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  1. 1. Buddismo e Società n.156 - gennaio febbraio 2013 Speciale La scelta del tempo - Perché Nam-myoho-renge-kyo è la Legge adatta all'Ultimo giorno. - La relazione tra le previsioni del Daishonin e la condizione vitale di Buddità. - La lotta di Nichiren dà inizio a una nuova epoca. - L'eterna formula per realizzare kosen-rufu. La scelta del tempo (RSND, 1, 479-528) è un Gosho nel quale viene spiegato che il "tempo" nel Buddismo ha un'importanza fondamentale. Per comprendere il perché il Daishonin abbia trattato tale argomento è necessario conoscere le circostanze in cui si trovava e la situazione sociale dell'epoca. Scritto nel 1275, quando il Daishonin risiedeva sul Monte Minobu, si ritiene fosse stato affidato a un credente di nome Yui che viveva a Nishiyama, nella provincia di Suruga. L'anno precedente, nell'ottobre del 1274, l'esercito mongolo aveva attaccato il Giappone, evento che corrispondeva esattamente alla calamità dell'invasione straniera predetta da Nichiren nel suo trattato del 1260 Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese. All'epoca della stesura di La scelta del tempo, dunque, sembrava inevitabile una seconda invasione e il paese era in preda al panico. In questo scritto il Daishonin, come persona di massima saggezza, dice di essersi assunto da solo la responsabilità di proclamare la pura Legge di Nam-myoho-renge-kyo in quell'epoca impura piena di guerre e conflitti. Spiega di aver lottato con altruismo per evitare il pericolo che l'insegnamento corretto andasse perduto e per creare il tempo di kosen-rufu nel mondo allo scopo di condurre tutte le persone all'Illuminazione. E conclude appellandosi ai discepoli affinché proseguano questa lotta nel futuro. Questo è il messaggio principale di La scelta del tempo. L'invasione mongola conferma ciò che il Daishonin aveva previsto quindici anni prima della stesura di questo trattato e che aveva continuato a riferire con preoccupazione alle autorità, pensando alla felicità delle persone e alla prosperità della società. Poiché le sue profezie si erano rivelate veritiere, numerose persone iniziarono a interessarsi al suo insegnamento, e quando scrisse La scelta del tempo i suoi discepoli Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 1 di 19 01/03/2019, 22:44
  2. 2. rafforzarono ulteriormente la loro fede. Quasi scomparsi in seguito alla persecuzione di Tatsunokuchi e durante l'esilio a Sado, i suoi seguaci riattivarono una potente determinazione per realizzare un nuovo sviluppo. Proprio nel periodo in cui i mongoli avevano la supremazia militare, i discepoli di Nichiren si stavano risvegliando: questo fece capire al Daishonin che era giunto il tempo per la diffusione dell'insegnamento capace di salvare le persone anche in un periodo di guerra. Questo trattato serviva per spiegare ai suoi discepoli che era giunto questo "tempo". L'Ultimo giorno della Legge è l'epoca dei conflitti «Chi desidera studiare il Buddismo deve prima di tutto imparare a conoscere il tempo»(RSND, 1, 479). È la prima frase del Gosho. Il Daishonin afferma che coloro che studiano e mettono in pratica il Buddismo devono innanzitutto imparare a conoscere il "tempo". E in particolare, sapendo che quello presente è un periodo di guerre e conflitti tipico dell'Ultimo giorno della Legge, devono studiare e propagare la Legge adatta a questo tempo. L'Ultimo giorno della Legge è descritto nelle scritture buddiste come l'«epoca delle dispute e dei conflitti in cui la pura Legge è stata oscurata e perduta». Diviso in varie scuole religiose in lotta tra loro, il Buddismo perde la forza di salvare le persone e va scomparendo. Il Giappone dell'epoca del Daishonin rispecchiava esattamente il periodo descritto e profetizzato nelle scritture buddiste come l'Ultimo giorno della Legge. Nel paese si contavano otto scuole tradizionali,1 oltre alle più recenti della Pura Terra (Jodo o Nembutsu) e Zen. La maggior parte di esse era al servizio dei detentori del potere per ottenerne la protezione, ed era costituita soprattutto da monaci che avevano perso l'obiettivo di guidare le persone all'Illuminazione per salvarle dalla sofferenza. Dimenticarsi di salvare le persone equivale a tradire il volere (cuore) del Budda. Nel Sutra del Loto è evidenziato il volere del Budda di condurre tutti all'Illuminazione, ma solo Nichiren ha pensato e agito con serietà per realizzarlo. All'epoca del Daishonin solo la scuola della Pura terra, che stava iniziando a diffondersi, rivolgeva la sua attenzione alla gente comune, insegnando che per salvarsi dalla sofferenza bisognava pregare con lo scopo Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 2 di 19 01/03/2019, 22:44
  3. 3. di allontanarsi dalle difficoltà dell'esistenza reale anelando alla pace e alla tranquillità dopo la morte, quando in un mondo diverso (la Pura terra) si sarebbe potuta ottenere l'Illuminazione. Ma ciò significava togliere alle persone la volontà, la saggezza e la forza vitale per diventare felici in questa esistenza, rinnegando così il volere del Budda espresso nel Sutra del Loto. In linea generale il Buddismo giapponese era caratterizzato da conflitti e dispute perché le diverse scuole avevano dimenticato l'importanza delle persone, la loro centralità, e avevano tradito il volere del Budda; di conseguenza l'intera società stava cadendo nel "tempo dei conflitti senza tregua" che caratterizzava l'Ultimo giorno della Legge. Il Daishonin era convinto che per salvare il Paese e le persone da questa situazione non ci fosse altra via che far tornare il Buddismo giapponese a essere un insegnamento per la gente, basato sul volere del Budda di far ottenere l'Illuminazione a tutti. Per questa ragione decise di realizzare una riforma religiosa. Il tempo per realizzare kosen-rufu Già il titolo di questo Gosho, La scelta del tempo, chiarisce che nonostante l'epoca possiamo prendere l'iniziativa di realizzare kosen-rufu, come scrive Daisaku Ikeda all'inizio della sua lezione su questo trattato: «Il Buddismo tiene sempre conto del tempo, perché si preoccupa del benessere di coloro che vivono nel momento presente. Il titolo stesso, La scelta del tempo, ha un significato molto importante nel Buddismo del Daishonin, perché "scegliere il tempo" significa scegliere correttamente l'Ultimo giorno come tempo dell'ampia propagazione della Legge mistica, il tempo di kosen-rufu. Il Daishonin, che era nato nell'Ultimo giorno della Legge, viveva dunque proprio nell'epoca giusta e, riconoscendo profondamente l'importanza e il significato di questo periodo temporale per il Buddismo, scelse accuratamente l'insegnamento più appropriato per l'Ultimo giorno e iniziò a propagarlo per liberare le persone dalla sofferenza. Il tempo giusto per la propagazione, la persona giusta per dare inizio alla propagazione e l'insegnamento giusto per la propagazione; in presenza di questi tre elementi essenziali del tempo, della persona e della Legge si apre la via per alleviare la sofferenza delle persone al livello più profondo» (BS, 143, 53). La Legge adatta al periodo dell'Ultimo giorno della Legge Nichiren Daishonin, che aveva "compreso il tempo", stabilì che nell'Ultimo giorno della Legge Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 3 di 19 01/03/2019, 22:44
  4. 4. l'insegnamento da propagare per salvare la gente dalla sofferenza è la Legge mistica di Nam-myoho-renge- kyo. Scrive a tale proposito Ikeda: «Nam-myoho-renge-kyo è il seme della Buddità, la causa con cui tutti i Budda ottengono l'Illuminazione. Quando dissolviamo le nubi dell'oscurità o ignoranza che ci avvolgono usando la "spada affilata" della fede nella Legge mistica, la nostra vita viene illuminata dalla sua luce e comincia istantaneamente a manifestare "i nobili attributi che possediamo intrinsecamente" (cfr. Il reale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 738). In altre parole possiamo attingere all'infinito potere della Legge mistica nella nostra vita e rivelare la nostra Buddità innata. La funzione di Nam-myoho-renge-kyo ci permette di ottenere simultaneamente la vera causa e il vero effetto della Buddità attraverso il potere della fede. Quando ci risvegliamo alla Legge equa e imparziale di Nam-myoho-renge-kyo cominciamo a sentire un profondo legame con gli altri. E man mano che un numero sempre maggiore di persone condivideranno questo sentimento di profonda affinità, l'umanità si sentirà sempre più unita e vicina. Costruiremo anche la forza per trionfare sulla tumultuosa epoca dell'Ultimo giorno e per creare pace e felicità. La chiave per realizzare tutto ciò è che ognuno di noi manifesti nella propria vita il potere di Nam-myoho-renge-kyo, la Legge fondamentale dell'Illuminazione. Questo è lo scopo del nostro impegno per kosen-rufu. Inoltre, attraverso i nostri continui sforzi per diffondere l'insegnamento corretto, possiamo superare la crisi del declino della Legge, la situazione che caratterizza "l'epoca delle dispute e dei conflitti in cui la pura Legge è stata oscurata e perduta" (La pratica dell'insegnamento del Budda, RSND, 1, 346)» (BS, 143, 54-55). Il significato di myoho Come afferma il brano precedente, Nam-myoho-renge-kyo è il seme della Buddità, la causa con cui tutti i Budda ottengono l'Illuminazione. Cosa significa? Partiamo dalla spiegazione del termine myoho, "Legge mistica". Tutti i fenomeni dell'universo sono interrelati e in continuo cambiamento, come le onde del mare. Questo continuo cambiamento equivale al ciclo di nascita, esistenza, declino ed estinzione. Ciascuno di questi fenomeni è la manifestazione della Legge mistica, che è l'infinita forza che sostiene il loro cambiamento dalla nascita all'estinzione. Sia i fenomeni fisici che quelli psicologici e sociali fanno parte di questa grande onda chiamata "Legge mistica". Shakyamuni e il Daishonin affermano che questa "Legge" si è manifestata nelle loro vite. Ciò significa che il Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 4 di 19 01/03/2019, 22:44
  5. 5. loro sé era in continua relazione con tutti i fenomeni dell'universo e che avevano compreso di avere insito nella propria vita l'infinito potere della Legge mistica che sostiene tutti i movimenti dell'universo. L'espressione Nam-myoho-renge-kyo significa credere che noi stessi siamo entità della Legge mistica, dove nam o namu equivale a credere, avere fede. Se noi, sconfiggendo la funzione dell'oscurità fondamentale, crediamo di essere entità della Legge mistica, la forza infinita della Legge mistica fiorisce nella nostra vita. Questa è la condizione vitale di Buddità. In altre parole la causa originale per l'ottenimento della Buddità è la fede, credere che noi siamo entità della Legge mistica; l'effetto originale è la manifestazione dell'infinito potere della Legge mistica nella nostra vita. Sia la causa che l'effetto si trovano simultaneamente nell'ichinen della fede [per ichinen della fede si intende il singolo istante di un cuore/mente/vita che crede]. Quindi Nam-myoho-renge-kyo, oltre a essere l'espressione della fede nel fatto che tutti i fenomeni, noi compresi, sono entità della Legge mistica, è anche il nome della condizione vitale di Buddità che si manifesta simultaneamente grazie all'ichinen della fede. Nam-myoho-renge-kyo significa trasformare la condizione vitale attraverso la realizzazione dell'ichinen della fede. La trasformazione della condizione vitale avviene solo in questo modo. Perciò Nam-myoho-renge-kyo è il seme della Buddità. A partire da Shakyamuni, tutti i Budda hanno ottenuto la Buddità grazie al fatto di essersi risvegliati al seme della Buddità di Myoho-renge-kyo che ha insiti simultaneamente la causa e l'effetto originale. Shakyamuni, quando manifestò la Buddità per la prima volta dopo avere sconfitto le armate dei desideri terreni risvegliandosi al fatto che era egli stesso l'entità della Legge mistica, disse di essersi sentito come il "sole" che brilla nel cielo infinito, affermando di essere riuscito a ottenere una condizione vitale di completa serenità che niente e nessuno avrebbe potuto turbare. Quando comprendiamo di essere entità della Legge mistica ci liberiamo da tutte le illusioni e i desideri terreni. E come il sole che brilla nel mezzo dell'immenso cielo, godiamo di pace e gioia e riusciamo a illuminare qualsiasi cosa nell'universo. Il nostro sé assapora fino in fondo l'immenso, la libertà e la stabilità. Questa è la condizione vitale che ha ottenuto il Daishonin e che possiamo ottenere anche noi. È possibile indicare il potere di Nam-myoho-renge-kyo attraverso i tre significati di myo: perfettamente dotato e completo; aprire; rivitalizzare. Infatti in Nam-myoho-renge-kyo sono insite tutte le possibilità dell'universo (perfettamente dotato e completo); per questo, se si ha fede in Nam-myoho-renge-kyo è Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 5 di 19 01/03/2019, 22:44
  6. 6. possibile aprirsi a tutte queste possibilità (aprire); di conseguenza anche quando soffriamo nel mondo di Inferno, recitando Nam-myoho-renge-kyo con fede trasformeremo immediatamente la nostra condizione vitale e proveremo gioia (rivitalizzare) (cfr. Il Daimoku del Sutra del Loto, RSND, 1, 128, 127, 132). Inoltre coltivando stabilmente la fede in Nam-myoho-renge-kyo riusciremo a superare in questa vita i tre veleni di avidità, collera e stupidità, la fonte dell'infelicità. Se crediamo che la nostra vera natura è Nam- myoho-renge-kyo siamo in grado di aprire e di far emergere tutte le possibilità del nostro Nam-myoho-renge- kyo interiore: riusciamo così a manifestare al momento cruciale la forza che ci serve o, per meglio dire, la funzione della Legge mistica originariamente insita nella nostra vita si manifesta in modo naturale. Poiché il Buddismo del Daishonin ha rivelato Nam-myoho-renge-kyo - il seme della Buddità, la causa originale e l'effetto originale dell'ottenimento della Buddità - è proprio questo l'insegnamento da propagare. La fonte del legame che unisce tutti gli esseri La fonte del legame che unisce le persone viene dal risvegliare altri esseri umani al fatto di essere entità della Legge mistica, entità di Nam-myoho-renge-kyo. Questa azione diviene la forza per costruire la pace e la felicità, e per superare "l'epoca dei conflitti" che caratterizza l'Ultimo giorno della Legge. Il cambiamento della condizione vitale che si ottiene attraverso la trasformazione dell'ichinen è la forza che permette di costruire valore nella vita e nella società; sia la trasformazione del karma che la trasformazione del veleno in medicina si fondano sul cambiamento dell'ichinen; anche la rivoluzione della società attraverso l'"adozione dell'insegnamento corretto per la pace nel paese" si fonda su questo cambiamento. Per salvare la gente nell'epoca di conflitti non si può fare altro che risvegliare ogni persona alla Legge fondamentale di Nam-myoho-renge-kyo, l'unica Legge che permette di trasformare la condizione vitale dell'individuo e ha la forza per creare valore e unire gli esseri umani con legami di pace. Questo vale sia a livello individuale sia per il miglioramento della società, che dovrebbe fondarsi su principi coerenti con la Legge di Nam-myoho-renge-kyo. La Legge fondamentale di Nam-myoho-renge-kyo è sempre non dualità di persona e Legge. A tale proposito Ikeda scrive: «Nichiren Daishonin istituì il suo insegnamento buddista come devoto del Sutra del Loto incarnando personalmente la Legge mistica nella sua vita e adoperandosi altruisticamente per insegnarla agli altri» (BS, 144, 35). Basandosi sulla volontà del Budda indicata nel Sutra del Loto, Nichiren Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 6 di 19 01/03/2019, 22:44
  7. 7. ha rivelato la Legge fondamentale e ha dato inizio alla lotta per far accedere tutti a questa Legge. Per questo - come chiarisce in La scelta del tempo - egli è il grande devoto del Sutra del Loto, è il saggio che ha manifestato la Legge e il santo che desidera salvare l'umanità alla radice. Con la sua dichiarazione il Daishonin vuole trasmettere la grandezza della sua condizione vitale in modo da far percepire alle persone la Legge che permette di trasformare la propria vita. «Con una salda fede nella Legge mistica - conclude Ikeda - la nostra vita acquisisce tutte le qualità di un devoto del Sutra del Loto descritte in questo trattato, qualità che si manifestano grazie al coraggio di praticare in accordo con il tempo, proprio come insegna il Budda» (Ibidem). La Soka Gakkai è apparsa nel secolo della guerra Nel brano che segue Ikeda dichiara che la Soka Gakkai è apparsa nel ventesimo secolo con la missione di trasformare l'epoca di conflitti dell'Ultimo giorno della Legge: «In La scelta del tempo il Daishonin afferma che in tutto il mondo infurieranno "conflitti e dispute di una portata mai vista nel passato". E a conferma di questa predizione, grandi conflitti sono indubbiamente sorti nel XX secolo, definito il "secolo della guerra". Fu in mezzo a questi tumulti che emerse la Soka Gakkai, il cui presidente fondatore Tsunesaburo Makiguchi morì in carcere fedele alle proprie convinzioni, rifiutandosi anche davanti alle persecuzioni di scendere a compromessi con quel regime militare giapponese che istigò una delle guerre più atroci del secolo scorso. Questa è l'origine profonda della Soka Gakkai, che ha raccolto l'eredità vitale del Buddismo di Nichiren Daishonin come insegnamento per la realizzazione della pace. Qual è il modo migliore di diffondere il Buddismo del Daishonin nel mondo attuale, e come possiamo far veramente capire che questa è una filosofia che contribuisce alla pace e al benessere di tutta l'umanità? In ciò risiede la missione e la sfida della Soka Gakkai, apparsa in questa precisa e critica congiuntura temporale dell'epoca presente. Personalmente ho sempre continuato a riflettere su come propagare questo insegnamento umanistico per la felicità delle persone e per la pace mondiale, e ho tradotto i miei ideali in azioni concrete. [...] Nel fare ciò sono sempre stato estremamente attento al tempo, a scegliere ogni volta il momento più appropriato per agire, così come insegna questo scritto. Come discepolo di Josei Toda e come essere umano ho lavorato instancabilmente per un mondo senza Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 7 di 19 01/03/2019, 22:44
  8. 8. guerra, superando infiniti ostacoli per unire più strettamente fra loro popoli e nazioni e costruire ponti di pace attraverso la fiducia e l'amicizia. Con il mio esempio ho cercato di dimostrare ai giovani che seguiranno le mie orme che comprendendo il tempo e agendo di conseguenza, e raccogliendo insieme il potere delle persone comuni di ogni luogo, possiamo senza dubbio realizzare una solida eredità di creazione della pace. Ora è tempo che la Soka Gakkai consolidi ulteriormente le già salde fondamenta di kosen-rufu che ha gettato in Giappone e in ogni parte del mondo» (BS, 143, 54). I tre casi in cui il Daishonin si distinse «Nei testi secolari è scritto: "Un santo è colui che conosce le cose che non sono ancora accadute". E i testi buddisti dicono: "Un santo è colui che conosce le tre esistenze della vita: il passato, il presente e il futuro". Io mi sono distinto tre volte per questo genere di conoscenza» (RSND, 1, 519). Per dimostrare la sua condizione di santo capace di salvare la gente nell'epoca dei conflitti dell'Ultimo giorno della Legge, il Daishonin cita i tre casi in cui si distinse, le tre occasioni in cui rivolse ammonimenti ai potenti dell'epoca prevedendo eventi che poi sarebbero accaduti realmente. "Distinguersi" qui è inteso nel senso di "compiere atti meritori". Il Daishonin non si era inorgoglito per l'avverarsi delle sue profezie: esse erano dovute alla compassione e al senso di responsabilità di salvare le persone, e quindi possiamo interpretarle come il frutto della saggezza nata da tale intenzione profonda. Allo stesso tempo egli non indietreggiò e non adulò mai il potere e coloro che lo detenevano, ma da persona comune continuò ad affermare con coraggio e nobiltà d'animo la giustizia in cui credeva. Il primo caso in cui il Daishonin si distinse fu il 16 luglio 1260, quando consegnò a Hojo Tokiyori, che era al potere in quel momento, il trattato Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese. Al signor Yadoya, cui aveva affidato lo scritto, chiese di riferire a Tokiyori che si sarebbe dovuta abbandonare la devozione alle scuole Nembutsu e Zen, altrimenti sarebbero scoppiati conflitti all'interno della famiglia Hojo e ci sarebbe stata senza dubbio un'invasione straniera. Nelle sue parole sono espresse due predizioni, "le lotte intestine" e "l'invasione straniera", descritte chiaramente nel trattato, predizioni che sarebbero divenute realtà quando otto anni dopo il sovrano dei mongoli inviò al governo giapponese un messaggio intimidatorio riguardo agli scambi commerciali. Yadoya era uno dei pochi alti funzionari del Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 8 di 19 01/03/2019, 22:44
  9. 9. governo che poteva incontrare direttamente Hojo Tokiyori. Era necessario veramente tanto coraggio nell'ammonire direttamente una figura così influente. Il secondo caso è l'ammonimento che il Daishonin fece durante la persecuzione di Tatsunokuchi, il 12 settembre 1271. Quel giorno il capo della polizia Hei no Saemon, alla guida di un battaglione di soldati, andò a catturarlo, e Nichiren senza farsi intimidire gli disse a gran voce: «Nichiren è il pilastro e la trave del Giappone! Sbarazzarvi di me significa far crollare il pilastro del Giappone! Immediatamente ci sarà il "disastro della rivolta all'interno del proprio dominio", o lotte intestine, e anche il "disastro dell'invasione da parte di paesi stranieri". Non soltanto il popolo del nostro paese troverà la morte per mano degli stranieri invasori, ma molte persone verranno fatte prigioniere. Tutti i templi nembutsu e zen come il Kencho-ji, il Jufuku-ji, il Gokuraku-ji, il Daibutsu-den e il Choraku-ji dovrebbero essere rasi al suolo, e i loro preti dovrebbero essere portati alla spiaggia di Yui per essere decapitati. Se ciò non verrà fatto, il Giappone sarà sicuramente distrutto!» (RSND, 1, 520). Hei no Saemon era andato a catturare il Daishonin con un mandato di arresto, ma il suo intento era quello di decapitarlo di nascosto (la decapitazione dei monaci era vietata per legge). Il Daishonin, avendo capito le sue vere intenzioni, volle dimostraglielo e lo affrontò con parole molto dure. Dichiarò che sbarazzarsi di lui significava far crollare il pilastro del Giappone e che se Hei no Saemon avesse voluto veramente eliminare i veri colpevoli, invece di decapitare Nichiren che stava cercando di salvare la nazione attraverso la Legge corretta, avrebbe dovuto decapitare i monaci nembutsu e zen che stavano portando alla rovina il paese a causa dei loro insegnamenti errati. Con queste parole proclamò l'errore che stava commettendo Hei no Saemon in quanto uomo di potere al servizio del popolo e della nazione. Hei no Saemon all'epoca godeva di grande fiducia da parte del reggente Tokimune. Era il più alto funzionario governativo presso la polizia e le forze armate, e quindi era colui che deteneva concretamente il potere nello shogunato; riuscire ad ammonire con coraggio e con fermezza Hei no Saemon significava dare prova concreta dello spirito di non lesinare la propria vita per la Legge. Come il Daishonin aveva predetto riguardo alle lotte intestine, dopo appena sei mesi dall'inizio dell'esilio sull'isola di Sado scoppiò un conflitto tra il reggente Tokimune e il fratellastro Tokisuke. Il terzo caso avvenne subito dopo che Nichiren ricevette la revoca della condanna all'esilio. In questa occasione Hei no Saemon mostrò, diversamente dalle volte precedenti, un comportamento apparentemente rispettoso perché progettava di arrivare a una conciliazione: chiese al Daishonin di pregare per la vittoria sui Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 9 di 19 01/03/2019, 22:44
  10. 10. mongoli insieme ai preti della Vera parola offrendogli in cambio un tempio. Ma il funzionario era colui che aveva guidato le persecuzioni fino a quel momento e Nichiren sapeva benissimo quali conseguenze avrebbe dovuto subire se avesse rifiutato tale proposta: quello che superficialmente sembrava un comportamento corretto, in realtà era una vera e propria intimidazione. Hei no Saemon non era cambiato affatto, era rimasto un despota che usava il potere malvagiamente. Così il Daishonin, di fronte alle sue parole, affermò risolutamente: «Anche se, poiché sono nato nel dominio del governante, sembra che io lo segua nelle azioni, non lo seguirò mai nel mio cuore». Il mio corpo dovrà sottostare al potere autoritario, ma il mio spirito non si sottometterà mai. In questa frase è racchiuso lo spirito di un uomo che ha lottato fino alla fine per il bene delle persone contro la natura demoniaca del potere autoritario. Queste parole sono state pubblicate anche nella Raccolta di parole sui diritti dell'uomo a cura dell'UNESCO, in occasione del ventesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. In quel momento il Daishonin rifiutò l'adulazione da parte del potere autoritario e affermò chiaramente che il compito di pregare per la vittoria sui mongoli non doveva essere affidato ai preti della Vera parola. Se un problema così grave fosse stato affidato a loro, la situazione sarebbe peggiorata rapidamente e il paese sarebbe andato incontro alla distruzione. Lo spirito di una persona risvegliata non verrà mai manipolato. Anche se per un momento potrebbe sembrare che si pieghi alle imposizioni del potere autoritario, sicuramente lotterà fino alla fine senza retrocedere, rimanendo inflessibile, riuscirà a rompere qualsiasi catena e affermerà a gran voce la vittoria della sacralità della vita e del rispetto verso l'essere umano, che non è altro che l'adozione dell'insegnamento corretto per la pace nel paese. Quando il Daishonin rifiutò la proposta di Hei no Saemon, questi gli chiese quando prevedeva l'invasione mongola: Nichiren rispose che probabilmente sarebbe avvenuta entro la fine dell'anno, e così accadde. Le espressioni della Buddità «Tuttavia non fui io, Nichiren, a fare queste tre importanti dichiarazioni, ma esclusivamente lo spirito del Tathagata Shakyamuni che aveva preso possesso del mio corpo. E avendo sperimentato ciò personalmente, sento un'immensa gioia. Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 10 di 19 01/03/2019, 22:44
  11. 11. Questa è l'importantissima dottrina dei tremila regni in un singolo istante di vita insegnata nel Sutra del Loto. Cosa vuol dire il Sutra del Loto quando afferma: "Questa realtà [il vero aspetto di tutti i fenomeni] consiste di: aspetto..."? L'aspetto, il primo dei dieci fattori, è il più importante di tutti. Questo è il motivo per cui il Budda apparve nel mondo: "I sapienti sanno percepire l'origine delle cose, come i serpenti conoscono la via dei serpenti"» (RSND, 1, 520). In questo brano il Daishonin afferma che le tre predizioni non sono state fatte da lui ma dallo spirito del Tathagata Shakyamuni che aveva preso possesso del suo corpo. Per "spirito del Tathagata Shakyamuni" si intende la radice del mondo di Buddità manifestato prima da Shakyamuni e poi da tutti i Budda. Tale espressione vuole indicare il fatto che nella vita del Daishonin si è attivato lo stato vitale della Buddità uguale a quello di Shakyamuni, e si è manifestato nella compassione, nella saggezza, nel coraggio, nell'azione e nelle parole per salvare le persone. Ciò ha reso possibili i tre casi in cui Nichiren si è distinto. L'aver manifestato e utilizzato la condizione vitale del mondo di Buddità fa provare al Daishonin «un'immensa gioia». Poi spiega: «Questa è l'importantissima dottrina dei tremila regni in un singolo istante di vita (ichinen sanzen)». "Tremila" sono gli aspetti con cui si possono manifestare i fenomeni nell'universo, ed essi sono tutti contenuti in un singolo istante di vita, "ichinen"; ciò significa che in ogni istante della vita ci sono tremila possibilità. Quando si attiva il mondo di Buddità, qualsiasi condizione vitale dei dieci mondi intrinseca nella vita si manifesta creando valore nella realtà. Questo è esattamente il significato dell'espressione "tremila regni effettivi in un singolo istante di vita" (ji no ichinen sanzen). L'espressione il "Tathagata Shakyamuni che prende possesso del suo corpo" significa che nella vita di un comune mortale si attiva la condizione vitale del mondo di Buddità, e che esso si esprime in varie forme di saggezza e nella forza per creare valore. Si manifestano cioè vari aspetti: la saggezza per aprire la strada al superamento di ogni ostacolo, il coraggio per sfidarsi di fronte alle difficoltà e alle malattie, la tranquillità che permette di non lasciarsi influenzare e che rende capaci di resistere quando è necessario, la perseveranza che impedisce di perdersi, la consapevolezza e la concentrazione quando si deve riflettere e prendere decisioni, la forza spirituale per superare la paura della morte o l'impulso verso la morte, la capacità di portare a termine la propria vita. Questo è il significato di ottenere l'Illuminazione in questa esistenza. Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 11 di 19 01/03/2019, 22:44
  12. 12. Ciascuna di queste potenzialità si manifesta nel momento opportuno. L'aspetto, il primo dei dieci fattori, è il più importante Poi Nichiren spiega perché «l'aspetto, il primo dei dieci fattori, è il più importante». I dieci fattori enunciati nel secondo capitolo del Sutra del Loto (SDL, 30) sono: aspetto, natura, entità, potere, azione, causa interna, relazione, effetto latente, retribuzione e loro coerenza dall'inizio alla fine. "Aspetto" è ciò che appare esternamente, e "fattore dell'aspetto" indica "la verità indicata dall'aspetto". Ad esempio, se l'aspetto di una persona è quello di essere sopraffatta dalla sofferenza, vuol dire che la sua condizione vitale è il mondo di Inferno. La saggezza del Budda permette di vedere la condizione vitale di una persona dall'aspetto. Di conseguenza, la frase: «L'aspetto, il primo dei dieci fattori, è il più importante» vuol dire che è fondamentale conoscere il significato del fenomeno che si manifesta, e il Budda è apparso in questa esistenza proprio per fare ciò. La scienza è uno strumento eccellente per la comprensione dei fenomeni e ha dissipato un notevole strato di ignoranza, ma quando si limita a essere semplice conoscenza non consente una visione corretta dei fenomeni. Se non ci si basa sulla saggezza del Budda, può accadere che non si comprenda il significato dei fenomeni. E se ciò accade, si passa dal male a un male peggiore e si precipita nel vortice di un'infelicità sempre più profonda. Se invece si comprende il tempo presente, si conosce il proprio potenziale e si vive seriamente, si può creare valore dalla scienza e da tutte le altre conoscenze. Questa è la saggezza. Nichiren cita le parole di Miao-lo: «I sapienti sanno percepire l'origine delle cose» poiché desidera trasmettere che solo attraverso la saggezza del Budda si può comprendere il significato di ciò che accade. Ed è grazie a tale saggezza che egli fece le sue predizioni. La lotta del Daishonin dà inizio a una nuova epoca Ma il Daishonin non si limitò a dare avvertimenti, contemporaneamente intraprese una lotta - la lotta del devoto del Sutra del Loto - per correggere le contraddizioni e uscire dal caos creato dalle idee e dalle religioni errate del suo tempo. E proprio a causa di questa lotta egli affrontò grandi persecuzioni, che riuscì a superare in modo splendido. Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 12 di 19 01/03/2019, 22:44
  13. 13. La saggezza e la forza vitale per sconfiggere i demoni e affrontare vittoriosamente le grandi persecuzioni, e la profonda comprensione su cui si basano le sue previsioni, sono la prova concreta che nella vita del Daishonin si erano manifestate sia la saggezza che la forza vitale del mondo di Buddità. Attraverso il suo impegno, che portò avanti senza lesinare la vita, egli chiarisce qual è l'insegnamento da diffondere nell'Ultimo giorno e dà inizio all'ampia propagazione della Legge per l'ottenimento della Buddità di tutti gli esseri umani. Quindi la lotta che compie il Daishonin trasforma il significato che era stato dato ai grandi disastri dell'epoca. Infatti all'inizio del Gosho egli stesso afferma che i grandi disastri del Giappone sono presagi dovuti al caos creato da idee e religioni errate, e che avranno quindi conseguenze nefaste. Ma poi, più avanti in questo trattato e anche nel Gosho Sulla profezia del Budda, che aveva scritto due anni prima durante l'esilio a Sado, esprime il concetto che i presagi sono «i segni che le dottrine della Legge suprema stanno sorgendo» e descrive la sua visione del Buddismo che torna verso occidente, indicando così che verrà realizzato kosen-rufu in tutto il mondo. Così dichiara in Sulla profezia del Budda:«Tuttavia dall'inizio dell'era Shoka (1257) e per tutto quest'anno ci sono stati spaventosi terremoti e fenomeni straordinari nei cieli, esattamente come i prodigi che segnarono la nascita e la morte del Budda. Da questo dovresti comprendere che è nato un santo come il Budda. Una grande cometa attraversò il cielo, ma per quale sovrano o quale suddito apparve questo presagio? La terra tremò e per tre volte si aprirono voragini, ma per quale santo o saggio accadde tutto ciò? Dovresti renderti conto che questi grandi presagi, sia buoni che cattivi, hanno un significato sacro e non comune. Essi sono i segni che le dottrine della Legge suprema stanno sorgendo e che le altre dottrine sono in declino» (RSND, 1, 356). Nella traduzione inglese e di conseguenza nella versione italiana troviamo scritto: «Essi sono i segni che le dottrine della Legge suprema stanno sorgendo e che le altre dottrine sono in declino», ma nella versione originale in lingua giapponese non c'è scritto: «E che le altre dottrine sono in declino». È quindi possibile interpretare questa frase anche nel seguente modo: i disastri sono il segno che le dottrine della Legge suprema stanno sorgendo o stanno andando in declino, cioè questo è il "tempo" in cui la Legge suprema sorge o muore. Per questo Nichiren afferma che è giunto il momento di lottare per far sì che la grande Legge possa sorgere. In questa spiegazione viene adottata questa seconda interpretazione perché l'Ultimo giorno della Legge è Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 13 di 19 01/03/2019, 22:44
  14. 14. proprio l'epoca in cui i Bodhisattva della Terra propagano la Legge suprema e, grazie all'intensità del loro impegno, essa sorge o declina. È un momento cruciale: tutto dipende dal senso di responsabilità dei Bodhisattva della Terra di propagare ampiamente la Legge e di non permettere il suo declino. Nel ventunesimo secolo l'umanità affronta grandi sconvolgimenti In occasione della riunione generale della SGI del novembre 2011, otto mesi dopo il grande disastro del terremoto in Giappone dell'11 marzo, il presidente Ikeda ha inviato un messaggio nel quale, a proposito dei grandi sconvolgimenti che stanno accadendo in tutto il mondo e che investono l'intera umanità sia dal punto di vista dei disastri naturali che della crisi economica e politica, spiega come dovremmo interpretare questo "tempo": «Da pochi giorni la popolazione mondiale ha superato i sette miliardi. Negli ultimi anni i disastri naturali si sono verificati con frequenza crescente. Indubbiamente siamo anche di fronte a un periodo di enormi cambiamenti in politica internazionale, nell'economia globale, nella scienza e nella tecnologia. Come dovremmo interpretare il periodo critico in cui stiamo vivendo? Nichiren Daishonin ci insegna a "prendere a prestito l'occhio del Budda [ovvero i sutra] per valutare il tempo" e a "usare il sole del Budda [ovvero la saggezza] per illuminare il paese" (cfr. La scelta del tempo, RSND, 1, 481). Per il bene di coloro che soffrono dobbiamo trasformare tutti i disastri naturali o sociali in grandi occasioni che preludono alla fioritura della Legge mistica. È decisamente possibile trasformare un grande male in un grande bene e costruire un mondo di felicità, pace e prosperità per tutti. Per far questo, i Bodhisattva della Terra devono farsi avanti risolutamente e propagare la Legge mistica, affermando l'insegnamento corretto per la pace nel paese» (NR, 480, 9). Ikeda poi sottolinea di aver lottato mantenendo nel cuore gli ideali del suo maestro Toda e in base a essi di aver promosso dialoghi e azioni in tutto il mondo, affermando che adesso una grande rete umanistica di solidarietà, fiducia e amicizia sta abbracciando tutta la Terra e auspica che tanti giovani bodhisattva portino avanti gli ideali del suo maestro in Giappone e nel mondo: «La gioventù Soka del ventunesimo secolo si è alzata, con determinazione e senso di missione. Dichiaro perciò con orgoglio che il tempo di una nuova fioritura della Legge mistica è giunto. Il Daishonin scrive: "Il mezzo meraviglioso per porre veramente fine agli ostacoli fisici e spirituali di tutti gli esseri viventi non è altro che Nam-myoho-renge-kyo" (Il meraviglioso mezzo per superare gli ostacoli, RSND, 1, 747). L'umanità ha sete della Legge mistica. Continuiamo a Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 14 di 19 01/03/2019, 22:44
  15. 15. recitare e a diffondere Nam-myoho-renge-kyo con ancor più energia e coraggio» (Ibidem). Poi cita un brano del poeta latino Publio Papinio Stazio in lode agli anziani, «per gli sforzi altruistici a beneficio dei più giovani: "Pianta alberi, che gioveranno in un altro tempo"», ed esprime la profonda decisione che prese quando partì per realizzare kosen-rufu a livello mondiale: «Il punto di partenza della SGI è lo spirito di dedicare nobilmente la vita a piantare i semi di pace della Legge mistica in tutto il mondo, invece di ricercare la lode e la gloria personali». E infine esorta ad avanzare mirando ai propri ideali con lo spirito indomito del Daishonin quando afferma: «E tuttavia non sono scoraggiato» (Gli elementi essenziali per conseguire la Buddità, RSND, 1, 664). Questo è ciò che vuol dire conoscere il "tempo" in un periodo critico. Possiamo dire che il Daishonin e Ikeda hanno vissuto la stessa esperienza. Più siamo in un periodo difficile più dobbiamo tornare agli ideali e riconfermarli, sforzandoci di approfondire la decisione di mirare alla realizzazione del nostro voto. Questo è il comportamento del "devoto del Sutra del Loto" che ha assunto la responsabilità dell'ampia propagazione della Legge mistica. I tre punti di vista del trattato Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese Nella Proposta di pace 2012 Ikeda esprime il suo allarme rispetto al fatto che tutta l'umanità rischia di cadere nel pericolo della "privazione improvvisa" sia dal punto di vista spirituale che materiale, a causa delle calamità economiche e ambientali. I disastri che colpiscono un'area, o i problemi economici di una nazione, non sono questioni che riguardano solo quel dato territorio. Calamità inimmaginabili si stanno verificando in tutto il mondo. Le attività finanziarie dell'umanità sono così complesse che non sappiamo quando e dove potrà scoppiare la prossima crisi economica. Ikeda spiega che in questo tipo di epoca è necessario comprendere la vera filosofia per non subire una "privazione improvvisa", ed esplorando il Buddismo riesce a trovare la base spirituale per proteggere gli esseri umani da tale rischio: aprirsi il più possibile verso tutta l'umanità. Nella Proposta di pace scrive: «Credo che sia appropriato considerare il trattato di Nichiren Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese (giapp. Rissho ankoku ron) come un sistema di pensiero attraverso il quale inquadrare la situazione contemporanea. [...] Alla luce delle condizioni attuali e delle Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 15 di 19 01/03/2019, 22:44
  16. 16. urgenze per la sicurezza umana, ci sono tre aspetti che mi colpiscono in maniera particolare. Il primo è l'assunto filosofico che le massime priorità dello Stato devono essere il benessere e la sicurezza delle persone comuni.[...] Il secondo è il suo appello [del Daishonin] per l'adozione di una visione del mondo radicata nella viva consapevolezza della nostra interconnessione.[...] Il terzo aspetto è la rilevanza che attribuisce a ciò che in termini contemporanei chiamiamo empowerment, e in particolare la sua intuizione del fatto che il massimo dell'empowerment si realizza quando attraverso il dialogo passiamo da una comune consapevolezza e preoccupazione per una situazione difficile all'impegno e alla decisione condivisa di risolverla» (BS, 152, 13-18). Riguardo al primo punto Ikeda sottolinea il fatto che in questo trattato, «per indicare i termini "terra" o "paese" Nichiren usa, oltre ai consueti caratteri cinesi - una cornice quadrata che rappresenta mura o confini all'interno della quale vi è il simbolo del re oppure di un'arma -, un carattere nel quale all'interno delle mura o dei confini sono contenuti i tratti che rappresentano il popolo, le persone comuni. Nella gran parte dei casi egli usa questo carattere, proprio per indicare che la base dello Stato è costituita dalle persone e dalla loro vita, non dall'autorità politica o dalla forza militare. Si può dire che la filosofia di Nichiren sia condensata in questa scelta dei caratteri cinesi» (Ibidem). Rispetto al secondo punto, Ikeda cita il passo in cui il Daishonin dice: «Se vi preoccupate anche solo un po' della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l'ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese» (RSND, 1, 25). È questa la consapevolezza della nostra interconnessione, e una tale preghiera esprime un modo di vivere basato sulla filosofia che la «sicurezza personale» si raggiunge solo quando «i quattro quadranti del paese» sono in ordine e tranquilli. «Oggi - spiega Ikeda - ciò si può esprimere come la determinazione di non ignorare la tragedia ovunque essa accada (dimensione spaziale) e di impedire che i lasciti negativi del presente gravino sulle generazioni future (dimensione temporale). Il primo aspetto si può intendere anche come la consapevolezza della nostra responsabilità in qualità di cittadini globali, il secondo come un impegno per la sostenibilità» (Ibidem). Il terzo punto - la centralità dell'empowerment e la funzione del dialogo - chiarisce il perché delle dieci domande e nove risposte del trattato e indica il modo fondamentale per aprire una strada davanti al pericolo. Nel dialogo i due personaggi - il padrone di casa e l'ospite - condividono la sofferenza che sta vivendo la popolazione a causa dei disastri e l'ospite si accorge del suo errato punto di vista sia religioso che politico e alla fine rinnova le sue idee. Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 16 di 19 01/03/2019, 22:44
  17. 17. «Man mano che il dialogo prosegue, il padrone di casa e il suo ospite espongono francamente i loro punti di vista, basati sulle loro profonde convinzioni. Il padrone di casa, rispondendo alla rabbia e alla confusione che a tratti il suo ospite esprime, esamina scrupolosamente ogni dubbio di quest'ultimo, fino a risolverlo. Attraverso questo drammatico incontro-scontro cuore a cuore, l'ospite infine si convince pienamente della correttezza delle affermazioni del padrone di casa» (Ibidem) e si impegna ad avvisare anche gli altri dei loro errori. Quindi l'ospite e il padrone di casa condividono una promessa. La forte decisione interiore di voler salvare l'epoca viene trasmessa dal padrone di casa tramite il dialogo e matura con la promessa dell'ospite. L'emergere di questa decisione interiore, e la sua trasmissione da persona a persona attraverso il dialogo, è la forza che salverà l'epoca. Da una persona a un'altra, fino a trasformare il karma dell'umanità «I ruscelli si riuniscono per formare il grande mare e i granelli di polvere si accumulano per formare il monte Sumeru. Quando all'inizio io, Nichiren, presi fede nel Sutra del Loto, ero come un'unica goccia d'acqua o un singolo granello di polvere in tutto il Giappone. Ma poi, quando due, tre, dieci, cento, mille, diecimila, un milione di persone reciteranno il Sutra del Loto e lo insegneranno ad altri, formeranno un monte Sumeru di perfetta Illuminazione, un grande mare di grande nirvana! Non cercare nessun'altra via per conseguire la Buddità!» (RSND, 1, 521). Questa è l'eterna formula di kosen-rufu.Quando una persona risvegliata si alza come un leone e riesce a superare grandi persecuzioni e a vincere, kosen-rufu diventa una realtà. La lotta del Daishonin come primo devoto del Sutra del Loto indica che la costruzione della terra del Budda inizia dalla trasformazione della vita di una persona. Qualsiasi cosa grande inizia da una goccia, una particella, da "una persona". Se quella persona è ferma nella sua decisione, nella direzione del suo cuore, allora grazie all'influenza del suo stesso cuore "un'altra persona" si risveglierà e i benefici della Legge mistica si accumuleranno uno sull'altro. Il Sutra del Loto è l'insegnamento per risvegliare l'umanità. Se un solo devoto del Sutra del Loto inizia ad agire, illuminerà come un sole le tenebre circostanti e rischiarerà tutto. Così la saggezza e la compassione della Legge mistica avvolgeranno il mondo, e quando l'umanesimo del Sutra del Loto diverrà la base dello Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 17 di 19 01/03/2019, 22:44
  18. 18. spirito dell'umanità si potrà costruire una società pacifica. Nichiren spiega che una singola persona con lo spirito di non indietreggiare mai fungerà da apripista seguito da milioni di persone che diventeranno come il monte Sumeru o come il mare di grande nirvana. Gli ideali sono importanti, ma quando nelle rivoluzioni vengono imposti si generano tragedie. Così dice la storia. Solo se gli ideali costituiscono il motore di una trasformazione individuale possono essere trasmessi efficacemente da una persona all'altra. Per questo la rivoluzione umana permette di trasformare l'umanità. In questo brano il Daishonin afferma che la strada per diventare Budda non va ricercata al di fuori della rivoluzione umana del singolo, che poi diventa la grande corrente di kosen-rufu. E contemporaneamente dichiara che solo nella lotta per realizzare il grande desiderio del Budda, la felicità di tutti e la pace mondiale, si può aprire la propria vita alla condizione vitale del Budda. Per questo motivo in La scelta del tempo egli esorta i suoi discepoli a portare avanti la lotta condivisa di kosen-rufu, perché possano essi stessi aprire le loro vite a questa incredibile condizione vitale. Secondo gli insegnamenti buddisti precedenti a quello del Daishonin, grazie a un cambiamento interiore ci si poteva liberare della propria sofferenza ma non si era in grado di trasformare la società. Si poteva tutt'al più esercitare un'influenza spirituale verso i detentori del potere e i governanti, ma non si aspirava a perseguire la strada della trasformazione di tutte le persone per realizzare una vera pace e tranquillità nella comunità. Possiamo dire che solo con il Daishonin la strada della rivoluzione individuale e quella della prosperità e della pace della società hanno iniziato a coincidere. Il desiderio o ideale del Daishonin era quello di allargare questa strada a tutto il mondo. In La profezia del Budda, dove prospetta la propagazione del Buddismo verso occidente e la realizzazione di kosen-rufu a livello globale, il Daishonin ci fa capire che il vero significato delle catastrofi è «che le dottrine della Legge suprema stanno sorgendo», e annuncia che «l'ultimo periodo di cinquecento anni è già cominciato» per indicare il grande cambiamento che deve avvenire nell'ampia propagazione del Buddismo. Ciò che ha reso kosen-rufu una realtà a livello mondiale è stata la Soka Gakkai. Questo dimostra che la Gakkai è l'organizzazione dell'ampia propagazione del Buddismo che ha deciso il "tempo". Nota Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 18 di 19 01/03/2019, 22:44
  19. 19. 1) Le otto maggiori scuole buddiste in Giappone prima del periodo di Kamakura (1185-1333): Tesoro dell'Abhidharma (Kusha), Affermazione della verità (Jojitsu), Precetti (Ritsu), Caratteristiche dei dharma (Hosso), Tre trattati (Sanron), Ghirlanda di fiori (Kegon), Tendai e Vera parola (Shingon). Le prime sei fiorirono nel periodo di Nara (710-794) mentre la Tendai e quella della Vera parola nacquero e acquistarono rilevanza durante il periodo Heian (794-1185). Buddismo e Società - Numero 156 https://www.sgi-italia.org/riviste/bs/InternaTesto.php?A=3329&R=1&C=156 19 di 19 01/03/2019, 22:44

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