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Alcune considerazioni sugli obiettivi per l'efficienza energetica al 2030

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Gli obiettivi al 2030 per l'efficienza energetica non saranno facili da raggiungere, né quello sui consumi finali, né quello sulle politiche attive. Nell'intervento introduttivo alla conferenza Enermanagement ho voluto fare quattro considerazioni al riguardo, cercando di cogliere alcuni elementi di fondo e alcune trasformazioni fondamentali per cogliere le opportunità che abbiamo di fronte e contrastare efficacemente i cambiamenti climatici.

Veröffentlicht in: Business
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Alcune considerazioni sugli obiettivi per l'efficienza energetica al 2030

  1. 1. Strumenti per l’uso efficiente dell’energia verso il 2030 Dario Di Santo, FIRE Conferenza Enermanagement Milano, 18 giugno 2019
  2. 2. www.fire-italia.org La Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia è un’associazione tecnico- scientifica che dal 1987 promuove per statuto efficienza energetica e rinnovabili, supportando chi opera nel settore. Oltre alle attività rivolte agli associati, la FIRE opera su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico per gestire l’elenco e promuovere il ruolo degli Energy Manager nominati ai sensi della Legge 10/91. La Federazione collabora con le Istituzioni, la Pubblica Amministrazione e varie Associazioni per diffondere l’uso efficiente dell’energia ed opera a rete con gli operatori di settore e gli utenti finali per individuare e rimuovere le barriere di mercato e per promuovere buone pratiche. La FIRE certifica gli EGE attraverso il SECEM. Cos’è la FIRE? 2
  3. 3. Circa 400 associati, di cui una metà persone fisiche e l’altra organizzazioni che includono sia medi e grandi consumatori, sia società attive nell’offerta di soluzioni e servizi. Come può supportarti FIRE può essere un partner per varie attività: realizzazione di indagini presso energy manager, ESCO, EGE, società con ISO 50001, etc.; studi di mercato o di settore; guide e analisi su strumenti di incentivazione e policy; realizzazione di campagne di informazione e cambiamento comportamentale; realizzazione di campagne di disseminazione; diagnosi e studi di fattibilità; corsi di formazione sull’energy management e i suoi strumenti (ISO 50001, diagnosi, EPC, IPMVP, LCCA, fattibilità, etc.), politiche e incentivi, soluzioni per l’efficienza, cogenerazione, etc; progetti europei e molto altro… segreteria@fire-italia.org 3
  4. 4. 4 La FIRE è attiva sia a livello italiano, sia a livello europeo ed internazionale, attraverso progetti co-finanziati e commesse. Fra i clienti delle commesse negli ultimi anni si segnalano: Ministero dell’Ambiente, ENEA, GSE, RSE, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Vignola, EASME, Ecofys, ENEL, Engie, Estra, Ferrovie dello Stato, FCA, Galbani, Gruppo HERA, Hitachi, Leonardo, Poste Italiane, Schneider Electric, TIM, Unioncamere, Vigili del Fuoco, Wind Tre, università, associazioni, ordini professionali, agenzie ed enti fieristici. Guide, studi e rapporti FIRE Energy management a 360 gradi www.fire-italia.org Collabora con Policy Management e buone pratiche Finanziamento progetti EPC e standardizzazione Progetti internazionali recenti e collaborazioni
  5. 5. www.secem.eu SECEM, Sistema Europeo per la Certificazione in Energy Management, è un organismo di certificazione del personale facente capo alla FIRE. Primo organismo a offrire la certificazione di parte terza per gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) secondo la norma UNI CEI 11339, ad aprile 2012 SECEM ha ottenuto da Accredia l’accreditamento secondo i requisiti della norma internazionale ISO/IEC 17024. SECEM certifica gli EGE in virtù di un regolamento rigoroso e imparziale, basato sull’esperienza di FIRE con gli energy manager.  Un vantaggio di chi si certifica con SECEM è la possibilità di accedere ai servizi informativi e formativi e di essere coinvolto nelle iniziative della FIRE. SECEM inoltre riconosce corsi di formazione sull’energy management, su richiesta dell’ente erogatore. SECEM: la certificazione degli EGE 5
  6. 6. Percorso verso il 2030: consumi finali 6 L’obiettivo sull’efficienza negli usi finali punta a un consumo di energia primaria di 132 Mtep e finale di 104 Mtep al 2030. A causa del maggiore contributo non-ETS alla quota emissioni, portato al 33%, edifici e trasporti diventano prioritari. Il ruolo della efficienza è determinante per i target, in quanto definisce il consumo finale lordo. La penetrazione delle FER è prevista al 55% per l’elettrico, 22% per i trasporti e 33% per il termico. La produzione da FER dovrebbe salire a circa 33 Mtep a fronte di un consumo finale lordo di 111 Mtep al 2030. 16 Mtep verrebbero da produzione elettrica e 15 da quella termica (il resto da trasporti). 1.450 1.500 1.550 1.600 1.650 1.700 100.000 105.000 110.000 115.000 120.000 125.000 130.000 135.000 140.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 Consumi finali in Italia (ktep) e PIL (miliardi di euro) Elaborazioni FIRE su dati Eurostat e MiSE Consumi finali Stime PNIEC 2018 consumi finali PIL (scala destra) 2016-2019 stime - 2020-2030 traiettoria PNIEC A meno di non ipotizzare una decrescita economica, il raggiungimento degli obiettivi presuppone politiche che vadano oltre il semplice efficientamento energetico di edifici, impianti e veicoli.
  7. 7. Un mercato elettrico in forte evoluzione 7 I consumatori finali potranno produrre energia, anche con l’ausilio di sistemi di accumulo, in un quadro di regole destinato a mutare profondamente. Tutto questo potrebbe favorire FER e CAR a discapito dell’efficienza per varie ragioni. Gli impianti vanno dimensionati considerando il potenziale di riduzione dei consumi!! SFIDE ENERGIA 1. APPROVVIGIONAMENTO Fonti rinnovabili. Reti locali. PPA per contratti di lungo periodo FER. Interrompibilità. 2. PRODUZIONE E STOCCAGGIO Produzione di energia CAR e FER. Stoccaggio. Gestione ottimale dell’energia. 4. BIG DATA E AI E f f i c i e n t a m e n t o processo. Gestione attiva dei carichi. 3. EFFICIENZA PROCESSO Prodotto con ridotta impronta energetica e possibili servizi legati all’offerta e gestione dell’energia. 5. PRODOTTO 6. LOGISTICA Veicoli a basso consumo. Utilizzo di biocombustibili d e r i v a t i d a s c a r t i d i processo. Ottimizzazione filiera e intermodalità. The Smart One Fonte: FIRE.
  8. 8. Prima osservazione: energy efficiency 1st 8 Cosa vuol dire in concreto il principio “prima l’efficienza energetica”? Ad esempio che questa sia promossa nell’ambito di provvedimenti come le agevolazioni agli energivori, il demand response, le concessioni sulle reti, la digitalizzazione, i contatori “smart”, etc. Se il principio non sarà rispettato: non si raggiungerà l’obiettivo sull’efficienza energetica… … e dunque occorrerà aumentare la potenza da installare da FER. In entrambi i casi ci troveremo a sostenere costi addizionali.
  9. 9. Sufficienza energetica: definizione Si sta rafforzando il movimento che sostiene che l’efficienza energetica sia insufficiente per raggiungere gli obiettivi. Occorre introdurre cambiamenti più profondi. La ragione è che i miglioramenti conseguiti sono riassorbiti in parte dall’accesso crescente a nuovi servizi (e.g. climatizzazione estiva, nuovi elettrodomestici, dispositivi digitali di uso quotidiano, etc.) e in parte dall’effetto rimbalzo legato alla diminuzione dei costi (i.e. rebound effect). 9 L’idea è quella di rinunciare a soddisfare qualunque desiderio, individuando le reali esigenze, nel rispetto dei limiti delle risorse e dell’ecosistema (figura a fianco e definizione seguente: Fawcett, Darby, ECEEE 2019): La sufficienza energetica è uno stato in cui le esigenze di base delle persone per i servizi energetici sono soddisfatte in modo equo e vengono rispettati i limiti ecologici. La sfida è arrivare a definire il livello di servizi energetici che risponda a questa definizione e che sia accettabile.
  10. 10. Sufficienza energetica: aree di intervento Alcune aree di intervento allo studio. Come si può osservare dalle figure (tratte da Toulouse et al, ECEEE 2019), i temi spaziano da modifiche comportamentali, a cambiamenti sociali e del sistema produttivo. Promuovere la sufficienza energetica non sarà semplice, visto l’ovvia reazione che può produrre. Ma occorre ricordare la parte collegata all’equità e le ragioni alla base degli obiettivi su clima ed energia (e dunque la posta in gioco). 10
  11. 11. Seconda osservazione: sufficienza 11 L’efficienza energetica appare insufficiente a raggiungere gli obiettivi attesi, tanto più in caso di crescita economica (non a caso in Europa e nel mondo negli ultimi tre anni sono aumentati sia i consumi, sia le emissioni). La disponibilità di servizi energetici adeguati è inoltre una delle basi di differenze economiche e sociali nel mondo. Questo porta a una crescente spinta verso politiche che tengano in conto o siano ispirate alla sufficienza energetica. In molti casi i cambiamenti necessari potrebbero rivelarsi positivi per il benessere delle persone, ma convincerle a priori a limitarsi non appare una sfida facile (e di certo è poco in linea col populismo).
  12. 12. Emission trading e politiche energetiche 12 Rispetto al pacchetto 20-20-20 cambiano le priorità e il settore cui si richiede il maggiore contributo è quello degli edifici. In aggiunta agli incentivi, le politiche previste riguardano l’APE, i requisiti minimi obbligatori (edifici, impianti e dispositivi di consumo), la contabilizzazione del calore, lo sviluppo di contatori e bollette smart e le diagnosi obbligatorie per le grandi imprese. Per l’industria, oltre agli incentivi, si segnalano le diagnosi energetiche obbligatorie per le grandi imprese, i sistemi di gestione dell’energia, le agevolazioni per gli energivori, il demand response, la spinta all’economia circolare e alla gestione delle risorse. Per i trasporti, oltre agli incentivi, si dovrebbe puntare su requisiti minimi, rottamazione, incentivi e obblighi mirati al cambio modalità. Nel 2021 l’ETS entrerà nella fase IV. Le principali novità sono le seguenti: riduzione delle emissioni del 2,2% annuo; 57% di quote messe all’asta (-3% con correzione transettoriale); assegnazione gratuita per carbon leakage e in riduzione dal 30% a zero per gli altri settori, salvo teleriscaldamento (per cui rimane al 30%); rafforzamento riserva stabilizzatrice del mercato; revisione delle regole di assegnazione gratuita.
  13. 13. Investimenti previsti Fonte figure: Proposta PNIEC. 13 Lo spostamento della priorità di intervento verso gli edifici e i trasporti incrementa in modo consistente i costi specifici d e l l ’ e f f i c i e n z a e n e r g e t i c a , avvicinandoli a quelli delle fonti rinnovabili (che rimangono comunque più costose in termini di tep e tonnellate di CO2 evitati). Considerando le simulazioni di Confindustria (Libro bianco FER 2018) si otterrebbero i seguenti valori: Efficienza energetica: 130-277 mld€ -> 5.500-11.800 €/tep Rinnovabili elettriche: 95-265 mld€ -> 10.800-30.100 €/tep Per la sostenibilità economica è i m p o r t a n t e d o s a r e c o n intelligenza le risorse pubbliche e private, spingendo di più quando i costi saranno calati. 3
  14. 14. Schemi per l’efficienza energetica 14 CAR: cogenerazione alto rendimento TLR: teleriscaldamento/teleraffrescamento FER: fonti rinnovabili EEEF: European energy efficiency fund Le attuali politiche per l’efficienza energetica non s a r a n n o s u f f i c i e n t i a raggiungere gli obiettivi, se non a costi troppo elevati. Gli attuali incentivi, inoltre, tendono a promuovere più l’efficientamento di singoli c o m p o n e n t i c h e u n ripensamento dei sistemi. Il settore trasporti e il terziario s o n o a l m o m e n t o p o c o rappresentati negli schemi esistenti. I TEE sono stati depotenziati e presentano criticità. Per raggiungere gli obiettivi occorre intervenire sui sistemi energetici, promuovendo lo sviluppo di filiere efficienti, la progettazione di prodotti e servizi a basso impatto sul ciclo di vita, il cambio modalità nei trasporti, lo sviluppo di stili di vita più sostenibili.
  15. 15. Terza osservazione: nuove politiche 15 Pensare di raggiungere gli obiettivi previsti attraverso gli incentivi è poco realistico, in un contesto di risorse scarse. Tra l’altro mancano quasi del tutto valutazioni sulla materialità degli schemi esistenti (ossia quanto essi abbiano effettivamente spinto a realizzare interventi). Gli interventi sistemi richiesti necessitano di professionalità adeguate, al momento scarse, sia che si tratti della riqualificazione profonda degli edifici, sia che si pensi ai trasporti o alla circolarità dell’economia. Servono politiche ad ampio spettro in grado di mettere insieme il consumo di energia con gli elementi non energetici.
  16. 16. L’efficienza energetica è conveniente? 16 Che ne dici di questi progetti di efficientamento energetico? Naaa, il tempo di ritorno non è in linea con i nostri criteri decisionali.
  17. 17. L’energia e l’impresa 17 KEY PARTNERS Quali sono i nostri partner e fornitori chiave? Cosa otteniamo e diamo loro? Selezionare partner con certificazioni di sostenibilità e bilanci sociali convincenti. KEY ACTIVITIES Quali attività fondamentali sono necessarie (manifattura, software, distribuzione, manutenzione, etc.)? Resource efficiency. VALUE PROPOSITION Quali problemi/ desideri dei nostri clienti stiamo risolvendo? Quali sono le esigenze dei nostri clienti che stiamo soddisfacendo? Quali sono le caratteristiche chiave dei nostri prodotti e servizi che rispondono ai problemi e alle esigenze dei nostri clienti? Come possiamo rispondere alla ricerca di sostenibilità dei clienti? CUSTOMER RELATIONSHIPS Come possiamo raggiungere, tenere e far crescere i nostri clienti? Come possiamo coltivare con i clienti i valori della sostenibilità? CUSTOMER SEGMENTS Quali sono i nostri clienti più importanti? Quali sono i loro modelli primari? Cosa vogliono che facciamo per loro? Quali sono le esigenze dei clienti collegate all’efficienza delle risorse e alla sostenibilità? KEY RESOURCES Quali risorse chiave sono necessarie (finanziarie, fisiche, umane, brevetti, etc.)? Servizi energetici. Individuare risorse più sostenibili. CHANNELS Come vogliono essere raggiunti i nostri clienti? Utilizzo di canali di distribuzione e comunicazione a basso impatto. COST STRUCTURE Quali sono i costi collegati al nostro business model? Sono costi fissi o variabili? Qual è l’impatto della sostenibilità sulla riduzione dei costi e dei rischi? REVENUE STREAMS Come si generano i ricavi? Quali sono i flussi economici positivi collegati alla nostra attività? Quali sono le variabili che influenzano i ricavi e quali le strategie di prezzo? Come tradurre la sostenibilità in maggiori margini? Modello elaborato da FIRE e basato su Osterwalder (Business Model Generation).
  18. 18. Efficienza energetica, molti benefici Il progetti Combi negli ultimi anni ha svolto una serie di analisi per quantificare il valore dei benefici non energetici collegati all’efficienza energetica. Nel caso degli edifici tali benefici hanno un valore nell’ordine del 70% di quelli energetici, senza contare l’effetto potenziale sul PIL e la spesa pubblica. Considerando tutti i settori si ottengono numeri di poco inferiori. (fonte: Thema et al., ECEEE 2019). 18
  19. 19. M-Benefits: benefici per l’impresa 19www.mbenefits.eu Il progetto M-Benefits mira a introdurre una metodologia che aiuti gli energy manager, le ESCO e gli altri soggetti coinvolti nella proposta di interventi di efficientamento energetico a comprendere gli effetti di tali soluzioni sul core business per poterli promuovere più efficacemente.
  20. 20. Analisi energetica allargata Fonte: M-Benefits 20 Migliore qualità del prodotto Maggiore affidabilità del prodotto Riduzione rischio di incidenti Riduzione dei rischi commerciali Riduzione dei rischi sulle emissioni Riduzione dei rischi di rottura dei componenti Maggiore efficienza produttiva (comfort migliorato) Riduzione dei tempi produttivi (pre-riscaldamento più veloce) Riduzione delle perdite di prodotto (qualità forno) Riduzione costi CO2 Riduzione O&M Riduzione costi energetici Esempio di ricadute per il cambio di un forno in un’industria dolciaria. La loro quantificazione consente di proporsi in modo molto più convincente al top management e alle altre unità produttive.
  21. 21. Quarta osservazione: open mindness 21 Investire in efficienza energetica nell’industria sarà meno conveniente che in passato per la diffusione della generazione distribuita (costo equivalente dell’energia più basso) e per le agevolazioni sugli energivori. Investire in efficienza energetica negli altri settori si scontra con tempi di ritorno molto lunghi. Imparare a quantificare i benefici non energetici connessi ai progetti di efficientamento consente di rendere nuovamente interessanti tali interventi e di avere a disposizione nuove leve per convincere i decisori. Inoltre, la collaborazione fra unità aziendali necessaria per l’analisi favorirà ulteriori sinergie e sviluppi del core business.
  22. 22. Alcune considerazioni 22 Il problema oggi non è tanto discutere di percentuali e strumenti, ma favorire lo sviluppo di una visione fondata su un uso corretto delle risorse che sola può consentire di raggiungere i risultati auspicati. Gli obiettivi sono molto ambiziosi, per quanto al momento insufficienti. Ciò garantisce spazi ampi per la crescita. Il mercato dell’energia subirà profonde modifiche, così come le relazioni fra le imprese. Occorre prepararsi per affrontare il cambiamento, anche sfruttando l’intelligenza artificiale. Più che nuovi incentivi o strumenti serve un maggiore dialogo fra le parti, teso a fare funzionare meglio ciò che c’è.
  23. 23. Appuntamenti FIRE 23 I prossimi eventi FIRE: Webinar M-Benefits, 15 luglio 2019 Pillola PPA, luglio 2019 Conferenza EPC, Bologna, 2 ottobre 2019 Convegni KeyEnergy, Rimini, 5-8 novembre 2019 Premio Energy manager Conferenza Enermanagement#2, Milano, 11 dicembre 2019 www.fire-italia.org/eventi I prossimi corsi: energy manager ed EGE (on-site e on-line); IPMVP-CMVP; corsi intensivi (mercato energia, FER, CHP, SGE, LCA, soluzioni per edifici e industria, etc.).
  24. 24. Nome relatore, FIRE Grazie! http://blog.fire-italia.org www.facebook.com/FIREenergy.manager www.linkedin.com/company/fire-federazione- italiana-per-l'uso-razionale-dell'energia www.twitter.com/FIRE_ita www.dariodisanto.com

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