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La com interpersonale efficace

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“trasmissione di informazione da emittente ad un ricevente nel miglior modo possibile”
“processo di scambio di informazioni e di influenzamento reciproco che avviene in un determinato contesto

Veröffentlicht in: Leadership & Management
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La com interpersonale efficace

  1. 1. La comunicazione efficace nei gruppi di lavoro
  2. 2. Definizione Da “trasmissione di informazione da emittente ad un ricevente nel miglior modo possibile” A “processo di scambio di informazioni e di influenzamento reciproco che avviene in un determinato contesto
  3. 3. Impossibilità di non comunicare L’espressione del tipo “non voglio parlare” è parlare: si comunica di non voler comunicare Oppure un comportamento gongolante anche senza parole emana gioia e soddisfazione
  4. 4. Carlo Bosna 2006
  5. 5. La parola e il significato Ad ogni parola (rappresentazione) si possono attribuire tanti significati (cosa desidero trasmettere, dove voglio arrivare) Parola: si ritrova nei dizionari Significati: dal contesto, dalla cultura, dal mio mondo interiore
  6. 6. Il modello comunicativo Compaiono nuovi elementi: Codici e sottocodici che distorcono il messaggio Feedback: controllo della corretta percezione e decodificazione del messaggio emesso
  7. 7. Gli assiomi della Comunicazione 1. Impossibilità di non comunicare: il comportamento è comunicazione 2. Livelli comunicativi di contenuto e di relazione 3. La punteggiatura delle sequenza di eventi: il punto di vista di ciascuna delle persone coinvolte 4. Comunicazione digitale e la comunicazione analogica 5. Interazione complementare e interazione simmetrica 6. Ogni atto comunicativo è irreversibile
  8. 8. Livelli comunicativi di contenuto e di relazione Il livello di contenuto si riferisce alla comunicazione (trasmetto una informazione) e il secondo si riferisce alla metacomunicazione (cosa c’è tra noi) Esempio: per favore potresti fare questa telefonata? Fai questa telefonata
  9. 9. La punteggiatura delle sequenza di eventi: il punto di vista di ciascuna delle persone coinvolte A)Io urlo perché tu mi fai arrabbiare B) Io mi arrabbio perché tu urli Chi comincia e chi finisce? Forse non si finisce mai
  10. 10. Comunicazione digitale e la comunicazione analogica Parole: sintassi e grammatica e un solo significato (cosa) Sentimenti: senza regole, ma tanti significati perché si usano espressioni analoghe, simili a ciò che si vuole dire (come)
  11. 11. Le emozioni si esprimono nel paraverbale e non verbale 7% 38% 55% Verbale Paraverbale Non Verbale
  12. 12. La coerenza Per rendere la comunicazione efficace è necessario che i tre livelli siano coerenti Perché non sono coerenti? Quali sono le fonti di produzione dei due livelli?
  13. 13. Ricordate… Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un’altra, l’uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi (R.W. Emerson)
  14. 14. Verbale Paraverbale Non verbale Livello di contenuto: Logica Pensiero Razionalità Dovere Schemi e pregiudizi Livello di relazione: Emozione,Sentimento Creatività, desiderio, innovazione, ansia, turbamento, rifiuto, conflitto ICEBERG DELLA COMUNICAZIONE: la comunicazione non è solo razionalità, ma soprattutto espressione di emozione, sentimenti, valori
  15. 15. Carlo Bosna 2006 Interazione complementare e interazione simmetrica E e R o sono in posizione simmetrica o in posizione complementare Up – up Down - Down Up – down Down - up
  16. 16. Interazione complementare e interazione simmetrica Chi è Up: Decide gli argomenti e la successione Può interrompere Si muove liberamente Imposta ritmo, lessico e tono Chiede informazioni Conduce il colloquio Chi è Down Risponde su domanda Chiede per capire Chiede per essere autorizzato
  17. 17. Il feedback: retroazione Nessun messaggio è indipendente da quello che lo precede Positivo: processo di influenzamento reciproco che conduce al disequilibrio e spesso porta gli elementi del sistema a mutare le norme di relazione e le interazioni Negativo: processo di influenzamento che conduce alla stabilizzazione del sistema mantenendolo in posizione omeostatica e costringendo i membri ad aderire a norme di relazione di interazione precostituite
  18. 18. Nel processo comunicativo si giunge a: Tre possibilità Conferma dell’altro Negazione dell’altro Disconferma dell’altro Comunicazioni efficaci: conferma e negazione Comunicazione inefficaci: disconferma
  19. 19. I modi di percepire: i sistemi rappresentazionali In media tra le persone si riscontra: 40% usa il canale sensoriale vista 20% usa il canale sensoriale udito 40% usa il canale sensoriale cenestesico Vista: immagini, visioni, ecc Udito: suoni, dissonanze, ritmi, toni Cenestesico: emozioni, calore, sensazioni, movimento fisico, olfatto e sapori
  20. 20. Le statistiche ci ricordano che: Dal 30 al 35% si ricorda ciò che si vede Dal 10 al 15% si ricorda ciò che si sente Il 50% ricorda ciò che si sente e si vede Il ricordo è sempre collegato all’emozione suscitata dal tipo di messaggio ricevuto
  21. 21. Le posture Visivo: Corpo eretto, gestualità rivolta verso l’alto, le mani compiono gesti ampi Voce acuta, ritmo veloce e variabile Respirazione toracica Auditivo: Testa inclinata, braccia conserte, mani spesso al viso, movimenti ritmici Voce modulata, armoniosa, ritmo costante Respirazione media e lunga espirazione Cenestesico: Sguardo basso, muscolatura rilassata, mani che sfiorano il torace e lo stomaco, movimenti lenti Voce bassa e profonda, ritmo lento, pause e difficoltà di espressione Respirazione addominale
  22. 22. I modi di dire Visivo Allucinante Quella cosa è fatta su misura per me La vediamo nello stesso modo Mi sarei eclissato Non mi vede proprio Si vede che mente Ha sempre una faccia scontenta Auditivo Clamoroso Quella cosa si accorda perfettamente con me Andiamo all’unisono Avrei urlato Il suo silenzio mi suona come un insulto Non credo a una parola Si lamenta sempre Cenestesico Disgustoso Quella cosa mi calza a pennello Ci piacciono le stesse cose Sarei sprofondato Mi fa sentire uno straccio Sento che sta mentendo Sembra uno con il mal di pancia
  23. 23. COME RENDERE EFFICACI LE RELAZIONI INTERPERSONALI! Non criticate, non condannate, non recriminate la persona Comunicate gli apprezzamenti in modo onesto e sincero Comportamento Contesto Capacità Identità
  24. 24. I bisogni dell’individuo Esigenze primarie (diritti di base) Esigenze affettive e di sicurezza (tutelato dalle relazioni che ha costruito e non preso in giro) Esigenze di appartenenza ad un gruppo (importante) Esigenze stima (ammirazione) Successo identità, potere
  25. 25. Per suscitare interesse La cooperazione è più proficua della competizione Vincete con gli altri: interessatevi sinceramente delle altre persone Sorridete davvero! Per una persona il suo nome è il suono più importante Siate buoni ascoltatori e incoraggiate gli altri a parlare di se stessi Parlate di quello che interessa agli altri Fate in modo che gli altri si sentano importanti, in modo spontaneo e naturale
  26. 26. Per collaborare Curiamo spesso il contenuto tecnico del discorso, poco la relazione (ciò che l’altro vuole realmente) Mostrate rispetto per le altrui opinioni- Non dite mai Lei ha torto Se avete torto ammettetelo subito e spassionatamente Cominciate sempre con il mostrarvi amici Lasciate che i vostri interlocutori chiacchierino quanto vogliono Cercate di vedere le cose dal punto di vista del vostro interlocutore
  27. 27. Gestire le obiezioni senza farsi odiare Cooperare con gli altri rende di più che entrare in conflitto Non opporsi ai no, ma interagire con ….si……..e….certo…e Parafrasare per eliminare i dubbi su errate interpretazioni Le argomentazioni con cui sostenere la propria idea devono essere poche, ma concrete L’errore dell’altro va colto in maniera indiretta Ascolto focalizzato con domande aperte
  28. 28. Gestire le obiezioni senza farsi odiare Cooperare con gli altri rende di più che entrare in conflitto L’obiezione può essere vera o falsa dietro ogni falsa obiezione c’è una vera Quanta confidenza, quanta insistenza, ma chissà se questo fa per me, è troppo caro, questo non mi ispira fiducia, è poco chiaro, ecc) Perché l’interlocutore obietta? Non è sicuro di soddisfare le sue aspettative Per essere rassicurato Per avere maggiori informazioni Perché obiettare fa parte delle sue abitudini
  29. 29. Ancora sulle tecniche di risposta Cooperare con gli altri rende di più che entrare in conflitto Non interrompere mai l’obiezione (approfittatene per respirare) La Pausa dopo l’obiezione: è più potente di qualunque parola Indica attenzione alle considerazioni dell’interlocutore, ci permette di ascoltare le sue obiezioni inconsce. Mai risposte standard o artefatte ad obiezioni standard: risposta diversa a persona diversa Evitare frasi del tipo: si d’accordo,ma; lei ha ragione, ma; capisco ma; mi deve credere; parola mia; sono certo di quanto dico

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