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Corso rischio per rspp datore di lavoro studio rosi

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Corso Rischio per RSPP datore di lavoro Studio. Maggiori informazioni su www.studiorosi.org

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Corso rischio per rspp datore di lavoro studio rosi

  1. 1. INDICE Pag.Il D.Lgs. 81/2008 1Infortuni sul lavoro 3I Rischi 10I principali attori della sicurezza 11Il lavoro al Videoterminale 27La Movimentazione Manuale dei Carichi 36Il Rischio Chimico 46Il Rischio Elettrico 53L’uso delle attrezzature di lavoro 55I Dispositivi di Protezione Individuale 59La segnaletica di sicurezza 63L’emergenza 68Il Rischio Biologico in ambito sanitario 76Il Rischio da radiazioni 107
  2. 2. D.Lgs.626/94 Norme per il miglioramento sicurezza e salute dei lavoratori D.P.R. 547/55 D.P.R. 303/56 Prevenzione degli Norme generali per infortuni l’igiene del Lavoro D.Lgs. 493/96 D.Lgs. 277/91Segnaletica di sicurezza e/o Norme per la protezione deidi salute nei luoghi di lavoro lavoratori contro i rischi …. D.Lgs. 494/96 Altre norme sulla Norme per la sicurezza salute e sicurezza e la salute nei cantieri ………….
  3. 3. CAMPO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO- a tutti i settori di attività, privati e pubblici- a tutte le tipologie di rischio- a tutti i lavoratori e lavoratrici subordinati e autonomi nonché verso quei soggetti ad essi equiparatiIl nuovo Testo Unico ha previsto inoltre l’applicazione di specifiche disposizionenormative che riguardano alcune tipologie di lavoratori: prestatori di lavoronell’ambito di un contratto di somministrazione, lavoratori a progetto, collaboratoricoordinati e continuativi, lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipoaccessorio, lavoratori autonomi, componenti l’impresa familiare, dipendenti delleimprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, ecc…….
  4. 4. Tavola n. 3 - Infortuni avvenuti nel periodo 2001 - 2008 per ramo di attivitàVALORI ASSOLUTI Ramo di attività 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Agricoltura 80.532 73.515 71.379 69.263 66.467 63.083 57.206 53.278 var. % su anno preced. -8,7 -2,9 -3 -4 -5,1 -9,3 -6,9 var. % su anno 2001 -8,7 -11,4 -14 -17,5 -21,7 -29 -33,8 Industria 501.701 468.882 456.333 446.210 422.254 413.375 400.103 367.132 var. % su anno preced. -6,5 -2,7 -2,2 -5,4 -2,1 -3,2 -8,2 var. % su anno 2001 -6,5 -9 -11,1 -15,8 -17,6 -20,3 -26,8 Servizi * 441.146 450.258 449.482 451.256 451.300 451.700 455.101 454.530 var. % su anno preced. 2,1 -0,2 0,4 0 0,1 0,8 -0,1 var. % su anno 2001 2,1 1,9 2,3 2,3 2,4 3,2 3 TOTALE 1.023.379 992.655 977.194 966.729 940.021 928.158 912.410 874.940 var. % su anno preced. -3 -1,6 -1,1 -2,8 -1,3 -1,7 -4,1 var. % su anno 2001 -3 -4,5 -5,5 -8,1 -9,3 -10,8 -14,5 * comprende anche i Dipendenti della gestione "per Conto Stato"La flessione registrata nel 2008 non fa che confermare il trend decrescente delle denunce di infortunio, che sono passateda 1.023.379 del 2001 a 874.940 del 2008, con una contrazione complessiva del 14,5% (quasi 150.000 infortuni inmeno). Scomponendo il fenomeno secondo i tre grandi rami di attività previsti dalla classificazione ISTAT, si osserva daun lato il contrarsi sensibile e costante degli incidenti sul lavoro nell’Agricoltura (-33,8% dal 2001 al 2008) enell’Industria (-26,8%), mentre, dall’altro, il perdurare di un certo aumento degli infortuni nei Servizi (+3%),la cui incidenza percentuale sul totale degli infortuni è cresciuta costantemente dal 2001 (43% degli infortuni ingenerale) al 2008 (52%): ciò si è verificato anche a causa del sostenuto aumento occupazionale registrato dall’ISTATper questo settore nel periodo considerato (+11,4%, a fronte del -12,1% dell’Agricoltura e +4,9% dell’Industria).
  5. 5. ELENCO DELLE CATEGORIE DI RISCHIO CONSIDERATECATEGORIA SETTORE FATTORE Cod.RISCHI PER LA SICUREZZA STRUTTURE AREE DI TRANSITO E SCALE 111 DEPOSITI - MAGAZZINI 112(di natura antinfortunistica) SPAZI DI LAVOTO – SPOGLIATOI – SERVIZI IGIENICI 113 MACCHINE APPARECCHI A PRESSIONE 121 APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO 122 ATTREZZATURE MANUALI 123 MACCHINARI 124 MEZZI DI TRASPORTO 125 VIDEOTERMINALI 126 IMPIANTI ILLUMINAZIONE 131 IMPIANTI ELETTRICI 132 MICROCLIMA 133 EMERGENZE INCENDIO - ESPLOSIONE 141RISCHI PER LA SALUTE AGENTI CHIMICI AGENTI CANCEROGENI 211 AGENTI CHIMICI - RIFIUTI 212(di natura igienico ambientale) AGENTI FISICI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 221 RADIAZIONI NON IONIZZANTI 222 RADIAZIONI IONIZZANTI 223 RUMORE 224 VIBRAZIONI 225 AGENTI BIOLOGICI AGENTI BIOLOGICI 231RISCHI ORGANIZZATIVI RISCHI ORGANIZZATIVI EMERGENZA E PRONTO SOCCORSO 311 ERGONOMIA DEL POSTO DI LAVORO 312(di natura trasversale) LAVORI IN APPALTO 313 FORMAZIONE ED INFORMAZIONE 314“NUOVI” RISCHI RISCHI “PSICOSOCIALI” MOBBING BURN- OUT STRESS LAVORO CORRELATO
  6. 6. Art. 2 comma 1 lett. b) “Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva, in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa ….”
  7. 7. Art. 2, comma 1, lettera d) “persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del Datore di Lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa”Il nuovo Testo Unico attribuisce al Dirigente i medesimiobblighi e le medesime responsabilità del datore dilavoro eccezion fatta per i rapporti con il Servizio diPrevenzione e Protezione e con il Medico Competente
  8. 8. OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE (art. 18 D.Lgs. 81/2008)Il Datore di Lavoro che esercita le attività di cui all’art. 3, e i dirigenti, cheorganizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni ecompetenze ad essi conferite devono: Nominare il Medico Competente Designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di sicurezza Nell’affidare i compiti ai lavoratori tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza Fornire ai lavoratori i necessari idonei dispositivi di protezione individuale Prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico Richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro
  9. 9. OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE (art. 18 D.Lgs. 81/2008) Adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza Informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione Assicurare a ciascun lavoratore una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza anche rispetto alle conoscenze linguistiche Astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato Consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute Consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta, copia del documento relativo alla valutazione dei rischi e comunque elaborare la documentazione richiesta e consentire l’accesso a tutti i dati relativi alla sicurezza e all’igiene sul lavoro
  10. 10. OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE (art. 18 D.Lgs. 81/2008) Adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’identificazione del datore si lavoro Nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica prevista dalla normativa Aggiornare le misure di prevenzione Comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Vigilare affinché i lavoratori peri quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità ……. ……
  11. 11. Adempimenti Adempimenti non delegabili delegabilia) La valutazione di tutti i rischi Tutti gli altri adempimenti e l’elaborazione del relativo documentob) La designazione del R.S.P.P. La delega di funzioni non esclude mai l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite
  12. 12. LA DELEGA DI FUNZIONI : LIMITI E CONDIZIONI Deve risultare da atto scritto recante data certa Deve attribuire al Deve essere accettatadelegato l’autonomia di dal delegato per iscritto spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate Il delegato deve possedere Deve attribuire al delegato tutti i tutti requisiti di poteri di organizzazione, professionalità ed esperienza gestione e controllo richiesti richiesti dalla specifica natura dalla specifica natura delle delle funzioni delegate funzioni delegate
  13. 13. Art. 2, comma 1, lettera e) “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”
  14. 14. OBBLIGHI DEL PREPOSTO (art. 19 D.Lgs. 81/2008) Sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti Verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico Richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa Informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione
  15. 15. OBBLIGHI DEL PREPOSTO (art. 19 D.Lgs. 81/2008) Astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta Frequentare appositi corsi di formazione
  16. 16. DOVERI DI VIGILANZA DEL PREPOSTO OGGETTIVA SOGGETTIVA SULL’ATTUAZIONE DEGLI OSSERVANZA DA PARTE DEI OBBLIGHI E DEGLI SINGOLI LAVORATORIADEMPIMENTI DI SICUREZZADelle norme vigenti nonché Delle disposizioni e delledelle disposizioni aziendali in istruzioni specificatamentemateria di sicurezza ed igiene impartite dal Datore di Lavoro,del lavoro e di uso dei mezzi di dai Dirigenti e dai Preposti aiprotezione collettivi e dei DPI fini della protezione collettivamessi a loro disposizione (D. ed individuale (D.Lgs. 81/2008Lgs. 81/2008 art. 19 comma 1, art. 20 comma 1, lett. b)lett. a)
  17. 17. OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DIRIGENTI, PREPOSTI IL DATORE DI LAVORO I DIRIGENTI I PREPOSTI ESERCITA DIRIGONO SOVRINTENDONO L’ATTIVITA’ DI IMPRESA HANNO IL DOVERE, NELL’AMBITO DELLE RISPETTIVE ATTRIBUZIONI E COMPETENZE IL DATORE DI LAVORO I DIRIGENTI I PREPOSTI DI VIGILANZA DI ATTUAZIONE Degli obblighi e degli adempimenti Sull’attuazione degli obblighi e Sull’osservanza di sicurezza degli adempimenti di sicurezza da parte dei singoli lavoratori (c.d. vigilanza oggettiva) (c.d. vigilanza soggettiva)
  18. 18. Art. 2 comma 1 lettera a) “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge una attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione….”Equiparati: Il socio lavoratore di cooperative o di società, anche di fatto il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’art. 18 della Legge 24/06/1997 n. 196 l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali
  19. 19. LAVORATORE = SOGGETTO ATTIVO DEL SISTEMA DI PREVENZIONE Maggiore DestinatarioResponsabilizzazione di sanzioni penaliIl lavoratore è responsabile Il lavoratore è sanzionatodella realizzazione della penalmente se è statopropria sicurezza, di quella adeguatamente informato edei colleghi di lavoro o di formatoaltre persone presenti
  20. 20. Art. 20 comma 1 “Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro” Obblighi generali Obblighi specifici Comportamento diligente Relativi a particolarinell’osservanza delle misure situazioni e a di prevenzione e determinate attività collaborazione con le altre componenti aziendali per realizzare e migliorare le condizioni di sicurezza
  21. 21. all’adempimento degli obblighi previsti a tutela dellaCONTRIBUIRE salute e sicurezza le disposizioni e le istruzioni impartite dal Datore diOSSERVARE lavoro, Dirigenti e Preposti correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i UTILIZZARE preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza in modo appropriato i dispositivi di protezione messi UTILIZZARE loro a disposizione al Datore di lavoro, al Dirigente o al Preposto le deficienze dei mezzi di lavoro o dei dispositivi di sicurezza ed eventuali condizioni di pericolo,SEGNALARE adoperandosi direttamente in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità per eliminare e ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente
  22. 22. ASTENERSI Dal rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo Dal compiere di propria iniziativa operazioni o manovre ASTENERSI che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori ai programmi di formazione e di addestramentoPARTECIPARE organizzati dal datore di lavoroSOTTOPORSI ai controlli sanitari previsti dalla normativa o comunque disposti dal Medico Competente
  23. 23. una adeguata informazione sui rischi per la salute e laRICEVERE sicurezza sul lavoro secondo quanto previsto all’art. 36 del Testo Unico una sufficiente ed adeguata formazione in materia diRICEVERE sicurezza e di salute sul lavoro secondo quanto previsto all’art. 37 del T.U.AVERE a disposizione idonei dispositivi di protezione individuale a visite mediche facendone richiesta al Medico CompetenteESSERE qualora la stessa richiesta sia ritenuta dal MedicoSOTTOPOSTI Competente correlata ai rischi lavorativi
  24. 24. Art. 59Violazione dell’art. 20, comma 2, arresto fino a un meselett. b), c) d), e), f), g), h), e i) o ammenda da 200 a 600 euro sanzione amministrativaViolazione dell’art. 20 comma 3 pecuniaria da 50 a 300 euro
  25. 25. Art. 2, comma 1, lettera i) “persona, eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”
  26. 26. Art. 2 comma 1, lett. l) “Insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni allazienda finalizzati allattività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori”
  27. 27. Art. 2 comma 1, lettera f)“persona in possesso delle capacità edei requisiti professionali di cui all’art.32, designata dal datore di lavoro, a cuirisponde, per coordinare il servizio diprevenzione e protezione dai rischi”
  28. 28. SERVIZIO DIPREVENZIONE E PROTEZIONE Svolge un ruolo di consulenza e di ausilio per il Datore di LavoroGode di autonomia rispetto alla linea operativa costituita dal Datore di Lavoro, Dirigenti e PrepostiE’ costituito dal Responsabile e dagli addetti (in possesso di determinati requisiti fissati D.Lgs. 195/2003 ), designati dal Datore di Lavoro
  29. 29. I COMPITI DEL S.P.P. Individua i fattori di rischio, effettua la valutazione dei rischi, individua le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro Partecipa alle riunioni Elabora le misure in tema di tutela della preventive e protettive salute e di sicurezza nonché le procedure di ( v. art. 35) sicurezzaFornisce ai lavoratori Propone i programmile informazioni di cui di informazione e all’art. 36 formazione S.P.P.
  30. 30. Art. 2, comma 1, lettera h) “medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’art. 38, che collabora, secondo quanto previsto all’art. 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti ..”
  31. 31. Viene nominato dal Datore Istituisce, di Lavoroaggiorna e custodisce Visita gli ambienti sotto la propria di lavoro responsabilità una cartella sanitaria e di rischio Collabora con il Datore di Lavoro e con il SPP Effettua alla valutazione dei rischi gli accertamenti e alla predisposizione sanitari ed esprime i dell’attuazione delle misure giudizi di idoneità per la tutela della salute alla mansione e dell’integrità specifica Collabora psico-fisica dei alla attività di lavoratori informazione e formazione dei lavoratori.
  32. 32. DATORE DI LAVORO SERVIZIO DI MEDICO PREVENZIONE COMPETENTE E PROTEZIONE DIRIGENTE PREPOSTORAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI LAVORATOREPER LA SICUREZZA
  33. 33. ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALIArt. 173 comma 1 lett. a)Videoterminale: “uno schermo alfanumericoo grafico a prescindere dal tipo diprocedimento di visualizzazione utilizzato” Art. 173 comma 1 lett. c) Lavoratore: chi “utilizza una attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 175”
  34. 34. Non sono un rischio perNon sono pericoloso la gravidanza !!! se mi usano Non emetto correttamente !!! radiazioni ionizzanti e non ionizzanti al di sopra dei limiti prescritti !!! Sono marcato CEE
  35. 35. EFFETTI SULLA SALUTE
  36. 36. Lo stress ….. come si manifesta irritabilità mal di testa ansiadigestione difficile stanchezza eccessiva insonnia depressione tensione nervosa
  37. 37. Lo stress ….. le principali cause contenuto e complessità del lavoro: monotono, ripetitivo, ecc. carico di lavoro troppo elevato o troppo scarso rapporti conflittuali con superiori e colleghi software e hardware inadeguati scarsa conoscenza del software e dell’hardware mancanza di informazioni sulla organizzazione e sui risultati del lavoro responsabilità troppo alta o troppo scarsa rispetto alle proprie capacità fattori ambientali: rumore, spazi insufficienti, ecc.
  38. 38. AFFATICAMENTO VISIVO….. COME SI MANIFESTA  ammiccamento frequente  lacrimazione  bruciore  ipersensibilità alla luce  cefalea  senso di abbagliamento  campo visivo sdoppiato  secchezza  campo visivo annebbiato  stanchezza alla letturaQuesti disturbi reversibili costituiscono nel complesso la sindrome dafatica visiva (astenopia). Fino ad oggi non è stato possibile comprovaredanni permanenti agli occhi legati all’utilizzo di videoterminali.
  39. 39. AFFATICAMENTO VISIVO….. LE CAUSE Illuminazione : - eccesso o insufficienza di illuminazione - riflessi provenienti da superfici lucide - luce diretta naturale o artificiale su occhi o schermo - scarsa definizione di caratteri sullo schermo Ambiente interno: - il fumo del tabacco - l’aria interna troppo secca - il rilascio di sostanza dagli arredi e dai rivestimenti (formaldeide) - un impianto di condizionamento poco efficiente Impegno visivo: - distanza inadeguata dagli oggetti. Tanto più sono vicini, tanto più i muscoli per la messa a fuoco e per la motilità oculare sono sollecitati. L’impegno aumenta tanto quanto più l’oggetto viene fissato nel tempo Difetti della vista: - presbiopia, miopia, ipermetropia, ecc... Non sono causati dai non corretti VDT ma, in certe particolari condizioni, possono contribuire a far comparire i disturbi astenopici. E’ quindi importante correggere tale difetti per evitare di impegnare ulteriormente la vista durante il lavoro.
  40. 40. senso di peso, senso di fastidio, dolore, intorpidimento, rigidità a: collo spalle schiena braccia maniI sintomi sono generalmente la conseguenza della degenerazionedei rischi della colonna vertebrale, di un eccessivo affaticamentomuscolare o di una infiammazione dei tendini.
  41. 41. Posizioni di lavoro inadeguate per l’errata scelta edisposizione degli arrediPosizioni di lavoro fisse mantenute per lungo tempo anchein presenza di postazioni di lavoro correttamentestrutturateMovimenti rapidi e ripetitivi delle mani, digitazione outilizzo del mouse per periodi prolungati
  42. 42. Datore di Lavoro e/o Dirigente : Ambiente Postazione di lavoro Organizzazione del lavoro Software Informazione e Formazione Sorveglianza SanitariaLavoratore : Svolgimento del lavoro Postura
  43. 43. oculo - visiviaffaticamento mentalemuscolo-scheletrici
  44. 44. Tempi e modalità E’ opportuno che il lavoratore alterni il più possibile il lavoro al videoterminale con altri lavori, anche per pochi minuti, cercando di interrompere la postura fissa Interruzioni L’art. 54 del D.Lgs. 626/94 recita: “il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.” In assenza di una disposizione contrattuale, la pausa è fissata in 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al VDT
  45. 45. Illuminare correttamente il posto di lavoro.L’illuminazione generale o specifica devono garantireun’illuminazione sufficiente ed un contrastoappropriato tra lo schermo e l’ambiente. Le condizionidi maggior confort visivo sono raggiunte conilluminamenti non eccessivi e con fonti luminoseposte al di fuori del campo visivo. Regolare tende eveneziane.Orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, perquanto possibile, riflessi sulla sua superficieAssumere la postura corretta in modo che la distanzaocchi- schermo sia pari a circa 50-70 cm.
  46. 46. Disporre il porta-documenti, se presente, alla stessaaltezza e distanza dagli occhi, dello schermo, ricorrendoai meccanismi di regolazioneDistogliere periodicamente lo sguardo dal video perguardare oggetti lontani, al fine di ridurre l’affaticamentovisivoDurante le pause ed i cambiamenti di attività, nondedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegnovisivoUtilizzare eventuali mezzi di correzione della vista seprescrittiAssicurarsi della pulizia periodica del monitor, tastiera emouse
  47. 47.  Eseguire le indicazioni e la formazione ricevuti per l’uso dei programmi e delle procedure informatiche Utilizzare software per il quale si è avuta l’informazione necessaria, ovvero facile da usare Rispettare la corretta distribuzione delle pause
  48. 48. Postura corretta Tronco Mantenere la schiena appoggiata allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando allo scopo l’altezza della sedia e l’inclinazione dello schienale (tra 90°- 110°) Gambe Tenerle piegate a 90° regolando l’altezza del sedile. I piedi devono poggiare al pavimento; dove è necessario utilizzare apposito poggiapiediAvambracciAppoggiare gli avambracci nello spazio libero tra tastiera e bordo del tavolo (ca 15 cm.)
  49. 49. Disposizione delle apparecchiatureSchermo del videoDi fronte all’operatore; distanza occhi-schermo 50-70 cm.TastieraDavanti allo schermoMouseSullo stesso piano della tastieraCome lavorareEseguire la digitazione e utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polsoEvitare il più possibile posizione di lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso in ciò non fosse possibile, si raccomanda frequenti esercizi di rilassamento.
  50. 50. POSTURE NON CORRETTE
  51. 51. CHE COSA SI INTENDE PER MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI? CON QUESTO TERMINE SI INTENDONO LE OPERAZIONI DI TRASPORTO E SOSTEGNO DI UN CARICO DA PARTE DI UNO O PIU’ LAVORATORI, COMPRESE LE AZIONI DEL: SOLLEVARE DEPORRE SPINGERE TIRARE PORTARE SPOSTARE UN CARICO
  52. 52. OPERAZIONI CHE POSSONO COMPORTARE, TRA L’ALTRO…. OSSA MUSCOLI RISCHI DI LESIONI TENDINI DORSO-LOMBARI NERVI VASI
  53. 53. GENERALMENTE IL SOLLEVAMENTO MANUALE DI PESIINFERIORE A 3 KG. NON E’ DA CONSIDERARSI RISCHIOSO
  54. 54. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI SE SI DEVE SOLLEVARE DA TERRA UN CARICO NO SI NON TENERE LE GAMBE DRITTE PORTARE L’OGGETTO VICINO AL CORPO E PIEGARE LE GINOCCHIA TENERE UN PIEDE PIÙ AVANTI DELL’ALTRO PER AVERE PIÙ EQUILIBRIO.
  55. 55. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI NO NO EVITARE DI PRELEVARE O DEPOSITARE OGGETTI A TERRA O SOPRA L’ALTEZZA DELLA TESTA. EVITARE DI TORCERE IL TRONCO E DI TENERE IL CARICO LONTANO DAL CORPO.
  56. 56. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI E’ PREFERIBILE SPOSTARE OGGETTI NELLA ZONA COMPRESA TRA L’ALTEZZA DELLE SPALLE E L’ALTEZZA DELLENO NOCCHE (MANI A PUGNO LUNGO I FIANCHI). SI EVITERÀ IN TAL MODO DI ASSUMERE POSIZIONI PERICOLOSE PER LA SCHIENA. NO SI ALTEZZA MASSIMA H. SPALLE CM.140-150 H. NOCCHE CM. 60-70 ALTEZZA MINIMA
  57. 57. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI NO SISE SI DEVONO SPOSTARE OGGETTIAVVICINARE L’OGGETTO AL CORPO.EVITARE DI RUOTARE SOLO IL TRONCO,MA GIRARE TUTTO IL CORPO, USANDO LEGAMBE.
  58. 58. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONIGENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI  SE L’OGGETTO È MUNITO DI MANICO, SI PUÒ PORTARE LUNGO IL CORPO (OVVIAMENTE SE NON È TROPPO PESANTE) CON L’ACCORTEZZA DI CAMBIARE FREQUENTEMENTE IL LATO.  SE DEVONO ESSERE TRASPORTATI VARI CARICHI CON MANICO, È OPPORTUNO PRENDERNE UNO PER OGNI LATO FACENDO IN MODO DI DIVIDERE EQUAMENTE IL PESO.
  59. 59. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHIPER IL TRASPORTO IN PIANO FARE USO DI SPECIFICI CARRELLI TRANSPALLET MANUALE: 4 RUOTE: FINO A 600 KG. CIRCA. FINO A 250 KG. CIRCA. 2 RUOTE: 50-100 KG MASSIMO
  60. 60. RISCHIO CHIMICO
  61. 61. ClassificazioneSostanze e Preparati pericolosiESPOSIVI CORROSIVICOMBURENTI IRRITANTIESTREMAMENTE INFIAMMABILI SENSIBILIZZANTIFACILMENTE INFIAMMABILI CANCEROGENIINFIAMMABILI MUTAGENIMOLTO TOSSICI TOSSICI PER IL CICLO PRODUTTIVOTOSSICI PERICOLOSI PER L’AMBIENTENOCIVI
  62. 62. SIMBOLI ED INDICAZIONI DI PERICOLO XN = NOCIVO Le sostanze ed i preparati che in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche XN T = TOSSICO Le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche T+ = MOLTO TOSSICOT e T+ Le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccolissime quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche
  63. 63. ESEMPI DI PRODOTTIMetanolo, alcool etilico, smacchiatori,spray impermeabilizzantiVelenoDisinfettoriSmacchianti (tricloroetilene)Solventi per verniciAldeide formica (formaldeide)MISURE PREVENTIVEPer evitare ogni contatto con la pelle, utilizzare mezzi di protezione: guanti,schermo, tuta da lavoro, ecc..Lavorare preferibilmente all’esterno od in un locale bene areatoGli aereosol sono più pericolosi (inalazione)
  64. 64. O = COMBURENTE Le sostanze ed i preparati che a contatto con le altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica O F = FACILMENTE INFIAMMABILE 1) Le sostanze ed i preparati che, a contatto con l’aria, possono subire innalzamenti termici ed infiammarsi 2) Le sostanze ed i preparati solidi che possono facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo il distacco della sorgente di accensione 3) Le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è molto basso 4) Le sostanze ed i preparati che, a contatto con l’acqua o l’ariaF e F+ umida, sprigionano gas estremamente infiammabili in quantità pericolose F+ = ESTREMAMENTE INFIAMMABILE Le sostanze ed i preparati liquidi con il punto di infiammabilità estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura e pressione ambiente si infiammano a contatto con l’aria
  65. 65. ESEMPI DI PRODOTTIPetrolio, benzinaAlcooli, alcool etilico, metanoloAcetone, solventi per vernici, vernicimetallichePurificatori d’ariaMISURE PREVENTIVEStoccare i prodotti in un locale ben areatoNon usare mai in prossimità di una sorgente di calore, di una superficie calda evicino a scintille o fiamma liberaVietato fumareNon indossare abiti in nylon e tenere sempre un estintore a portata di manoConservare i prodotti infiammabili (simbolo F) ben separati dai prodotticomburenti (simbolo O)
  66. 66. C = CORROSIVO Le sostanze ed i preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un’azione distruttivaC XI = IRRITANTE Le sostanze ed i preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoriaXi
  67. 67. ESEMPI DI PRODOTTISturatori per conduttore, disincrostatoriSoda caustica, solventiAcidi, acido solforicoDetergenti per forni, bagniIpoclorito di sodioAmmoniacaMastice, poliestereMISURE PREVENTIVEConservare i prodotti nell’imballaggio originale (recipienti ben chiusi, tappi disicurezza)Vigilare sulla sistemazione. Non metterli mai sulle mensole delle finestre, ecc.(rischio di caduta)Proteggere gli occhi e la pelle da eventuali schizziEssere molto prudenti quando si versa il prodotto o quando viene cosparsoUsare sempre i guanti e gli occhiali di protezioneDopo l’uso lavarsi bene le mani
  68. 68. E = ESPLOSIVO Le sostanze ed i preparati solidi, liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l’azione dell’ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in E condizioni di parziale contenimentoESEMPI DI PRODOTTIAlcuni acidi (acido picrico)Bombolette spray (anche se vuote) oltre i50° sono delle potenziali bombeMISURE PREVENTIVEEvitare il surriscaldamento e gli urti, proteggere dai raggi solari, ecc.Non metterli mai in prossimità delle sorgenti di calore, lampade, radiatori, ecc.Divieto categorico di fumare
  69. 69. OBBLIGHI DEL FABBRICANTE, IMPORTATORE, DISTRIBUTORE: fornire la scheda informativa gratuitamente al destinatario della sostanza o preparato su supporto cartaceo o magnetico in occasione o anteriormente alla prima fornitura aggiornare la scheda informativa se è venuto a conoscenza di nuove e rilevanti informazioni sulla sicurezza e la tutela della salute e dell’ambiente trasmettere la scheda se aggiornata
  70. 70. Elementi identificativi della sostanza o del preparato e dellaSocietà / ImpresaComposizione / Informazione sugli ingredientiIndicazione dei pericoliMisure di pronto soccorsoMisure antincendioMisure in caso di fuoriuscita accidentaleManipolazione e stoccaggioControllo dell’esposizione / Protezione individuale
  71. 71. Proprietà fisiche e chimicheStabilità e reattivitàInformazione tossicologicheInformazioni ecologicheConsiderazione sullo smaltimentoInformazioni sul trasportoInformazioni sulla regolamentazioneAltre informazioni
  72. 72. CONTENUTO: Denominazione della sostanza (come da Allegato I°) / Denominazione o nome commerciale del preparato Nome ed indirizzo completi - compreso il numero di telefono - del responsabile dell’immissione sul mercato stabilito nell’Unione Europea (fabbricante o importatore o distributore) Nome chimico delle sostanze presenti nel preparato responsabili dei rischi più rilevanti della salute Simboli e indicazioni di pericolo Le frasi tipo relative ai rischi specifici, dette “frasi (R)” Le frasi tipo relative ai consigli di prudenza, dette “frasi (S)” Il numero CE (se assegnato alla sostanza) Etichetta CE (per le sostanze indicate nell’Allegato)
  73. 73. IL RISCHIO ELETTRICO
  74. 74. ELETTRICITA’ … può significare Elevate temperature o formazione di archi elettrici che possono provocare incendi o ustioni Passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo umano (elettrocuzione - “la scossa elettrica”) causato da:  contatto diretto (con parti normalmente in tensione)  contatto indiretto (con parti accidentalmente in tensione)
  75. 75. PER RIDURRE IL RISCHIO ELETTRICO ASSICURA materiali, apparecchiature e impianti costruiti a regola d’arte ASSICURA la manutenzione ordinaria e straordinaria da parte di operatoriDATORE DI LAVORO specializzati ASSICURA le verifiche previste dalla normativa vigente ADOTTA le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo il rischio INDIVIDUA i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro
  76. 76. L’USO DELLE ATTREZZATURA DI LAVORO” Art. 69 D.Lgs. 81/2008 “Qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro”
  77. 77. DEFINIZIONE DI “USO ATTREZZATURA DI LAVORO” Art. 69 D.Lgs. 81/2008 Qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale:  la messa in servizio o fuori servizio  limpiego  il trasporto  la riparazione  la trasformazione  la manutenzione  la pulizia  il montaggio  lo smontaggio
  78. 78. L’ATTREZZATURA … in breve deve essere : CONFORME ALLE SPECIFICHE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE EREGOLAMENTARI DI RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE DI PRODOTTO O, NEI CASI PREVISTI, AI REQUISITI GENERALI DI SICUREZZA (di cui all’Allegato V D.Lgs. 81/2008) CORRETTAMENTE INSTALLATA E COLLAUDATA DOTATA DI MANUALE D’USO DOTATA DI ULTERIORI PROCEDURE INTERNE REDATTE DALLA SOD UTILIZZATA CORRETTAMENTE SOGGETTA A CORRETTA MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DOTATA DI LIBRETTO DI MANUTENZIONE AGGIORNATO * * Se previsto
  79. 79. Il LAVORATORENELLA GESTIONE DELLE ATTREZZATURE  Utilizza correttamente le attrezzature di lavoro  Non rimuove o modifica senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo  Segnala la datore di lavoro o al dirigente o al preposto le eventuali deficienze delle attrezzature
  80. 80. I DISPOSITIVIDI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)
  81. 81. I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)
  82. 82. DEFINIZIONE DEI D.P.I.“ SI INTENDE PER DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE(DPI) QUALSIASI ATTREZZATURA DESTINATA AD ESSEREINDOSSATA E TENUTA DAL LAVORATORE ALLO SCOPO DIPROTEGGERLO CONTRO UNO O PIU’ RISCHI SUSCETTIBILI DIMINACCIARE LA SICUREZZA E LA SALUTE DURANTE IL LAVORO,NONCHE’ OGNI COMPLEMENTO O ACCESSORIO DESTINATO ATALE SCOPO “ OBBLIGO D’USOI D.P.I. DEVONO ESSERE IMPIEGATI QUANDO I RISCHI NONPOSSONO ESSERE EVITATI O SUFFICIENTEMENTE RIDOTTI DAMISURE TECNICHE DI PREVENZIONE, DA MEZZI DI PROTEZIONECOLLETTIVA, DA MISURE, METODI O PROCEDIMENTI DIRIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.
  83. 83. REQUISITI DEI D.P.I. DEVONO ESSERE CONFORMI ALLE NORME DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 4 DICEMBRE 1992, N. 475 DEVONO ESSERE ADEGUATI AI RISCHI DA PREVENIRE, SENZA COMPORTARE DI PER SE’ UN RISCHIO MAGGIORE DEVONO ESSERE ADEGUATI ALLE CONDIZIONI ESISTENTI SUL LUOGO DI LAVORO DEVONO TENERE CONTO DELLE ESIGENZE ERGONOMICHE O DI SALUTE DEL LAVORATORE DEVONO POTER ESSERE ADATTATI ALL’UTILIZZATORE SECONDO LE SUE NECESSITA’ IN CASO DI RISCHI MULTIPLI CHE RICHIEDANO L’USO SIMULTANEO DI PIU’ D.P.I., QUESTI DEVONO ESSERE TRA LORO COMPATIBILI E TALI DA MANTENERE, ANCHE NELL’USO SIMULTANEO, LA PROPRIA EFFICACIA NEI CONFRONTI DEL RISCHIO E DEI RISCHI CORRISPONDENTI
  84. 84. CATEGORIE DPID.P.I. 1° CATEGORIA RISCHI MINIMID.P.I. 2° CATEGORIA RISCHI MEDID.P.I. 3° CATEGORIA RISCHI ELEVATI
  85. 85. INDICAZIONI OBBLIGATORIECATEGORIANORMA TECNICA DI RIFERIMENTO (REQUISITI GENERALI)NORMA TECNICA DI RIFERIMENTO PER RISCHIOMARCATURA CEPITTOGRAMMA DI RIFERIMENTO PER RISCHIO
  86. 86. I Dispostivi vengono suddivisi in: DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLA TESTA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELL’UDITO DISPOSTIVI DI PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI E DELLE BRACCIA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEI PIEDI E DELLE GAMBE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLA PELLE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEL TRONCO E DELL’ADDOME DISPOSITIVI DELL’INTERO CORPO INDUMENTI DI PROTEZIONE
  87. 87. Il DATORE DI LAVOROFORNISCE AL LAVORATORE I DPI ASSICURA UNA FORMAZIONECONFORMI AI REQUISITI RICHIESTI ADEGUATA E ORGANIZZA, SEDALLA LEGGE NECESSARIO, UNO SPECIFICO ADDESTRAMENTO CIRCA L’USO CORRETTO E L’UTILIZZO PRATICO DEI DPI IL LAVORATOREUTILIZZA i DPI MESSI A SUA SI SOTTOPONE AL PROGRAMMA DIDISPOSIZIONE FORMAZIONE E ADDE-STRAMENTO
  88. 88. LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
  89. 89. Segnali di divieto Pericolo - AllarmeRosso Materiali e attrezzature antincendioGiallo o Segnali di avvertimentogiallo-arancioAzzurro Segnali di prescrizione Segnali di salvataggio o soccorsoVerde Situazione di sicurezza
  90. 90. SEGNALI DI AVVERTIMENTOMateriale infiammabile Materiale esplosivo Sostanze velenose o alta temperatura Sostanze corrosive Materiali radioattivi Carichi sospesi Carrelli di Tensione elettrica Pericolo generico movimentazione pericolosa
  91. 91. SEGNALI DI AVVERTIMENTO Raggi laser Materiale comburente Radiazioni non ionizzantiCampo magnetico Pericolo di inciampo Caduta con dislivello intensoRischio biologico Bassa temperatura Sostanze nocive o irritanti
  92. 92. SEGNALI DI PRESCRIZIONEProtezione obbligatoria Casco di protezione Protezione obbligatoria degli occhi obbligatoria dell’uditoProtezione obbligatoria Calzature di sicurezza Guanti di protezione delle vie respiratorie obbligatoria obbligatoria
  93. 93. SEGNALI DI PRESCRIZIONEProtezione obbligatoria Protezione obbligatoria Protezione individuale del corpo del viso obbligatoria contro le cadutePassaggio obbligatorio Obbligo generico (con eventuale per i pedoni cartello supplementare)
  94. 94. SEGNALI DI SALVATAGGIO Percorso / Uscita di emergenza Direzione da seguire(Segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)
  95. 95. SEGNALI DI SALVATAGGIO Pronto soccorso Barella Doccia di sicurezzaLavaggio per occhi Telefono per salvataggioe pronto soccorso
  96. 96. SEGNALI PER ATTREZZATURE ANTINCENDIOLancia antincendio Scala Estintore Telefono per gli Interventi antincendio Direzione da seguire (Cartello da aggiungere a quelli che precedono)
  97. 97. L’EMERGENZA
  98. 98. PROCEDURE DI EMERGENZAIL PIANO DI EMERGENZA INTERNO (P.E.I.) CONTIENE LEINFORMAZIONI SPECIFICHE DI COMPORTAMENTO PERFRONTEGGIARE OGNI POSSIBILE CAUSA O EVENTOSTRAORDINARIO CHE PUO’ DIRETTAMENTE INTERAGIRECON IL LIVELLO DI SICUREZZA DELL’AZIENDA STESSA. IN PARTICOLARE NEL P.E.I. SONO CONTENUTE LE ISTRUZIONI PER FAR FRONTE ALLE SEGUENTI SITUAZIONI STRAORDINARIE: EMERGENZA CONSEGUENTE AD INCENDIO EMERGENZA CONSEGUENTE AD ESPLOSIONE EMERGENZA CONSEGUENTE A FUGHE DI GAS EMERGENZA COSEGUENTE A FUGA DI SOSTANZE RADIOATTIVE EMERGENZA PER EVENTI NATURALI (TERREMOTO ETC.) EMERGENZA CONSEGUENTE AD ATTENTATI
  99. 99. OBIETTIVI DEL P.E.I.• allontanare ove necessario gli ospiti (visitatori, personale non dipendente)• soccorrere le persone e curare i feriti• evitare ulteriori infortuni• limitare i danni alle cose e all’ambiente• controllare l’evento e rimuovere la causa, se possibile• collaborare coi soccorsi esterni• conservare la registrazione dei fatti
  100. 100. NUMERO TELEFONO CON ENTE CELLULARE E/O CON TELEFONO PUBBLICO VIGILI DEL FUOCO 115 CARABINIERI 112 POLIZIA 113CENTRALE OPERATIVA 118 118
  101. 101. TIPI DI ESTINTORIPortatile Portatile CarrelatoPolvere CO2 Polvere
  102. 102. COME UTILIZZARE L’ESTINTORE Tira il fermo. Questo sblocca la leva Fermo per l’utilizzo e permette all’agente estinguente di uscire dall’estintore. Punta in basso. Indirizza il getto dell’estintore alla base del fuoco. Leva Schiaccia la leva. Scarica l’agente estinguente dall’estintore. Se rilasci la leva il getto si interrompe. Passa il getto da destra a sinistra e viceversa. Muoviti con attenzione verso il fuoco, puntando il getto dell’estintore alla base del fuoco sino al suo spegnimento. NON VOLTARE MAI LE SPALLE AL FUOCO
  103. 103. RISCHIO BIOLOGICO O INFETTIVOPer rischio biologico si intendel’esposizione ad agenti patogeni chepresentano o possono presentare unrischio per la salute umana; tale rischio èpresente in tutte quelle attività lavorativesottoposte a rischio potenziale diesposizione a liquidi organici o materialibiologici, quali degenze, ambulatori,laboratori microbiologici, sale operatorie,ecc.
  104. 104. Modalità di trasmissione dei microrganismiDiretto Indiretto Droplet Contatto Via aerea Veicoli Vettori
  105. 105. Esempi di trasmissione per contatto DIRETTO in ambiente ospedaliero:Il sangue di un paziente contaminaun operatore sanitario attraversouna puntura accidentaleGli acari della scabbia di unpaziente vengono trasferiti alla cutedi un operatore sanitario durante unamanovra di sollevamento delpaziente
  106. 106. Trasmissione tramite goccioline (“droplets”)Le goccioline sono eliminate durante la tosse, glistarnuti, parlando e durante particolari procedurecome aspirazione e broncoscopiaLa dimensione delle goccioline è > 5 micronLe goccioline vengono espulse a breve distanzanell’aria e possono depositarsi sulla congiuntiva osulle mucose nasali e oraliLe goccioline NON rimangono sospese nell’ariaLa trasmissione tramite goccioline non deve quindiessere confusa con la trasmissione per via aerea.
  107. 107. Esempi di agenti patogeni che si trasmettono attraverso DROPLET: Virus dell’influenza Neisseria meningitidis Bordetella pertussis Adenovirus Rhinovirus Mycoplasma pneumoniae Streptococco di gruppo A Coronavirus (SARS)
  108. 108. Trasmissione per via aerea Si verifica:•per disseminazione di nuclei di gocciolineevaporate (droplet nuclei, di misura < 5 micron)contenenti microrganismi, che rimangono sospesenell’aria per un lungo periodo•per disseminazione di particelle di polvericontenenti l’agente infettivoIn questo modo è possibile il contagio per personemolto lontane dal paziente infetto
  109. 109. Esempi di agenti patogeni che si trasmettono PER VIA AEREA: Micobatterio della tubercolosi Virus del morbillo Virus varicella-zoster Vaiolo SARS Febbri emorragiche Si trasmettono per via aerea anche alcuni agenti patogeni ambientali come ad esempiole spore di Bacillus anthracis e di alcuni funghi come Aspergillus. In questo caso però non è coinvolta la trasmissione da persona a persona (IL SERBATOIO E’ L’AMBIENTE).
  110. 110. IL RISCHIO DA RADIAZIONI
  111. 111. SORGENTI DI RADIAZIONE A CUI L’UOMO E’ ESPOSTO FONDO NATURALE  Raggi cosmici  Acqua e alimenti  Radioattività della crosta terrestre  Radon SORGENTI ARTIFICIALI  Medicina ( Radiologia, Medicina Nucleare, Radioterapia)  Industria e Produzione di energia  Ricerca
  112. 112. RADIAZIONI Con il termine si intende descrivere il trasporto di Che cosa energia associato alla propagazione di un’onda.è una radiazione Possono avere un’origine :  elettromagnetica (in questo caso le radiazioni sono costituite da fasci di fotoni)  corpuscolare (in questo caso le radiazioni sono costituite da fasci di particelle)
  113. 113. LO SPETTROELETTROMAGNETICO
  114. 114. SEGNALETICA ZONACONTROLLATA ZONASORVEGLIATA
  115. 115. L’infortunio non è una semplice manifestazione imponderabile di rischio, cioè non deve essere considerato come un evento ineluttabile gli infortuni sono prevedibili e prevenibili; l’infortunio nasce da un concatenamento di eventi; il compito fondamentale della prevenzione sta nella rottura di questa catena di eventi.

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