riposo • L’ampiezza, la distanza massima percorsa dalla posizione di riposo Le onde sonore si possono dividere in tre tipi in base all’andamento grafico • Onde sinusoidali, completamente regolari • Onde periodiche non sinusoidali, presentano irregolarità nelle curve • Onde aperiodiche, caotiche e zigzaganti
  16. 16. Come percepiamo la musica La musica ha accompagnato il genere umano da sempre , tuttavia ancora non sappiamo perché la musica ci piaccia tanto e soprattutto gli studiosi non sono ancora riusciti ad isolare un’area del cervello strettamente collegata alla musica. Tuttavia sono riusciti a collegare certe aree del cervello a diversi modi di approcciare la musica
  17. 17. La musica come stimolo necessario Sebbene non siano riusciti ad identificare una singola regione del cervello collegata alla musica gli studiosi dell’istituto McGill sono riusciti a dimostrare come l’ascolto di musica stimoli nel cervello le stesse zone connesse col il piacere, il cibo ed il sesso. Da ciò hanno ipotizzato che come il piacere del sesso e del cibo sono stimoli essenziali per la sopravvivenza così potrebbe essere anche per la musica. Un esempio lampante può consistere ad esempio nel maggiore spirito di gruppo che caratterizza i paesi di religione protestante, infatti durante le funzioni la musica rivestiva un ruolo di prima importanza, e tutti i fedeli intonavano suoni assieme, tutto questo per accrescere uno spirito comunitario, a differenza di quanto avveniva nella chiesa cattolica in cui il fedele assisteva passivamente alle rare messe cantate che avevano luogo.
  18. 18. Un ulteriore dilemma riguarda la gamma di diverse emozioni che la musica suscita nell'uomo, come ad esempio l’ associazione della gioia al tono maggiore e della tristezza al tono minore. Per quale ragione quelle che sarebbero semplici vibrazioni riscontrano quasi un'unanime reazione delle emozioni umane? Alcuni studi ritengono che la musica non venga subito trasformata dal nostro cervello in emozione, ma passi prima dal riconoscimento dell'uomo di un qualcosa nella musica che è poi associato ad una determinata emozione. Ad esempio il tono minore si dovrebbe prima identificare con un ''basta'' che viene poi associato ad una condizione di turbamento quindi associato alla tristezza. Un semplice cambiamento della percezione può essere determinato dal colore con quale si fa suonare una determinata armonia, un tono minore suonato forte suscita una sensazione di rabbia o violenza: Bisogna dunque immaginarselo con un ''BASTAA!''. Tuttavia in questo campo vi sono ancora teorie contrastanti e il dibattito riguardante musica ed emozioni resta largamente aperto e ancora poco esplorato. Musica ed emozioni
  19. 19. Come l’udito influenza l’evoluzione fonologica Le cause dell’evoluzione possono essere ristrette a tre categorie • Una maggiore semplicità di pronuncia, che è frutto dell’erosione fonologica che avviene nel cosiddetto «casual speech» • Innovazione, ossia l’origine del mutamento è sconosciuta, a volte semplicemente si vuole che due parole suonino più diverse • Interferenza acustica, ossia sentire «fischi per fiaschi», ciò avviene quando i parlanti «sbagliano» sempre più spesso confondendo una parola per un’altra , fino a che ciò non diventa la norma
  20. 20. Come l’interferenza acustica influenza le lingue Alcuni esempi pratici : Quante volte ci è capitato di confondere un nome preceduto da un articolo determinativo per un’altra parola cominciante per elle ? Per esempio l’acca v.s. lacca Il fenomeno è così comune che in certi casi ha addirittura influenzato la forma di alcune parole Per esempio: Latino v.s. Italiano lusciniolus usignolo durante l’evoluzione della lingua italiana la prima elle della parola è stata confusa con l’articolo e sentita come parte a sé
  21. 21. Altri esempi di interferenza acustica Altri comuni fenomeni dovuti all’ interferenza acustica sono • La geminazione, quando due consonanti diverse si assimilano e formano una consonante geminata (o doppia) per esempio: lat. Octo, somnus e relaxare > itaiano otto sonno rilassare • La nasalizzazione, quando una consonante nasale (n,m) viene assorbita dalla precedente vocale. Questo è tipico del francese: lat. Bonus, annus > franc. bon, an ( /bô, â / • Allungamento di compenso , ossia quando una consonante cade e dunque lo spazio lasciato libero viene occupato dall’ allungamento della vocale precedente, ciò è tipico del greco ma anche dei dialetti inglesi non rotici per esempio: bar Rp (non-rotico)/ba:/ vs. general american (rotico) /bar/
  22. 22. La gerarchia di sonorità I foni, ossia qualsiasi suono prodotto da un essere umano, possono essere suddivisi in base alla loro sonorità, ossia in base a quanto sono «rumorosi» . Dunque maggiore è la quantità di aria spostata maggiore sarà la sonorità del fono Consonanti: esse oltre che per punto di articolazione, si distinguono anche per modo di articolazione. Si passa dalla minima sonorità (occlusive) fino alla massima sonorità (approssimanti e semivocali, che sono al limite) Si noti come minore diventi la costrizione maggiore sia la possibilità che il fono sia sonoro
  23. 23. Vocali Le vocali si dividono orizzontalmente (in frontali, centrali ed anteriori) e verticalmente in chiuse, medie e aperte). Questi parametri ci indicano quanto grande sia il cavo orale durante la fonazione. Dunque una vocale frontale chiusa avrà il minimo spazio e una vocale anteriore aperta ne ha il massimo. Inoltre il cavo orale può essere allungato ancor di più arrotondando le labbra (una caratteristica nota come «arrotondamento»)
  24. 24. Interazione fra cause diverse Alla luce di questi principi si possono ordinare i foni secondo questa gerarchia di sonorità Dunque coscienti di ciò si può capire come certi mutamenti fonetici siano una convergenza di semplicità di pronuncia ed interferenza acustica • La sonorizzazione , ossia quando un suono sordo posto fra due sonori diventa sonoro a sua volta, ciò sarà sia più semplice da dire che sentire poiché richiede meno sforzo Per esempio: latino acutiare italiano aguzzare, quindi k (un suono sordo) è diventato g (un suono sonoro) in mezzo a due vocali
  25. 25. Lenizione quando un suono scende di un gradino nella gerarchia, i tipi più frequenti sono: • Da occlusiva a fricativa ciò è per esempio avvenuto nel passaggio da latino ad italiano es. lat. laborabat > it. Lavorava, b (un’occlusiva è diventata v (una fricativa) • Da fricativa sonora ad approssimante per esempio Ant. Lat. flosem > lat. clas. florem , la s sonora (/z/) è diventata r un’approssimante • Da approssimante a semivocale per esempio lat. plattum > it. piatto, l è diventata /j/

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