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Pregare è Pace

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Pregare è Pace

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Libro scritto da suor Anna Maria Vissani, durante l'esperienza di eremitaggio a Madonna del monte. Libro che aiuta tutti a meditare sulla preghiera e la vita interiore. Bellissime immagini dell'autrice.

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Pregare è Pace

  1. 1. Quando preghi, fa in modo di scendere dalla testa al cuore. La vera preghiera è quella che proviene dal cuore. (Teofane il Recluso) PregareèPace Anna MariaVissani Adoratrice del Sangue di Cristo Ha insegnato,per diversi anni,Teologia spirituale. Ha dato inizio al Centro di Spiritualità“Sul Monte”, a Castelplanio (AN),curando con particolare inte- resse una colla di Quaderni di Spiritualità e altre pubblicazioni sul Mistero Pasquale e Sangue di Cristo. Presso il Centro Studi Sanguis Christi,ha pubblicato: Il Sangue dell’Agnello Pasquale,Roma 1987. Presso l’Università Cattolica di Roma,nella collana CEPSAG: Creatività e apertura al futuro nelle suore anziane, Roma 1997 e La donna mar- chigiana. Una femminilità vissuta in pienez- za,Roma 1998. Nell’ultima pubblicazione:Identità Pasquale,Sul Monte, 1° Luglio 2003, ha voluto mettere in luce comel’energiadivinadellaPasquapromuovelavera maturazione spirituale di ogni cristiano. Quando preghi, fa in modo di scendere dalla testa al cuore. La vera preghiera è quella che proviene dal cuore. (Teofane il Recluso)PregareèPace perte,chehaisetedifelicità A.M. VISSANI Sul Monte A.M.VISSANIPregareèPaceSulMonte ALLE SORGENTI A.M.Vissani - Identità Pasquale,Sul Monte, 1 Luglio 2003 A.M.Vissani - Pregare è Pace,Sul Monte, Pasqua 2005 Foto dell’autrice dell’Eremo Sanguis Christi, Mulazzo (MS)
  2. 2. PregareèPaceperte,chehaisetedifelicità Anna MariaVissani SUL MONTE
  3. 3. ALLE SORGENTI A.M.Vissani - Identità Pasquale, Sul Monte, 1 Luglio 2003 A.M.Vissani - Pregare è Pace, Sul Monte, Pasqua 2005 Eremo “Sanguis Christi” - Madonna del Monte - 54026Mulazzo (Ms) Pasqua 2005, Pro manoscritto Per informazioni: Centro di Spiritualità“Sul Monte”,Castelplanio (An) -Tel.0731.813408
  4. 4. Carissimo fratello e carissima sorella, molte volte ti capita di udire, nel profondo del cuore, il grido della pre- ghiera, che ti costringe a fermare la tua corsa, a placare le tue ansie, a fare silenzio dentro e fuori di te in un angolo solitario della tua casa o in cima ad una montagna, seduto/a sotto l’albero del tuo felice incontro con il Signore! Questo libro prova a darti una indicazione e a farsi voce del tuo intimo. La sete di tranquillità, il desiderio di pace e il bisogno di armonia inte- riore… sono le note del canto che lo Spirito esegue lungo la strada della tua vita quotidiana, invitandoti a fermare la corsa per ascoltare e unirti al suo mormorare dentro di te. «Fermarsisì,machecosafare»?Tirisponderei:«Niente»!Soloquandoavrai lapercezionediunasconvolgentepassivitàchepuòfartipauraecheticostrin- ge ad attendere … solo allora potrai udire la voce che ti abita.Dio è silen- zio,Dio è attesa,Dio è mormorio interiore,Dio è delicata e discreta presenza in te. La preghiera è il filo rosso che può annodare tutti i tuoi stati d’animo, legare a Cristo Signore le tue desolazioni e le tue dispersioni, per stringerti alla sua misericordia amica.Ti chiede coraggio, perseveranza, ascolto pro- fondo,attesa pacifica e silenziosa,perché possa emergere dal tuo intimo quel gorgoglio di vita divina che invita a credere, a sperare, ad amare, a gioire anche nelle lacrime, a contemplare ilVolto di Gesù nel proprio limite e den- tro le sconfitte più dure.Lì Dio ti attende, perché è lì che prima di te è sceso il Suo Amore e si è fatto“carne”, storia e vittoria sul male.Fidarti di Dio è la prima risposta che puoi dare alle tue domande inquietanti, alla ricerca del senso del vivere, alla sconcertante paura che può frenare ogni speranza di vittoria sul male e di abbandono fiducioso in Lui, che ci ha creati e ci ama anche nel bel mezzo delle nostre cadute. Il piccolo libro sul valore della preghiera, ti viene donato come un compa- gno di viaggio e un tentativo di risposta alla tua ricerca di pace interiore. Non smettere mai di accogliere nel profondo del tuo cuore la vita che Dio custodisce e illumina con l’acqua sorgiva della preghiera.La preghiera ti inse- gnerà a contemplare con stupore il volto della pace che dimora dentro di te e attorno a te. Ascolta,attendi,sta’insilenzioeaccoglilevisitedelGrandeMaestroInteriore: lo Spirito Santo! Il sapore della pace è nel tuo cuore e sulle tue labbra Eremo Sanguis Christi, Pasqua 2005 Anna Maria Vissani Pregare è Pace 3
  5. 5. Pregareè...
  6. 6. ...guarire Da sempre la tradizione monastica ci insegna il segreto della vera guarigione interiore:la contemplazione. La contemplazione è la preghiera, fatta nella trasparenza del proprio cuore,con stupore e gioia interiore.È il pregare inteso come un diventare una sola cosa con Dio. «La preghiera è l’ascesa dello spirito a Dio»,afferma Evagrio.Nella preghiera l’uomo deve liberarsi prima di tutto delle sue passioni, dell’indignazione e della esagerata preoccupazine di sè.Deve,pian piano,lasciare dietro di sé anche i pensieri pii.Non deve pensare a Dio, ma unirsi a lui. Evagrio non si stanca di parlarne: «Quando uno si è liberato delle passioni che lo disturbano,non è ancora detto che possa veramente pregare.Forse egli conosce solamente i pen- sieri più puri, ma si lascia ancora indurre a riflettere su di essi, e perciò è ancora molto distante da Dio. Lo Spirito Santo ha com- passione della nostra debolezza e spesso viene a noi anche se non ne siamo degni.Ci fa visita mentre noi lo preghiamo,mossi dall’a- more per la verità;ci inonda e ci aiuta a lasciar perdere tutte le con- siderazioni e tutti i pensieri che ci tengono prigionieri, e così ci conduce alla preghiera spirituale.Vigila affinché durante la tua pre- ghiera tu non rimanga legato a delle rappresentazioni, ma perse- veri in una profonda quiete.Soltanto così Dio,che ha compassio- ne degli ignoranti, verrà a fare visita a un uomo insignificante come te e ti gratificherà col più grande di tutti i doni, la preghie- ra.Se preghi realmente,nasce in te un profondo sentimento di fidu- cia.Gli angeli ti accompagneranno e ti dischiuderanno il senso di tutta la creazione.La preghiera è l’agire che corrisponde alla digni- tà dello spirito;o,meglio ancora,corrisponde al suo agire più nobi- le e proprio» (Evagrio Pontico, Praktikos). Nella contemplazione raggiungiamo uno stato di profondissima quiete.Scopriamo in noi uno spazio di puro silenzio.Là Dio stes- so abita in noi.Evagrio chiama «luogo di Dio» o «visione della pace» questo spazio di quiete dentro di noi.Nella preghiera l’uomo vede la propria luce,scopre la propria natura,che è tutta luce,parteci- Pregare è Pace 5
  7. 7. pe della luce di Dio.In questo luogo di Dio,nel luogo della pace, nell’intimo dell’anima, c’è quiete assoluta, lì abita soltanto Dio. E lì tutto è intatto e sano.Lì si rimarginano,nell’amore di Dio,tutte le ferite che la vita ci ha inferto.Lì svaniscono tutti i ricordi degli uomini che ci hanno offeso. Lì non hanno accesso le nostre pas- Pregare è Pace 6 Preghiera Spirito Santo, fuoco che purifica e infiamma.Guarisci ogni mia ferita che sanguina e brucia di dolore.Immergimi nell’Amore divino, per sentirmi figlio nel cuore del Padre. Rendimi partecipe della vittoria pasquale di Cristo. Guarisci ciò che in me è malato, fortifica ciò che è debole, raddrizza ciò che devia dalla chiamata all’Amore. Vieni, Spirito.Vieni e donami la vera guarigione, la consolazione interiore e la libertà del cuore..
  8. 8. sioni,lì non ci possono raggiungere gli uomini con le loro attese, con le loro opinioni, coi loro giudizi. Lì noi diventiamo una sola cosa con Dio.Lì noi ci immergiamo nella sua luce,nella sua pace, nel suo amore.Questa è la meta della via spirituale di ogni cristiano: la vera guarigine interiore. Pregare è Pace 7
  9. 9. ...riposare La tranquillità non può essere generata semplicemente da tecni- che di rilassamento esteriore. È il risultato di un cammino spirituale.Gli antichi monaci ed ere- miti si proponevano di introdurre l’uomo nella pace di Dio.Hésyckìa, ecco la grande parola che ha affascinato gli eremiti.Fin dal III seco- lo,infatti,il movimento del monachesimo fu chiamato“esicasmo”, cioè via della pace interiore. La pace di cui scrivono i monaci non è l’intontimento prodotto da una grande bevuta di un buon vino,quando più nessuno riesce ad arrecarci disturbo: questo intontimento, nel quale nessuno ci deve disturbare,è piuttosto un assopirsi,sazi e irrigiditi,in una sbor- nia che non ci permette più di percepire alcunché della realtà.Al contrario,per i monaci si tratta di una pace nella quale il cuore stes- so ottiene serenità,l’ansia si placa,l’uomo sperimenta conforto e rige- nerazione.In ultima analisi,la pace è esperienza di quel sereno ripo- so eterno che Dio ha riservato a noi. Chi sperimenta Dio nella preghiera e nella meditazione acquista tranquillità dentro e fuori, arriva a se stesso, ottiene armonia con se stesso. Il percorso spiri- tuale dei monaci è contemporaneamente un percorso terapeutico. La sapiente capacità sanante che si nasconde nelle loro direttive viene oggi riscoperta da molti terapeuti come un percorso estremamen- te attuale,che noi possiamo seguire allo stesso modo delle persone d’allora.Potremo farlo,però,soltanto se riusciamo a tradurre quella loro sapienza anche nel nostro linguaggio. Dovremo allora trovare il coraggio di sederci all’ombra dell’albe- ro che Dio stesso ha preparato per noi.Dio ci invita personalmen- te a trovar riparo all’ombra delle sue ali (Cfr.Sal 61,5).Egli è la roc- cia, alla cui ombra noi troviamo la quiete. Custoditi dall’ amore divino,noipossiamoaverelaforzadisopportarelanostraombrasenza prendere paura.L’ombra delle sue ali toglie ogni minaccia alla nostra ombra.Rifugiarsi in Dio,trovare in Dio dimora e pace,raggiungere in Dio la tranquillità è,anche oggi,in questa nostra epoca inquieta e frantumata,una promessa che vale la pena inseguire. Pregare è Pace 8
  10. 10. Preghiera Mi siedo all’ombra della tua misericordia, o Signore e attendo la quiete del cuore e la pace dello spirito.Tienimi stretta fra le tue braccia amorose e rivelami il tuo Volto nel fondo del mio intimo.Donami lo Spirito della quiete e della pace, perché impari ad ascoltare il mormorio dell’amore nel silenzio della preghiera.
  11. 11. ...fidarsi Pregare non è facile! Non è un semplice pronunziare una formu- la magica che tutto appiana e risolve. La preghiera è un’avventura misteriosa che nella Bibbia ha spesso la fisionomia di una fiduciosa lotta:pensiamo al celebre episodio della lotta di Giacobbe con Dio lungo le sponde del fiume Jabbok (Gn 32, 23 -33), che il profeta Osea interpreta come un simbolo della preghiera (12, 4-6). Pensiamo anche a quella strana frase usata da Paolo nella lettera ai Romani:Vi esorto, o fratelli, a combattere con me nella preghiera (15, 30).E in greco il verbo usato dall’Apostolo è quello dell’«agonia»,cioè del combattimento decisivo e supremo.Qualità indispensabile della pre- ghiera è,perciò,la fiducia anche nei momenti del silenzio di Dio,nel tempo dell’aridità,dell’oscurità e del dolore. Tale fiducia nella paternità di Dio è la radice della preghiera e ne stabilisce lo stile e l’atmosfera. Nel suo Diario, nella data del 6 gen- naio 1839, il grande filosofo e credente danese S. Kierkegaard scri- veva: «Padre celeste. quando il pensiero di te si sveglia nella nostra preghiera,fa’chenonsisveglicomeunuccellosbigottitoedisorientato Pregare è Pace 10 Preghiera Ti chiedo, Signore mio Dio, il dono della preghiera e dell’ascolto.Nell’umiltà del cuore tu vieni ad abitare per insegnarmi la perseveranza e la vigilanza orante.Fà che io cerchi sempre e in ogni evento, anche doloroso, la volontà del Padre e la docilità del bambino che si abbandona fra le braccia di sua madre.Donami costanza nella preghiera e fortezza nella prova.
  12. 12. Pregare è Pace 11 che svolazza qua e là,ma come un bambino che si desta col suo sor- riso celeste».Non per nulla il testo biblico che rappresenta in manie- ra più luminosa il rapporto orante tra Dio e l’uomo,il Salmo 131,usa come immagine quella di un bimbo svezzato in braccio a sua madre, a lei totalmente abbandonato. Nella parabola di Luca, al cap. 18,1-8 la vedova, che implora, è il modello della fiduciosa costanza che invoca,che spera,che attende. In lei si intravedono tutti i cittadini del Regno di Dio,cioè i poveri, gli afflitti,gli affamati,i perseguitati delle Beatitudini,coloro la cui unica fiducia è in Dio.Ed è per questo che la loro preghiera è senza sosta perchéalimentatadallasperanza.Perdiventarepersonecapacidiascol- to fiducioso,occorre una vigilanza orante,l’umiltà del cuore,la per- severanza fiduciosa,che porta in sé la certezza che l’agire divino è, sì,spesso misterioso,deciso a seguire percorsi che non sono i nostri, pensieri che non combaciano con i nostri,ma che l’approdo è nella luce e non nel baratro del nulla e del male. Il Signore Dio non farà aspettare a lungo i suoi fedeli,ma apparirà per rendere loro giustizia prontamente, o meglio all’improvviso. La preghiera allora è una costante attesa,nutrita di certezza e di amore,che trasforma la vita, la storia di chi vive nell’immenso orizzonte della divina volontà.
  13. 13. Pregare è Pace 12 Preghiera Davanti a Te, Signore della vita e Dio dell’Amore, apro tutta la mia esistenza, perché Tu la illumini con lo Spirito di Luce e la purifichi con il fuoco della Fedeltà.Ti lodo, Padre che mi hai creato, ti ringrazio Gesù che mi hai redento, ti amo Spirito che mi ridoni speranza e vita.Non allontanare mai, Signore, i tuoi occhi da questo mondo che sempre ti cerca, anche quando è lontano da te. ...abitareinDio Stare alla presenza di Dio significa accogliere l’Amore infinito che egli ha per noi,entrare in connivenza e in comunione con lui. In una parola,diventare suoi amici,avere intimità e confidenza con lui.Il NuovoTestamento dirà fin dove arriva questa comunione fra Dio e l’uomo poiché la SantissimaTrinità farà del cuore dell’uomo la sua dimora.Essere davanti a Dio è essere con lui e abitare in lui. La preghiera è la comunione attiva di una presenza, di una conni- venza e di un’intimità con Dio.È trovarsi davanti a Dio,essere uniti a Dio,restare in Dio con tutto il proprio essere:corpo,intelligenza, affettività,volontà e libertà. Pregare è esporre allo sguardo di Dio il profondo del nostro esse- re.Non importa che cosa diciamo,che cosa pensiamo o facciamo; dal momento in cui il nostro cuore si lascia penetrare dallo sguar- do di Dio,siamo in preghiera.È l’essere che conta davanti a Dio;il pensiero,la volontà e l’amore vengono dopo.La preghiera più per- fetta è quella in cui non diciamo nulla,ma stiamo davanti a Dio e lo contempliamo come si guarda un amico.
  14. 14. Pregare è Pace 13 Tutta la preghiera dei salmi vuole solo metterci di fronte a Dio. Noi possiamo esprimere i sentimenti più diversi:azione di grazie, gioia,lode,fiducia,dolore dei peccati,amore ecc.,ma tutti questi atteggiamenti nascono dalla chiara consapevolezza che Dio vede nel profondo del nostro cuore e ci ama. Ne deriva una preziosa regola per la preghiera,sia personale, sia comunitaria: prima di manifestare a Dio i nostri sentimenti, prima di parlare, impariamo a tacere e a stare davanti a lui con la coscienza del suo sguardo d’amore.Prima di ogni orazione occor- re aver cura di mettersi alla presenza di Dio.Lo sguardo di Dio è un riparo sicuro che fa nascere la speranza.Troviamo in lui il miglio- re rifugio perché ci è vicino:Ma tu, Signore, non stare lontano da me (Sal 21,20). Signore, mio Dio, in te mi rifugio (Sal 7,2). Non abbandonarmi, Signore, Dio mio, da me non stare lon- tano (Sal 37,22). Mentre lo sguardo dell’uomo ci inchioda e rischia di distrug- gere il nostro mistero,lo sguardo di Dio non ci mette a nudo,ma ci ripara:«Essere visto da lui non ci fa sentire abbandonati,bensì protetti dal più sicuro dei ripari» (Guardini).Per questo ci lascia- mo scrutare dal Suo Amore.
  15. 15. Pregare è Pace 14 Preghiera In questo silenzio, che mi avvolge e mi consola, attendo, Signore, una tua risposta di pace e la dolcezza della calma interiore, per poterti ascoltare come Mistero e Amore che salva. Fà che insieme al silenzio io viva ogni esperienza di solitudine senza paura, ma con la fiducia che tu sei in me e mi doni di gustare quanto è dolce e soave dimorare nelle profondità del tuo Cuore. ...silenzio È bene per l’uomo portare il giogo fin dalla giovinezza, sieda costui solitario e resti in silenzio.(Lam 3,27-28) Il silenzio è il mistero del secolo a venire.(Isacco il Siro) La pace perfetta del silenzio è madre della preghiera. (Giovanni Climaco) Non credere che sia sufficiente allontanarsi dagli uomini per esse- re nella solitudine,né ritirarsi nella propria stanza per essere in silen-
  16. 16. Pregare è Pace 15 zio.No,la solitudine nasce innanzitutto nel cuore e il silenzio comin- cia nella mente,non nella bocca.L’uomo che entra nella solitudine ha vuotato il proprio cuore di tutto: della felicità e della tristezza, della speranza e della disperazione,dell’amore e dell’odio;ha abban- donato ogni interesse e ogni riflessione,ha affidato tutto,consegnato tutto,come uno che s’appresta a entrare nella tomba. La sola cosa da fare nella solitudine è... non fare niente.Attendi Dio nella calma e non volerlo raggiungere con l’immaginazione,né attraverso considerazioni solo umane,solo così si genera lo slancio dell’anima verso la presenza di Dio:cioè la preghiera.
  17. 17. ...abbandonarsi Ci ritroviamo con una grande quantità di desideri contraddittori che spesso ci turbano e ci impediscono di sperimentare la serenità interiore.È la prova della dispersione,della mancanza di unità e della frattura interiore che ci divide.Siamo spinti in modo superficiale per ogni direzione e non capiamo dove stiamo andando. Gli antichi Padri sperimentarono in modo molto concreto la rinuncia sistematica a tutte le loro pretese,a tutti i loro desideri che sentivano nascere nel proprio intimo,come mezzo per far emerge- re in loro la Volontà di Dio e presentarla alla propria coscienza in tutta la sua chiarezza. È questa la via dell’obbedienza al volere divino.Essa è la via mae- stra per arrivare alla volontà di Dio.E i Padri fanno continuamente riferimento all’atteggiamento di Cristo nel Getsemani:Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu (Mc 14,36).La via dell’obbedien- za è la rinuncia al nostro volere,è una forma di morte e di purifica- zione che ci porta a coincidere con la volontà di Dio. Chi sa abbandonarsi a Dio in ogni cosa vive nella pace di Dio.In questa gioia interiore rende grazie e prega per tutta l’umanità. L’abbandono ci spinge a metterci nelle mani di Dio,sia nelle prove che ostacolano i nostri piani,sia nei momenti di felicità.Questo atteg- giamento di abbandono si applica anche alla nostra debolezza e ci invita a rallegrarci,poiché è attraverso la nostra miseria che si mani- festa la potenza di Dio.Non è un incoraggiamento alla passività,ma un atteggiamento di supplica,affinché Dio ci liberi e ci sollevi dalla nostra debolezza.Tutto questo è preghiera filiale e fiduciosa. Pregare è Pace 16 Preghiera Nelle tue mani, Signore è la mia storia.Nel tuo Cuore ogni tuo volere.Rendimi docile e capace di ascoltare il gemito dello Spirito, che mi spinge ad abbandonarmi soltanto a Te.
  18. 18. Pregare è Pace 18 ...darvocealloSpirito Mediante il battesimo,siamo stati immersi nella morte e nella risur- rezione di Cristo con il risultato che l’uomo vecchio è stato distrut- to e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo,che continua a rinnovarsi ad immagine del Risorto (Col 3 ,9-10).Ci è stato inoculato il virus tri- nitario.Il trapianto cardiaco è avvenuto con il battesimo,ma noi pas- siamo tutta la vita ad assimilare questo innesto di cuore nuovo,lot- tando contro ogni fenomeno di rigetto. L’orazione,l’Eucaristia,i sacramenti sono come il siero immuno- logico che facilita l’assimilazione del cuore nuovo. Se non riuscia- mo a pregare sempre,è proprio perché abbiamo un cuore di pietra o,secondo l’espressione di Paolo,un corpo votato alla morte (Rm 7,24).
  19. 19. Pregare è Pace 19 Preghiera Parla in me, Dio Trinità Santissima.Abita in me e apri un varco nel mio cuore indurito.Fa che la mia vita scorra in armonia con Te Padre, con Te Figlio Gesù, e in Te Spirito amore.Cambia questo mio cuore e rendilo tua dimora, Trinità Santissima. Ogni uomo deve dunque scoprire,prima o poi,che ha dentro di sé un cuore di pietra ed è lì che si nasconde la fonte della preghie- ra incessante.Troppo spesso ci sforziamo di attuarla dall’esterno e tentiamo di crearla mediante le parole, oppure la cerchiamo al di fuori o intorno a noi,o nei libri,quando invece nel nostro cuore alber- ga già il germe della preghiera. Bisogna imparare a lasciar parlare dentro di noi la vita trinitaria e dar voce ai germi dello Spirito imprigionato nel nostro cuore. Più cresciamonellacapacitàdellacontrizione,delpentimentocheèanche umiltà,più la preghiera diventa naturale e affiora nella nostra coscien- za,nella nostra mente,in modo quasi spontaneo e nel nostro vive- re quotidiano.Occorre lasciar parlare dentro di noi la vita divina e la preghiera sgorgherà da sola.L’essenziale è prendere contatto con questa corrente di vita trinitaria,aprirle un varco attraverso il cuore, affinché possa sfociare in preghiera pura.
  20. 20. ...supplica C’è una frase nella Genesi che riflette molto bene la perseveran- za con cui l’uomo eleva il suo grido a Dio fino a sfondargli i timpa- ni.La troviamo nella lotta di Giacobbe con l’angelo.A un dato momen- to,l’angelo del Signore gli dice:Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora (Gn 32,27). È Dio che supplica Giacobbe di lasciarlo anda- re,eGiacobbeglirisponderàconstraordinariaveemenza:Non ti lasce- rò, se non mi avrai benedetto! (Gn 32,27).Quando diciamo a Dio: «Non ti lascerò», abbiamo raggiunto il limitare del deserto che è in noi,là dove soltanto lui può unirsi sponsalmente a noi nell’amore. Così dice il Signore: Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovi- nezza,dell’amore al tempo del tuo fidanzamento,quando mi segui- vi nel deserto (Ger 2,2). LeparolediCristoinGiovannicirivelanounVoltonuovodelPadre: Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.Chiedete e otterre- te, perché la vostra gioia sia piena (Gv 16,24).L’uomo che prega si inginocchia e congiunge le mani come un bambino, con la pre- cisa consapevolezza che la sua supplica è quella di Gesù,il Figlio pre- diletto al quale il Padre non sa rifiutare nulla.Quando il Padre vede pregare uno dei suoi figli,è sedotto dalVolto del Figlio e ne è scon- volto fino nel profondo del cuore:In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi:il Padre stes- so vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio (Gv 16,26-27). Pregare è Pace 20 Preghiera Mi inginocchio davanti a Te, mio Signore.Congiungo le mani in fiducioso abbandono, e imploro senza interruzione quanto lo Spirito grida in me. Con amore di figlio attendo, umile, la tua Parola di luce e di vita.Rispondimi, Signore!
  21. 21. ...risveglio Il cristiano ha la preghiera nel cuore,ma non è consapevole della perla preziosa nascosta dentro di lui e lascia sonnecchiare le ener- gie dello Spirito. Egli dorme, come gli apostoli durante l’agonia di Gesù.Deve pertanto ritrovare la strada del suo cuore per ridestarlo e farlo respirare a pieno. Questo legame fra preghiera e risveglio è ben evidente nei gran- di mistici che sono attratti dalla preghiera notturna,non perché c’è più silenzio e pace,ma perché sono come delle sentinelle,ai confi- ni del tempo e dell’eternità, che attendono il ritorno del Maestro. Isacco il Siro dice che «quando lo Spirito Santo stabilisce la sua dimora nel cuore dell’uomo,questi non riesce più a smettere di pre- gare...sia che dorma sia che vegli,la preghiera non si separa mai dalla sua anima».E il Pellegrino Russo dirà:«Mi abituai così bene alla pre- ghiera del cuore che la praticavo senza posa e alla fine si compiva da sola senza alcuna attività da parte mia;nasceva nel mio spirito e nel mio cuore non solo allo stato di veglia,ma anche durante il sonno». Sia che si tratti della preghiera di Gesù,dell’Ave Maria o di qual- siasi altra formula,l’importante è che assuma lo stesso ritmo inces- sante del respiro.Alla fine va avanti da sola e può anche arrivare a scomparire per lasciare il posto alla preghiera del cuore. Pregare è Pace 22 Preghiera Risveglia il mio spirito,Signore. Apro il libro della mia esistenza davanti a te, Mio Dio. Gusto la tua dolce presenza e ascolto il mormorio dello Spirito che parla e ridesta il mio intimo.Donami di vivere nella costante ricerca del senso più profondo della vita e di saper discernere dove lo Spirito orienta il mio cammino.
  22. 22. Pregare è Pace 24 ...discesanelcuore Pregare è prima di tutto rendere grazie (Eucaristia) e ripetere incessantemente il nome di Gesù. Il Pellegrino Russo racconta:«La ventiquattresima domenica dopo la Trinità sono entrato in Chiesa per pregare mentre si recitava l’Ufficio; si leggeva l’Epistola dell’ Apostolo ai Tessalonicesi, in quel passo dove è detto:“Pregate incessantemente”.Quella paro- la penetrò profondamente nel mio spirito e mi chiesi come sareb- be stato possibile pregare senza posa dal momento che ognuno di noi deve occuparsi di tanti lavori per sostenere la propria vita». Dopodiché egli si mette in cammino e inizia il suo pellegrinaggio. Tutti i pellegrinaggi nel tempo e nello spazio hanno un unico scopo: farci trovare il luogo del cuore. Il pellegrino cerca qualcuno che possa dirgli una parola di vita. E incontra un vecchio perché sa che la vecchiaia è fatta per pregare.In Oriente tutti i monaci sono definiti vecchi,anche se hanno meno di venticinque anni.L’ideale è armonizzare tra loro le varie età della vita, i capelli bianchi del vecchio con lo sguardo puro dell’adolescente.
  23. 23. Pregare è Pace 25 Preghiera Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me.Invadi il mio cuore con la Tua Misericordia amica. Accompagna i miei giorni con la Tua dolce presenza.Donami di saper sempre pronunciare il Tuo Nome con le labbra della verità e la voce della pace. «Entrammo nella sua cella e lo staretz mi rivolse queste paro- le:“La preghiera di Gesù, interiore e costante, è l’invocazione continua e ininterrotta del nome di Gesù con le labbra, con il cuore e con l’intelligenza, nella certezza della sua presenza in ogni luogo, in ogni tempo, anche durante il sonno. Si esprime con queste parole: Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me. Chi si abitua a questa invocazione ne riceve una gran consolazio- ne e prova il bisogno di dire sempre questa preghiera;dopo un po’di tempo,non può più vivere senza ed essa scorre in lui come da sola”». È una forma di preghiera molto adatta all’uomo moderno,che dice di non avere tempo per pregare.In realtà,quando si comin- cia a praticarla anche solo per poco,si scopre che si ha molto più tempo di quanto non si pensasse,per esempio quello che uno impie- ga a salire le scale,a viaggiare in macchina. Un monaco della chiesa d’Oriente scriveva:«L’invocazione del nome di Gesù è alla portata degli adoratori più umili, eppure ci introduce ai misteri più profondi. Si adatta a qualsiasi circostan- za di tempo e di luogo:il lavoro nei campi e in fabbrica,in ufficio e in casa,è sempre compatibile con essa».
  24. 24. ...amare Amare non significa cominciare con un’abnegazione eroica,que- sta è una perfezione a cui si arriva solo alla fine.È prima di tutto sen- tirsi attratti, sedotti, avvinti, è avere scoperto la tenerezza di Dio. Il primo atto libero e meritorio che ci è chiesto è quello di cedere a questa forza di attrazione,lasciarci conquistare,lasciarci possedere, lasciarcifare.Èqualcosadimoltosemplicechescattanelnostrocuore, non sappiamo come e perché,e ci rende facile tutto il resto:Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero (Mt 11,30). Se non siamo stati attratti da questa tenerezza di Dio,compiremmo dei grandi sforzi che nascono poco dall’amore e molto dalla nostra volontà,per persuaderci che sappiamo amare e pregare.È necessa- rio che nel nostro cuore accada qualcosa, qualche cosa di insosti- tuibile:lo scoppio del nostro stesso cuore di pietra o la rottura del vaso d’argilla sotto la pressione incessante della preghiera, poiché l’amore di Cristo ci spinge (2 Cor 5,14), occorre affrettarsi e chie- dere questo dono senza mai disperare. È la chiamata alla conversione: la necessità di una reale meta- morfosi che sempre il Signore opera in coloro che chiama a vive- re nel deserto (Cf.Os 2,16).Il deserto ci insegna a pregare,cioè ad amare e a riconciliarci con Dio e con i fratelli.Questo è il vero mira- colo che lo Spirito opera in chi accetta di percorrere tutto lo spa- zio di deserto,necessario per la maturazione dell’amore. Pregare è Pace 26 Preghiera Convertimi, Signore, Dio della vita.Trasforma il mio cuore di pietra in cuore di carne. Spogliami della durezza che impedisce l’amore, della chiusura che mi allontana da Te e dai fratelli.Donami un cuore nuovo e uno spirito vigile, aperto alla tua gelosia divina.
  25. 25. Pregare è Pace 28 Preghiera Dall’alto di questo monte, dove la solitudine e il silenzio mi accompagnano ogni giorno, vedo la tua presenza misteriosa, o Dio, in tutto ciò che i miei occhi contemplano e il mio cuore offre in rendimento di grazie.Respiro la tua presenza amica nella bellezza del creato.Apro le braccia come i rami di qesti grandi alberi e intercedo per tutti gli uomini e le donne che cercano il tuo Volto.Mi ricordo di coloro che soffrono per la loro solitudine, per le sconfitte della vita e per il rumore assordante del mondo. ...meravigliarsi Quando la persona è armonica in se stessa, è come una fine- stra aperta che riceve l’aria dall’esterno.Quest’aria è invisibile,e solo il suo odore potrebbe personalizzarla; comunque, essa si fonde con quella che viene respirata dentro un’abitazione, al punto che è impossibile distinguerle.Così,quando l’uomo si mera- viglia di fronte allo splendore della natura, è abitato dalla bellez- za:la riceve come un“vaso di alabastro”che si riempie di un liqui- do prezioso,il cui profumo incanta e cancella momentaneamente i suoi crucci. Se non altro, l’angoscia si allenta cessando di inva- dere la memoria.A volte riemerge, dal nostro cuore, il passato e si presenta come una roccia che ci fa paura, per la sua durezza. Saliamo sul monte della rivelazione e del silenzio e lì ascoltiamo il sussurro delle sorgenti che forano la nostra memoria e ci invi-
  26. 26. Pregare è Pace 29 tano a desiderare l’acqua limpida della pace che scorre nel nostro intimo. Senza il mormorio delle sorgenti e dei torrenti,la montagna può sembrare troppo silenziosa;e tuttavia vi sono orecchie capaci di percepirne il canto,che affascina e trasporta.È simile a quel silen- zio che spesso invade il campo del nostro intimo e ci rende “muti”.È il tempo della“sobría ebbrezza”,espressione tanto cara agli antichi mistici che hanno assaporato la bellezza del silenzio e la sorpresa della solitudine.Tale ebbrezza ha come effetto di pro- vocare uno stato diverso,ma passeggero,nel quale vengono deci- frati i segreti nascosti agli sguardi della folla.Grazie al gioco delle nebbie e delle nubi sulle cime, l’accavallarsi dei vapori dà l’im- pressione di un oceano.Cosi tutto converge a suggerire una diver- sa lettura,capace di far sorgere un nuovo entusiasmo.È necessa- rio,però,che tu apra la porta del tuo cuore,senza temere che alcuno invada il campo della tua preziosa relazione con Dio.
  27. 27. ...pace Tutti desideriamo conoscere in che modo si può acquistare e con- servare la tranquillità.La pace del cuore non è comandare a noi stes- si di stare zitti,di tenere la bocca chiusa e di impedire la licenza delle Parole.Questo sarebbe anche semplice.La pace del cuore compor- ta che non si perda la serenità nel proprio intimo.La vera pazienza e tranquillità non si acquistano né si conservano senza una profon- dissima umiltà,e non si possono conservare battendo strade diver- se da quella dell’umiltà del cuore.L’umiltà è la conoscenza della veri- tà di sé,della propria miseria,delle passioni che ci attaccano,dei nostri lati oscuri.Soltanto chi è pronto ad affrontare la verità di sé è in grado di raggiungere la pace dell’anima.Non sono vie esterne,quali potreb- bero essere alcune tecniche e alcuni metodi,a portare l’uomo alla pace,ma è solamente l’humilitas,cioè il coraggio di scendere nel pro- prio intimo e di accettare la propria terrenità (humus) e la propria umanità. La condizione della tranquillità interiore appare proprio in situa- zioni che,viste da fuori,descrivono l’opposto,quando per esempio la persona viene oltraggiata e messa alla prova da un difficile rap- portocolprossimo.Tuttipossonoraggiungerelapacedelcuore,anche coloro che sono immersi nel frastuono del mondo,a motivo del lavo- ro e del loro posto nella società.Per loro le provocazioni della vita quotidiana sono uno strumento per entrare nel proprio intimo e tro- varvi la pace interiore. Si narra la storia della ricca signora discendente da un’illustre fami- glia. Questa donna, che voleva servire Cristo restando nel mondo, chiese al suo vescovo di affidarle una vedova a cui servire.Dapprima il vescovo le assegnò una vedova mite;quando però la donna tornò dal vescovo a lagnarsi perché era troppo facile servire questa vedo- va,ilvescovofececercareunavedovalitigiosa.Quest’ultimanonlascia- va passare occasione per ingiuriare la ricca signora,la quale tuttavia ringraziò il vescovo per averle procurato una degnissima maestra di pazienza.Gli insulti avevano avuto su di lei l’effetto dell’olio col quale ogni giorno,in palestra,vengono preparati i lottatori per le gare:in Pregare è Pace 30
  28. 28. Pregare è Pace 31 Preghiera La pace, Signore, è il dono che Tu non fai mai mancare a chi ti cerca e sa sostare nella tranquillità della preghiera e dell’ascolto.Donami l’umiltà del cuore, la sincerità della vita, la verità dell’amore, perché il mio sguardo sia sempre rivolto verso di Te, che sei purezza e luce.Che io sappia accettare di morire ad ogni esperienza di peccato, per poter entrare ogni giorno più nella dimensione della luce e della pace. questa maniera la signora era giunta finalmente alla somma pazien- za dell’animo. Ci può apparire un po’strano che si debba trovare la pace del cuore grazie proprio a rapporti conflittuali col prossimo.Molte persone si lamentano dicendo che si immergerebbero ben volentieri nella tran- quillità della preghiera,ma che vengono disturbate dalla gente.I con- flitti terrebbero lontani dalla preghiera: appena ci si applica alla meditazione,affiorano i conflitti e questi impedirebbero la medita- zione,non consentirebbero di trovare tranquillità.La strada,invece, che conduce alla pace del cuore è un combattimento simile all’al- lenamentoquotidianodellottatore.Sonoproprioirapportidifficoltosi col prossimo a togliere l’illusione che la pace del cuore sia solo un sentirsi bene,sia solo una gradevole tranquillità in una quieta atmo- sfera.La pace del cuore è invece uno stato interiore.Se le offese non mi colpiscono più,ho veramente trovato la mia pace in Dio.E pro- prio le offese subite quotidianamente mi costringono a rientrare in me stesso, riposandomi lì dove nessuno più mi può colpire, nel luogo interiore del silenzio in cui abita unicamente Dio e al quale la gente di fuori non ha accesso.
  29. 29. ...stabilitàinteriore Oggi più che mai abbiamo numerose possibilità di fuga.Basta che ci sediamo in macchina e che andiamo in qualche altro luogo. Oppure che ci sediamo davanti al televisore,ad un computer e,pur rimanendo tra le quattro mura domestiche,siamo subito trasporta- ti lontano da noi stessi. Già Pascal si è lamentato del fatto che più nessuno resta con se stesso nella propria camera:in questa situazione egli vedeva la più grande disgrazia della sua epoca.Che cosa direb- be oggi Pascal,visto che le attuali possibilità di fuga sono molto mag- giori rispetto a quelle del XVII secolo? Fermarsi, non allontanarsi, star lì senza neanche leggere un libro, non è cosa tanto facile. Potremmo allora pensare che forse dovremmo sfruttare il tempo per studiare qualcosa,o che dovremmo sbrigare faccende che abbiamo lasciato in disparte da un pezzo. Una via importante per giungere a godere la pace ci viene indi- cata dalla tradizione monastica,ed è quella del restare nella propria cella. Gli eremiti che stavano nella loro cella a lavorare provavano spesso la tentazione di scappar via dalla loro solitudine e rendersi utili nel mondo.Lì avrebbero potuto assistere i malati,aiutare i pove- ri e,così facendo,avrebbero adempiuto il comandamento di Gesù. La loro vita scorreva invece nel deserto senza che altri ne avessero notizia.E questo non era forse assurdo? Imonaciconosconoquestipensierichelivorrebberospingerefuori dalla cella,ma il loro consiglio è sempre eguale:«Va’nella tua cella e siediti,e la cella ti insegnerà ogni cosa» (Antonio il Grande).Nella mia cella non devo assolutamente essere devoto.Non devo né pre- gare né digiunare.Ma non posso buttare fuori dalle pareti della cella il mio corpo,come afferma un detto degli eremiti.Se resto col mio corpo nella cella,anche i miei pensieri tornano in ordine.Incontrerò allora la mia verità,la quale,all’inizio,non sarà molto gradita.Se non scappo via subito,ma resisto e osservo i miei pensieri dinanzi a Dio, questi perdono il loro potere su di me e subito si volatilizzeranno e si acquieteranno.La stabilitas esteriore,cioè il restare col corpo,pro- duce gradualmente stabilità interiore,saldezza interiore e pace. Pregare è Pace 32
  30. 30. Restare nella propria cella può anche significare per noi che intenzionalmente non facciamo proprio nulla,che ci limitiamo a stare lì e a osservarci dinanzi a Dio.Che cosa affiora in me? Che cosa vera- mente mi tiene occupato? Che cosa mi muove interiormente? Forse provo rabbia o angoscia o scontentezza.I monaci paragonano que- sto loro agire a quello del pescatore, che sta seduto pacifico sulla riva ad aspettare che un pesce abbocchi.Allora lo cattura e lo pone perterra.Allostessomodo,ognunodinoidevesedereevegliaredinan- zi al mare del proprio cuore,attendendo che vengano a galla i pesci dei propri pensieri e delle proprie emozioni.Allora possiamo pren- derli e buttarli via. Chi nella quiete osserva l’acqua del suo cuore, non prende sol- tanto i pesci che vengono in superficie:può osservare anche se stes- so come in uno specchio.Lo spiegò bene un eremita ai suoi visita- tori che lo volevano provocare dicendo che il suo rimanere nella solitudine non giovava proprio a nulla e a nessuno.L’eremita li con- dusse al pozzo,vi gettò dentro un sasso e invitò i suoi visitatori ad osservare;questi videro solamente delle piccole onde.Allora li fece attendere finché tutto non fosse tornato tranquillo e,a quel punto, i visitatori si videro riflessi come in uno specchio. Soltanto chi ha il coraggio di non fuggire e,nel silenzio,ha la forza di guardare nello specchio della sua anima e di sostenere la sua veri- tà dinanzi a Dio,trova la via verso la vera pace. Pregare è Pace 34 Preghiera Insegnami, Signore, l’arte del dimorare in Te.Donami di saper vivere nella più pura gratuità il tempo che mi dai.Donami di restare immobile ai tuoi piedi ad ascoltare Te e di non fuggire lontano da me stesso.Donami di amare il silenzio che mi fa scendere nel più profondo della mia interiorità e lì ritrovare la tua chiamata a vivere l’amore e l’amicizia.
  31. 31. ...dissetarsi Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente:quan- do verrò e vedrò il volto di Dio (Sal 42, 2-3)? In un silenzio assoluto,il silenzio del deserto,il poeta del Salmo 42 (43) sente all’improvviso il grido della cerva assetata.In questo anelito e lamento vede riflessa la sua interiorità,percorsa da un’an- sia istintiva e primordiale,da una tensione e da un desiderio vitale verso Dio:acqua,vita,gioia,speranza,freschezza e meta ultima del- l’essere. Anche il Salmo 63,“un canto dell’amore mistico”secondo la defi- nizione di un commentatore,è la celebrazione di questa sete insop- primibile di Dio,forte ancor più di quella fisica:Dio, Dio mio, dal- l’alba io desidero te solo, di te la mia anima (o gola) ha sete, la mia carne a te è protesa come terra arida, assetata, senz’acqua. Così nel santuario vorrei contemplarti e vedere la tua potenza e la tua gloria.Perché il tuo amore è più dolce della vita (vv.2-4). Verranno giorni - si legge inAmos (8,11) - in cui manderò nel paese non sete d’acqua ma di ascoltare la parola del Signore. S. Pregare è Pace 36
  32. 32. Teresa d’Avila scriveva:«La sete esprime il desiderio di una cosa,ma un desiderio talmente intenso che ne moriamo se ne restiamo privi». Queste invocazioni o brame interiori,salgono dal cuore di chi ha veramente sete,in un paesaggio esteriore (il deserto) e interiore (il vuoto che si sperimenta quando si è senza Dio)! Queste due situa- zioni sono indissolubilmente connesse nella esperienza umana e spi- rituale di chi ascolta il grido della propria sete.Come la terra è morta senza la pioggia e come con le screpolature della sua superficie sem- bra essere una bocca riarsa e assetata,così il credente ha bisogno di Dio e della sua parola per essere vivo e per esistere.E Dio è appun- to l’acqua che disseta,ricrea,feconda il deserto della nostra coscien- za quando è inaridita dal peccato,dalla freddezza,dalla solitudine. Con le stesse parole un altro testo del Salterio dichiara: Verso te, Signore, protendo le mie mani, la mia anima è davanti a te come terra riarsa (Sal.143, 6).Uno dei padri della Chiesa,S.Gregorio di Nazianzo,esclamava:«Dio ha sete che si abbia sete di lui».Senza Dio la vita è solitudine ed angoscia,è vuoto e deserto,in altre parole è morte.Stupende sono le parole di un anonimo autore giudaico del I sec.a.C.:«Venite voi tutti che avete sete,prendete la bevanda che disseta.Riposate presso la sorgente del Signore,bella e pura,essa placa l’anima.Le sue acque sono più soavi del miele perché sgorgano dalle labbra del Signore.Beati coloro che hanno bevuto e hanno placato la loro sete!».In questa sete si innesta la preghiera,l’invocazione di colui che porge le sue labbra alla sorgente della Vita e mormora il suo grazie con amore infinito verso Colui che si fa acqua sorgiva nel colmo dell’aridità del deserto della vita. Pregare è Pace 37 Preghiera Ha sete di Te, Signore la mia anima.Ha sete di felicità, di riposo e di giustizia.Fà scorrere lungo il fiume della mia esistenza l’acqua sorgiva, che risana la situazione stagnante della vita.Irrora il mio intimo di luce e di amore, perché possa, a mia volta, essere sorgente di speranza per chiunque mi avvicina.
  33. 33. ...costanza Gesù termina la parabola del seminatore con la parola chiave “costanza”: quella che, pronunciata per ultima, incide sullo spirito degli uditori:Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che,aven- do ricevuto la parola con cuore nobile e generoso, la custodisco- no e producono frutti con la loro costanza(Lc 8,15); e Luca ripor- ta un’altra frase del Signore:traditi dai congiunti,odiati da tutti,messi anche a morte,voi salverete le vostre vite con la vostra costanza (Lc 21,19).Così,fin dall’inizio,nella prima di tutte le parabole,il disce- polo è avvertito;e ciò gli viene ricordato nella descrizione delle prove che dovrà sostenere.Non c’è quindi da stupirsi che Paolo,l’aposto- lo per eccellenza,viva e trascriva senza tregua questa realtà. Di questa costanza,così alta e così essenziale,Paolo fa una virtù quasi teologale,poiché ogni volta che la ricorda l’associa strettamente ora alla fede ora alla carità:aiTessalonicesi dice che è fiero della loro costanza e della loro fede in tutte le persecuzioni e tribolazioni (2Ts 1,4), e aTimoteo raccomanda di seguire lui,Paolo,nel suo inse- gnamento e nella sua condotta,nella mia fede, nella mia pazien- za, nella mia carità, nella mia costanza nelle persecuzioni e nelle sofferenze...(2Tm 3, 10).Non l’aveva già solennemente scongiura- to,questoTimoteo,“suo vero figlio nella fede”,nella precedente let- tera:Quanto a te, uomo di Dio ...persegui la giustizia, la pietà, la fede, la carità, la costanza, la mansuetudine (1Tm 6, 11). Essa è, agli occhi di Paolo,una forza che partecipa al dinamismo stesso di Dio:Animati da una potente energia con il vigore della sua glo- ria, voi acquisterete una perfetta costanza e pazienza (Col 1, 11). È detto tutto in questa frase:la gloria di Dio sono le sue opere,e una delle più vigorose consiste nel far passare in noi la sua forza poten- te.Ma questa acquisizione non si realizza senza la nostra partecipa- zione;si conquista,ed è una vera lotta.Si pensi alle parole dette da Dio stesso a Giosuè quando questi è invitato a entrare nella terra pro- messa:Sii forte e coraggioso, poiché tu stai per mettere questo popo- lo in possesso della terra ch’io ho giurato ai suoi padri di dargli; soltanto sii forte e coraggioso (Gs 1,6). Pregare è Pace 38
  34. 34. Pregare è Pace 39 Preghiera Tu, Signore, mi chiami ad essere perseverante nella prova e nel buio della vita.Mi chiami ad essere costante nell’amore e fedele agli impegni che ho assunto nella mia vita.Mi chiami a non fuggire nelle sconfitte, ma a cercare un senso a tutto ciò che avviene.Donami la fede che mi rende capace di far ruotare tutta la mia vita attorno alla promessa della Tua Fedeltà.Risveglia in me il coraggio e il desiderio di correre verso la santità della vita. Solo Dio dà la vittoria,ma noi dobbiamo resistere nella lotta.E resi- stere fino in fondo...Perciò la costanza è per Paolo una delle quali- tà degli anziani:Gli anziani siano sobri, dignitosi, ponderati, forti nella fede, nella carità e nella costanza (Tt 2,2). I grandi com- mentatori fanno notare che se le prime tre sono qualità naturali delle persone anziane,la fede,la carità e la costanza sono loro più diffici- li:le delusioni intaccano la vivacità della fede,la tristezza non favo- risce il contatto con gli altri,le miserie proprie dell’età rendono dif- ficile la pazienza.Tito sappia dunque educare i cristiani più anziani, affinché possano arrivare perfettamente alla fine della loro corsa. La nostra tentazione (e molto prima di entrare nell’età avanzata) è di interrompere il combattimento,logorato da troppe prove inat- tese.Occorre esercitarsi giorno dopo giorno ad una fedeltà a tutta prova,perché le difficoltà e le cadute non ci colgano nella debolezza e nella negligenza.
  35. 35. ...semplicità Se volete attirare a voi il Signore, andate da Lui come i discepoli dal maestro, con grande semplicità, aperta- mente, onestamente, senza ambiguità, senza inutile curiosità.Dio è semplice e privo di complicazioni e vuole che le anime che vanno a Lui siano semplici e pure.La semplicità infatti non potrà mai essere separata dall’u- miltà. (Giovanni Climaco). Sull’esempio del nostro Maestro Interiore possiamo eliminare dalla vita quotidiana tutto ciò che non è essenziale e vivere in tota- le dipendenza da Dio. La semplicità orienta il nostro cuore e la nostra mente verso Dio, poiché in Lui soltanto possono ricomporsi e integrarsi le nostre indi- scutibili complessità. Oggi, più che mai, avvertiamo l’urgenza di scoprire il segreto della felicità,conducendo una vita senza affanni e senza primati,ma nella semplicità quotidiana.Solo in essa la nostra preghiera diventa filiale abbandono,certezza di essere esauditi,e gioia interiore. Molti Salmi ci aiutano a mantenere il cuore libero per il Signore: Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre come un bimbo è l’anima mia. Spero in te Signore ora e sempre (Sal 130) Pregare è Pace 40
  36. 36. Preghiera Signore, insegnami a deporre nel tuo cuore adorabile ogni mio affanno, perché libero da tutte le preoccupazioni e agitazioni interiori io possa sentirmi abbracciato dalla tua misericordia e dalla paternità del Padre.Rendimi semplice e trasparente nel cuore, nella mente e nel corpo.
  37. 37. Pregare è Pace 42 ...meditare Meditare è mormorare come la tortora, lasciare in te quel canto che viene dal cuore, così come hai imparato a lasciar sali- re in te il profumo che viene dal fiore… Meditare è respirare cantando. È ripetere incessantemente:“Kyrie eleison…”, che vuol dire: «Signore pietà, Signore, manda il tuo Spirito, che la tua tenerez- za sia su di me e su tutti, che il tuo nome sia benedetto! Non impa- dronirti del significato di questa invocazione, esso ti si rivelerà da sé»(Esicasmo). Pregare è lasciare allo Spirito tutto lo spazio e il tempo per per- mettere alla Parola di incarnarsi nella nostra vita.Pregare allora vuol
  38. 38. dire:assimilare,ruminare,gustare la presenza amica di Colui che cer- chi con ansia,ma che ti abita e attende da te soltanto la calma e la pace del cuore. Pregare è Pace 43 Preghiera Vieni, Spirito di sapienza, insegnami ad accogliere la Parola e la luce che essa sprigiona per me e in me.Vieni e purifica la mia mente, riscalda il mio cuore, disseta la mia sete di felicità.Vieni, Spirito d’amore e di saggezza.Vieni e rendimi amante di tutta la Volontà del Padre.
  39. 39. ...vigilare La delicatezza di rapporto che la persona spirituale stabilisce con Dio,echeèfruttodiuncuorevigilante,allargaulteriormenteledimen- sioni della risposta che essa è chiamata a dare al suo Signore. Questa risposta si concretizza nell’attenzione che la persona stes- sa pone alle esigenze del Regno e in una più profonda capacità di incarnarsi nella storia;anche negli eventi più contraddittori della real- tà umana. Come una civetta che,dotata di una straordinaria capacità visiva, riesce nel buio a scorgere anche i dettagli dell’ambiente che la cir- conda,così il vigilante è capace di scoprire ovunque le tracce di Dio e intuire le misteriose direzioni del suo piano di salvezza.Questo è possibile solo perché,mentre egli veglia,tiene il cuore attento alle venute delVerbo;la sua attenzione è simile a quella di una sposa che brama l’incontro amoroso con il suo sposo.E con la stessa passio- ne d’amore della sposa,l’anima vigilante ripete ogni giorno:“Vieni Signore Gesù”.Con questa invocazione,essa esprime la certezza della presenza amorosa e benedicente di Dio nella storia dell’umanità,sem- pre trafitta e bisognosa di guarigione.Nessuna situazione nuova,posi- tiva o negativa,troverà sprovvisto il cuore di colui o colei che vigi- la,ascolta e attende. E tutte le relazioni umane che si troverà a vivere,familiari,comu- nitarie o sociali acquisteranno il tono delicato dell’accoglienza con- tinua e del rispetto profondo,poiché egli usa nei confronti degli altri, la stessa delicatezza che Dio usa nei suoi.Colui o colei che si lascia ferire dall’Amore di Dio,non smette di intercedere per tutti coloro che invocano guarigione,felicità e comunione.La preghiera allora acquista il valore e la forza del filo rosso del Sangue di Cristo, che libera,ricrea e lega tutti gli amanti della vita,in un’unica cordata verso la vetta della santità. Pregare è Pace 44
  40. 40. Preghiera Sangue Prezioso di Cristo, scorri ancora lungo i solchi di questa umanità malata, lava le colpe, rivesti la nostra nudità, lenisci il dolore di ogni ferita che sanguina.Lega, Sangue Divino, i nostri cuori in una rinnovata amicizia con il Dio della Vita, in perenne alleanza d’amore.
  41. 41. ...discernere Il discernimento spirituale è un dono,che allena ad una crescente sensibilità,capace di percepire l’invisibile nel visibile,l’azione di Dio negli avvenimenti della vita.È una costante percezione del mormorio dello Spirito che grida in noi“Abba, Padre”,e un riconoscere la pul- sione interiore di quello stesso Spirito che invita dolcemente a sce- gliere ciò che per noi è costruttivo e secondo la volontà di Dio.È il nostro cuore, in stato di veglia, a spiare, a scrutare lungamente, ad ascoltare e a captare l’azione interiore dello Spirito santo,che prega in noi,che invita a compiere l’opera del Padre. Nella psicologia dell’uomo nuovo questa capacità di captare l’a- zione misteriosa dello Spirito è, in un certo senso, più importante dei doni della preghiera o dell’impegno apostolico. Nulla di più sterile,e al limite di più rischioso,che pretendere di darsi alla preghiera,o credersi inviati a testimoniare,per quanto sia grande la generosità che si ostenta in tale missione,se si è perso il contatto interiore con lo Spirito,se si è incapaci di lasciarlo emer- gere in sé e di percepirlo. Ogni vita cristiana autentica sarebbe in questo caso compromessa. Per mantenere desto il cuore nella comprensione e nell’ascolto della volontà di Dio,è necessario un costante esame di coscienza. Esso è quel momento di silenzio interiore,di deserto ritrovato,che permette di“auscultare”il cuore in stato di veglia, mentre registra fedelmente l’invito divino della grazia, i movimenti dello Spirito Santo dentro di sé,per regolare su di essi tutto l’agire umano.Non è differente dalla preghiera che,essa pure,ha bisogno dell’orecchio interiore per mettersi all’unisono con i gemiti dello Spirito.Il cristiano contemplativo (il monaco) e il cristiano immerso nel mondo s’in- contrano in questo ascolto e in questo sguardo interiore,in questa sensibilità nuova dell’uomo nuovo,che la tradizione chiama la diá- krisis o discretio: il discernimento spirituale. È la condizione indi- spensabile perché il credente - sia che preghi,che lodi Dio o che gli renda testimonianza nella vita di lavoro e di famiglia - rimanga inne- stato sull’agire stesso di Dio. Pregare è Pace 46
  42. 42. Il discernimento spirituale presuppone l’allenamento alla vita spirituale,dotata di un orecchio il cui timpano vibra all’unisono con il minimo mormorio dello Spirito,e dotata anche di uno sguardo in grado di percepire i primi barlumi della presenza del Signore.Questo dono interiore è il tesoro nascosto di ogni cristiano seriamente impe- gnato alla costruzione di un mondo nuovo,obbediente allo Spirito della bellezza e della pace.È,infine,ciò che di più prezioso può inse- gnare la Chiesa di oggi al cristiano immerso nella cultura frammen- tata e carica di paure:una cultura bisognosa di persone riconciliate e rappacificate interiormente e capaci di scrutare l’agire di Dio nella storia. Pregare è Pace 47 Preghiera Nella inquietudine di una esistenza a volte troppo frammentata e appesantita da tutto ciò che non è essenziale, donami, Signore, lo Spirito di discernimento, perché faccia scelte costruttive e audaci.Imprimi nel mio cuore una sete ardente di verità, perché i miei occhi vedano ciò che è vero e giusto davanti a Te.Donami un cuore in ascolto, capace di udire il mormorio dello Spirito che prega in me.
  43. 43. Paceè...
  44. 44. ...riuscire Santa Maria de Mattias I santi sono uomini e donne che hanno conosciuto la pace del cuore,attraverso un’intensa vita di preghiera e ci hanno lasciato la testimonianza della loro riuscita in Dio.Santa Maria De Mattias è una di loro. La proclamazione della sua santità,avvenuta in piazza san Pietro il 18 maggio 2003,da Giovanni Paolo II,risveglia nel nostro cuore il desiderio ardente di percorrere tutto il tratto della nostra esistenza terrena con la sua stessa fedeltà al disegno di Dio. In questo anno 2005 ricorre il bicentenario della sua nascita (4 febbraio 1805).Le lettere autobiografiche,scritte da Maria al diret- tore spirituale don Giovanni Merlini,testimoniano l’ardente ricerca di una giovane che non svende la sua esistenza in futili progetti di vita,ma vuole scalare la vetta del senso più pieno e più alto del suo donarsi al Signore,per collaborare con Lui all’opera di salvezza del mondo intero.Ella annota,in queste lettere,i momenti fondamen- tali del suo ininterrotto dialogo con la Vergine Santa e con Gesù Crocifisso.La preghiera,che apprende direttamente dal suo Signore, le permette di sperimentare la pace profonda e duratura della scel- ta di vita,che lo Spirito va maturando nel suo intimo. Maria De Mattias nasce aVallecorsa (FR) il 4 febbraio 1805; fonda l’Istituto delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo in Acuto (Frosinone) il 4 marzo 1834. Ha 29 anni! Dopo aver speso la sua vita per l’annuncio dell’Amore di Gesù Crocifisso e della forza redentrice del Suo Sangue prezioso, muore a Roma il 20 agosto 1866. Sul letto di morte, al tramonto della sua esi- stenza terrena, Maria consegna se stessa allo Sposo Gesù Crocifisso e al mondo intero, ripe- tendo con flebile voce:“Crux ave, spesa mea”, invocazionespontanea,impressanelsuocuore, come risposta d’amore alla gelosia divina. Pregare è Pace 49
  45. 45. Affezionedicuore Verso i 15 anni iniziai ad imitare le altre giovani nell’acconciatu- ra dei capelli,nella vanità delle collane,degli abiti,ecc.Insomma tutto ciò che vedevo nelle mie coetanee,mi sembrava lecito,allo scopo di far bella figura.Non avevo scrupoli;e non credevo opportuno con- fessare queste cose, perché non le ritenevo peccato. Ho trascorso un paio d’anni con il gusto di questo modo di apparire. Ma nonostante le vanità, non desideravo sposarmi.Avvertivo in me una crescente riservatezza e il bisogno di un profondo rispetto come donna.Il Signore già mi guidava a scegliere ciò che era bello e buono per una giovane della mia età.E lottavo dentro di me,per- ché avvertivo il contrasto tra le provocazioni del mondo e la deli- catezza del mio intimo. In questa battaglia interiore mi sentivo sola.[…] Passavo molto tempo davanti allo specchio ad acconciarmi i capelli. Nella mia camera,appesa al muro,vi era una bella immagine di Maria Santissima. Spesso voltavo l’occhio verso di essa e mi sentivo dire:“Vieni a me”. E io rispondevo:“Madonna mia,aiutami”,e la salutavo con l’Ave Maria. Cominciai a prendere gusto nel visitare quella cara immagine e spesso andavo a trattenermi ai suoi piedi,lasciando lo specchio.Ma ancora volevo continuare la ricerca di me stessa. Iniziai pian piano ad avvertire una certa“affezione interiore”a que- sta cara immagine;non potevo stare senza di essa.Quando la lascia- vo,mi restava nel cuore tanto vivamente da non vedere l’ora di riaver- la davanti. Pregare è Pace 50
  46. 46. Bisognodiluce Gustavo molto i discorsi spirituali di mio padre; gli domandavo come dovevo pregare la Madonna e lui mi diceva:“Di così:Maria SS., dammi luce”. Mi diceva ancora:“La preghiera deve essere fatta con tutto il cuore”. Allora io andavo davanti all’immagine della Madonna e ripetevo molte volte le parole che lui mi aveva insegnato.Non ero però mai contenta, perché non mi sembrava di pronunciarle con tutto il cuore,come mi era stato suggerito. Io mi sforzavo a porre mente e cuore in ciò che ripetevo,fino a quando, per un certo periodo di tempo, non fu la Vergine stessa a darmi istruzioni.Tutto avvenne nel segreto del cuore. Pregare è Pace 51
  47. 47. Umanadebolezza Rivolta alla Madre Santissima dicevo:“Maria,aiutami.Fammi arde- re dell’amore di Gesù e dell’amore per te.Dimmi che devo fare per piacere a tuo Figlio”. E Lei, mostrandomi il Calvario e la Croce, mi invitava a salire.Tutta tremante dicevo:“O Dio,sono troppo debole, non ce la faccio”. La difficoltà più grande per me era quella di dover fare a meno anche dei piaceri leciti e di apparire strana agli occhi del mondo; volevo,quindi,nascondere tutto nel segreto del cuore.Quante lacri- me versavo per questa tensione interiore! La cara Madre Maria SS.ma mi confortava dicendo:“Non temere,ti aiuterò”. Un giorno (e non mi inganno),“sentii portarmi come legger- mente e posarmi su certe braccia sicure”. Scrivo queste cose non senza lacrime di gioia,perché fu un’esperienza che mi rimase molto impressa,provandone una pace,che non so spiegare con le parole. In quel momento ricordo di aver fatto una totale offerta a Dio con un perfetto abbandono alla volontà divina,che,in quella esperien- za,avvertivo esigente e irrevocabile.Sentii il mio cuore cambiato e pieno di coraggio. Martiriointeriore Nel mio comportamento esteriore acquistai una certa serietà e nel fondo del cuore una forza che non so spiegare;non ero però mai completamente libera dai contrasti interiori.Non avevo ancora un direttore spirituale e per custodire il cuore non parlavo a nessuno di quello che vivevo dentro;mi confessavo in pochi minuti e poi face- voritornoalmioritirointeriore.Eragiàvenutoilvenerabile(S.Gaspare dl Bufalo) per la missione e perciò frequentavo di più i sacramenti, ma nel modo breve come ho detto.Iniziò allora una costante lotta interiore,perché mi sembrava impossibile poter continuare a vive- re in quel modo,anche se mi ci sentivo fortemente attratta. Non è possibile esprimere a parole il martirio del mio cuore.Non bramavo più nessuna cosa sensibile e umana,neppure spirituale,per timore che mi attaccassi a queste realtà. Pregare è Pace 52
  48. 48. Subracciasicure Ero verso la fine dei miei 17 anni di età. Non avevo ancora una direzione spirituale;mi pareva di fare tutto malissimo e di offendere Dio. Che pena avevo dentro! Mi venne una grandissima malinconia, fino a ridurmi ad uno stato pietoso. Raddoppiavo le preghiere e non potendo eliminare la lotta che avevo dentro,restavo immobile con gli occhi rivolti al Crocifisso e alla sua cara Madre,ripetendo:“ Gesù caro,vieni a me,non guarda- re ai miei peccati;Tu mi hai condotto ai tuoi piedi santissimi,mi dai forza per pronunciare il Tuo Santissimo Nome e quello della tua Santissima Madre:che segno è questo? È segno cheTu mi vuoi salva.” Restavo abbandonata come su sicure braccia e scoppiavo in un pianto dirotto.L’anima restava come addormentata e il cuore si dila- tava nella sicura speranza,tutta appoggiata in Dio Salvatore. Provavo nel fondo del cuore una pace inalterabile,unita ad una grande tranquillità. ProfondosilenzioMi capitò tra le mani un libro che parlava dell’anima desolata e lo presi come una lettera inviata a me dal paradiso.Mi consolò interiormente.Il tentatore non smetteva di spaventarmi,ma non lo ascoltavo più di tanto:iniziavo a fidarmi totalmente del mio Dio. Così iniziavo ad avvertire nel cuore una grandissima pena per la perdita di tante anime;avrei voluto dare il sangue e la vita per loro. Mi struggevo di lacrime, perché bramavo la salvezza del mondo intero. Volevo nascondermi e ritirarmi come “l’ultima suora”in un monastero e… quante lacrime!. Un giorno, come addormentata, ebbi una visione che non so spiegare: c’era uno stuolo di monache che poi ho riconosciuto tra le mie compagne e sentii dirmi che quella era la mia comuni- tà;mi pareva di stare con loro in un coro ben ordinato;tutte pro- tese in Dio. Io piangevo perché mi sembrava di non esserne degna;non ricordo i particolari.Questa visione mi è rimasta molto Pregare è Pace 54
  49. 49. impressa.Le monache erano poste in un grado più alto e io in ginoc- chio ai loro piedi piangevo e dicevo:“Gesù mio, fammi degna di stare con loro”. Infatti in quel periodo della mia vita, la preghiera aveva que- sta caratteristica: mi mettevo in ginocchio e rimanevo per un tempo in silenzio; poi, raccolta e rapita alla vista dell’Amore Crocifisso, mi scioglievo in lacrime. Le tentazioni non mi lascia- vano in pace,ma riuscivo a vincerle perché mi sentivo come fossi in seno alla Maria SS.ma. * Racconto tratto dalla lettera autobiografica di Maria De Mattias, scritta al suo direttore spirituale Don Giovanni Merlini. (Lettera n.448, Lettere di Maria De Mattias, vol.II). Abbi pietà di meLa mattina mi alzo molto presto, prima delle mie sorelle, e mi metto in preghiera.In queste due ore circa resto ai piedi di Gesù Cristo,come il povero delVangelo.Il più delle volte mi ritrovo quasi immediatamente in un profondo raccoglimento con sentimenti di dolore per i miei peccati e per i peccati del mondo intero. Quando,invece,il mio spirito è turbato da distrazioni e preoccu- pazioni terrene, resto immobile con le mani e le braccia aperte, fisso il mio sguardo sul mio Signore e ripeto:Miserere mei Filii David! Mi ritrovo così, per pura grazia, in dirotto pianto, sospirando: «Signore, sto qui ai tuoi piedi e spero in Te, anche se tu dovessi cacciarmi,io avrò sempre speranza inTe che sei il mio salvatore». Non so cosa accade nel mio cuore,in questi momenti;avverto solo una immensa pace e tanto coraggio,che ritrovo in me nei tempi di prova e di urgenti preoccupazioni (lett.24). Dilatami il cuoreMi sento penetrare il cuore da una ardente brama di amare assai Gesù.Lui amorosamente mi va rivelando i tratti amorosi della Sua Bontà in me e mi accende il desiderio di vivere solo per Lui… Ho Pregare è Pace 56
  50. 50. allargato il mio cuore,presentandolo spesso,nella preghiera,alla sua misericordia,perché lo riempia dei suoi doni e di tutta la Sua Presenza.Spero di non restare delusa (Lett.26). Nella preghiera …mi presento con il solo pensiero di mostra- re al mio Signore le mie miserie, i miei bisogni, per commuove- re il suo cuore amoroso e darmi così gli aiuti necessari. In que- sti sentimenti, in queste ardenti brame, mi passa molte volte il tempo della preghiera,tempo vissuto in un solo a solo con il mio Dio (lett. 87). Ti amerò sempre Il mio spirito è spesso provato da una cara gelosia divina, che mi abita e mi sospinge a desiderare di essere tutta del mio Gesù. L’unico timore è quello di non essere“totalmente sua”e di lasciar passare nei miei pensieri e nel mio cuore qualche cosa che non avessero a che fare con Dio (lett.133). La mattina,quando mi sveglio,vado,come il bambino che cerca la madre, e se non trovo il mio Gesù, piango dicedo:“Gesù mio, dove sei?Vieni,Gesù,vieni”Allora il mio spirito si acquieta e si immer- ge nel mio Grande Bene… La mia preghiera è molto spesso un dolce sfogo dei miei affetti con il mio Gesù,che mi ha ferito il cuore. Fra le lecrime impregnate di gioia avverto quasi la mancanza di respiro e il mio cuore si sente crepare per la pena di non amarlo a sufficienza. Ripeto nel mio intimo:“Gesù mio, e perché non ti ho amato? Desidero amarti sempre, sempre.Ti amerò Gesù mio caro? Lo spero”.A volte nella Comunione mi ritrovo in profondo raccoglimento e non posso fare altro che ripetere:“Gesù mio caro; Gesù, Gesù stai sempre con me”.Allora il mio spirito entra in una profonda quiete e il cuore si scioglie in lacrime per timo- re di cercare ancora qualche cosa di mio,che non dà gusto al mio Diletto (lett.160). Altre volte non so cosa di preciso mi accade. Sempre dopo la comunione,mi trovo spesso con l’anima incendiata dal desiderio ardentissimo di amare Gesù,solo perché degno di essere amato. E ripeto:“Gesù mio, vedi come non mi accontento della tua sola Pregare è Pace 58
  51. 51. visita,ma fammi amareTe comeTi hanno amato e ti amano le anime più innamorate”.E subito mi viene troncata la parola per il pian- to che mi sprofonda nell’abbandono in Dio.Mi sento così sicura e piena di speranza di poterlo amare (lett. 456). ** lineamenti interiori tratti da lettere che la Santa ha scritto al suo direttore spirituale, tra gli anni 1843-1856 circa.(Lettere di Maria De Mattias,Vol.I e II). Pregare è Pace 59
  52. 52. Estasid’amore La preghiera incessante ha trasformato il cuore di Maria De Mattias, fino al dono dell’esperienza mistica. Chi è il mistico se non colui o colei che,nella normalità del cammino di fede,sperimenta Dio come“carezza,abbraccio,dolcezza amorosa”e, affascinato dalla sua presenza, si apre totalmente, uscendo da sè, per entrare nel sentire divino? Ormai, fodantrice e donna matura, Maria De Mattias, immersa nel Sangue di Cristo,parlava di momenti in cui,durante la preghiera,si sen- tivaportatacomefuoridisèe,immersanellamisericordiadel Redentore. Ella contemplava il fluire ininterrotto del Sangue di Cristo,che scorreva, in lei,come un torrente di intercessione per tutti. La gelosia d’amore che la abitava,la sospingeva a desiderare di essere tutta del suo Sposo Crocifisso;il resto si allontanava dai suoi occhi e dal suo cuore,perché Gesù la attirava a sè,per farla riposare in pace nel suo dolcissimo nome. In particolari momenti di estasi d’amore, nella pre- ghierasolitaria,Mariaarrivòpersinoadesideraredimorireperessereunita al suo Sposo e non dover più sprecare tempo per se stessa.Spesso,in rac- coglimento dopo la comunione eucaristica, chiedeva al Signore:“Mio Gesù,se dovessi darti qualche dispiacere,fammi morire subito.Rinuncio a tutti i meriti che potrei guadagnare vivendo,purché mi concedi di non offenderti mai ad occhi aperti.Non desidero altro”(lett.160). Le lacrime accompagnavano sempre i momenti in cui maggiormente avvertivalaseduzionedivinacheleprendevailcuore,lamenteeilcorpo, fino a non accorgersi più di esistere. A volte,nella notte fonda,si alzava dal letto,andava in cappella e lì se ne stava per molto tempo,in piedi o prostrata,davanti al Crocifisso:immo- bile,contemplavailVoltoelaferitadelCostatodelsuoSignore,e,trasportata daunasorprendente“dilezioned’amore”,siritrovava,comefuoridisè,inon- data di lacrime.Questi raggi di luce che la santa accoglieva nella preghie- ra,noneranoaltrocheisegnidiquellatrasformazioneinteriorecheloSpirito, a sua insaputa, andava operando in lei.E nel cuore della sua attività fre- netica,con il peso quotidiano di una ingente quantità di lavoro e di preoc- cupazioni, avvertivaunaparticolareunioned’amoreconilsuoSposoGesù Crocifisso.Questa armonia d’amore era il grembo e la forza di tutto il suo lavoro di fondatrice e maestra di spirito per le sue sorelle. Pregare è Pace 60
  53. 53. PregarecomelaMontagna Un giovane filosofo voleva essere iniziato alla medi- tazione. Si recò in cima ad una montagna, per essere consigliato da un eremita che viveva lì da molti anni. Il primo consiglio che ricevette fu quello della sta- bilità. Essere ben abbarbicato al suolo, proprio come la montagna. Capì che doveva imparare dalla montagna qualco- sa che non era nel suo stile di giovane frenetico e pieno di iniziative e di cultura. Sedersi come una montagna vuol dire,infatti,resta- re immobile,silenzioso,sotto il sole e sentirsi in sinto- nia con il creato. Ben presto si accorse che la sua nozione del tempo era totalmente cambiata.Le montagne hanno un altro tempo,un altro ritmo. Essere seduto come la montagna è avere l’eternità davanti a sé,ed è l’atteggiamento giusto per colui che vuole entrare nella meditazione;sapere che c’è l’eter- nità dietro,dentro e davanti a sé. La lezione più dura fu quella di passare ore e ore“a far niente”.Occorreva imparare di nuovo ad essere,sem- plicemente ad essere,senza scopo né motivo. Un giorno capitarono sulla sua montagna dei pelle- grini che volevano essere da lui benedetti. Il giovane non rispose nulla,perché credeva che la sua stabilità meditativa fosse il primo scopo del suo essere lì. Ilsuomaestrospirituale,ascoltandodaluistessoquel- l’episodio, gli disse:“La meditazione ha il suo radica- mento,la stabilità della montagna,ma il suo fine non è fare di te un ceppo morto,bensì un uomo vivo”! Il giovane capì finalmente che la solitudine e la pre- ghiera hanno come unico scopo quello di cambiare il proprio cuore e renderlo pieno di compassione.
  54. 54. Indice I Pregare è... - Guarire . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 5 - Riposare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 8 - Fidarsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 10 - Abitare in Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 12 - Silenzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 14 - Abbandonarsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16 - Dar voce allo spirito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 18 - Supplica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 20 - Risveglio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 22 - Discesa nel cuore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 24 - Amare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 26 - Meravigliarsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 28 - Pace . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 30 - Stabilità interiore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 32 - Dissetarsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 35 - Costanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 38 - Semplicità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 40 - Meditare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 42 - Vigilare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 44 - Discernere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 46 II Pace è... riuscire - Maria De Mattias . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 25 - Affezione di cuore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 50 - Bisogno di luce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 51 - Umana debolezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 52 - Martirio interiore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 52 - Su braccia sicure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 54 - Profondo silenzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 54 - Abbi pietà di me . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 56 - Dilatami il cuore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 56 - Ti amerò sempre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 58 - Estasi d’amore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 60 - Pregare come la montagna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 62
  55. 55. Finito di stampare nel mese di Marzo 2005 Litografia Stampa Nova, Jesi (An)

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