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Presentazione del Dipartimento Politiche Coesione su Accordo di Partenariato 2014-2020

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Presentazione a cura della Dr.ssa Federica Busillo del DPS, illustrata in occasione del seminario tenutosi a Bologna il 22 ottobre 2014 sulla strategia della Regione Emilia-Romagna per la nuova programmazione dei fondi europei (SIE) 2014-2020.

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Presentazione del Dipartimento Politiche Coesione su Accordo di Partenariato 2014-2020

  1. 1. Regione Emilia Romagna – Bologna, 22 ottobre 2014 L’Accordo di Partenariato 2014-2020 Federica Busillo Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica
  2. 2. Programmi operativi Accordo di partenariato Quadro strategico comune  Quadro Strategico comune per i 4 fondi SIE [fondi della politica di coesione, fondi per lo sviluppo rurale e per il settore marittimo e la pesca], che rafforza il coordinamento delle diverse filiere di programmazione  Ruolo chiave dei fondi SIE per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020 (lotta alla povertà e inclusione sociale, istruzione, mercato del lavoro, R&S, ambiente ed energia)  Coerenza della politica di coesione con la nuova governance europea (Raccomandazioni specifiche per Paese e Programmi Nazionali di Riforma)  Orientamento ai risultati (focus su risultati e indicatori per la misurazione dei progressi)  Concentrazione tematica su obiettivi coerenti con la strategia Europa 2020 (cd. ring fencing)  Attenzione alla coesione sociale con obiettivo tematico dedicato (OT9)  Condizioni a garanzia di investimenti efficaci (cd. Condizionalità ex ante)  Accresciuta attenzione al ruolo del partenariato attraverso il nuovo «Codice di condotta europeo» 2 PROGRAMMAZIONE 2014-2020 Principali elementi di novità del quadro regolamentare
  3. 3. 3  Regioni meno sviluppate: 22,2 mld EUR (PIL pro capite < 75 % della media UE a 27)  Regioni in transizione: 1,3 mld EUR (PIL pro capite tra >= 75 % e < 90 % della media UE a 27)  Regioni più sviluppate: 7,6 mld EUR (PIL pro capite >= 90 % della media UE a 27)  + 1,1 mld EUR alla Cooperazione territoriale europea.  + YEI 567,5 mln euro + 20 mld EUR di cofinanziamento nazionale Politica di coesione: 351,8 miliardi di euro nel Bilancio comunitario Italia (FESR + FSE) 31,1 mld EUR Programmazione 2014-2020: regioni ammissibili e risorse disponibili
  4. 4. │ 4 OT 1. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione OT 2 Agenda digitale OT 3 Competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI) OT 4 Energia e trasporti urbani sostenibili OT 5 Clima e rischi ambientali OT 6 Tutela dell’ambiente e promozione dell’uso efficiente delle risorse OT 7 Trasporto sostenibile OT 8 Occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori OT 9 Inclusione sociale e lotta alla povertà OT 10 Istruzione, competenze e apprendimento permanente OT 11 Rafforzamento della capacità istituzionale delle Autorità pubbliche e delle parti interessate e un’amministrazioni pubblica efficiente Ambiti di intervento dei Fondi SIE: 11 Obiettivi tematici
  5. 5. Quadro Strategico Comune: orientamenti per i 4 Fondi (14 marzo 2012) Proposta italiana sul metodo di programmazione «Metodi e obiettivi per uso efficace dei fondi europei» (dicembre 2012) Position paper CE sull’Italia (novembre 2012) PROGRAMMAZIONE 2014-2020 Avvio del dialogo strategico con la Commissione e gli stakeholders nazionali Partendo dagli orientamenti comunitari definiti per l’uso dei quattro fondi (FESR, FSE; FEASR, FEAMP), la CE ha inquadrato nel Position Paper le principali criticità del contesto socio economico e istituzionale dell’Italia. L’Italia ha definito le innovazioni di «metodo» per una programmazione più efficace .
  6. 6. Raccordo con Europa 2020 e Semestre europeo gennaiofebbraiomarzoaprilemaggiogiugnoluglioagostosettembreottobrenovembredicembreCommissione EuropeaAnnual Growth SurveyProposta raccomandazioni (CSR) Consiglio dell'Unione Europea (ECOFIN) Dibattito e orientam. Adozione raccom. Parlamento EuropeoDibattito e orientam. Consiglio EuropeoApprovaz RaccomandazioniConsiglio europeo di primavera - Linee guida sulla crescitaattuazione raccomandazioni …….. Il "semestre europeo" Stato membroapprovaz e notifica PNR e PSC ….attuazione raccomandazionipredisposizione PNRPolitica di CoesionePolitiche per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva Nell’ambito della governance economica europea, le Raccomandazioni specifiche per Paese (Art. 148 del TFUE), che intervengono negli ambiti di policy rilevanti per la Politica di coesione, e i traguardi della Strategia Europa 2020, orientano la programmazione 2014-2020 e la sua attuazione. PROGRAMMAZIONE 2014-2020
  7. 7. Quadro strategico comune Accordo di Partenariato Programmi Operativi Negoziato «informale» CE-Italia Con l’approvazione dei Regolamenti prende avvio il negoziato formale CE-Italia Negoziato «formale» CE-Italia Avvio del dialogo informale (dicembre 2012) Trasmissione alla CE delle bozze di AP (aprile 2013; dicembre 2013) Osservazioni informali CE (marzo 2014 ) L’Italia trasmette ufficialmente la proposta di AP alla CE (22 aprile 2014). Osservazioni CE all’AP ( 9 luglio 2013) Negoziato con la CE per l’avvio della programmazione 2014- 2020 Documento che definisce a livello di Stato membro i fabbisogni di sviluppo, gli obiettivi tematici della programmazione, i risultati attesi e le azioni da realizzare con l’intervento dei Fondi strutturali. Partenariato multilivello Decisione comunitaria di approvazione dell’AP (ottobre 2014 ) Trasmissione PO (entro il 22 luglio) Negoziato sui PO per approvazione (in corso) Recepimento osservazioni e trasmissione versione definitiva ( agosto- settembre 2014)
  8. 8. IL CONFRONTO PARTENARIALE: Il documento «Metodi ed obiettivi» Il confronto pubblico sulla programmazione 2014-2020 è partito dalla presentazione da parte del DPS d’intesa con il MLPS e il MPAAF del documento «Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020» presentato nel Consiglio dei Ministri il 17 dicembre 2012. Il documento ha individuato: 7 Innovazioni di metodo 3 Opzioni strategiche su Mezzogiorno, città e aree interne 11 Aree tematiche comuni all’UE
  9. 9. Le 7 innovazioni di “Metodi e Obiettivi” che hanno orientato la preparazione dell’Accordo di Partenariato RISULTATI ATTESI 1 TEMPI previsti e sorvegliati 3 AZIONI 2 PRESIDIO NAZIONALE 7 VALUTAZIONE di impatto 6 PARTENARIATO mobilitato 4 TRASPARENZA 5 Gli obiettivi sono definiti sotto forma di risultati attesi in termini di qualità di vita delle persone e/o di opportunità delle imprese L’Accordo di Partenariato e i Programmi operativi conterngono indicazioni non generiche ma circostanziate delle azioni da finanziare I PO associano ogni azione i tempi previsti di attuazione Il coinvolgimento del partenariato è rafforzato ed esteso alla fase discendente della programmazione. Saranno coinvolti nella valutazione pubblica aperta tutti i soggetti influenzati. E’ centrale la valutazione di impatto delle azioni sulla qualità di vita delle persone e/o le opportunità delle imprese. E’ garantita trasparenza e apertura delle informazioni, anche a beneficio del partenariato mobilitato . E’ rafforzato il ruolo del Centro nel monitoraggio continuo e sistematico dell’attuazione e nel supporto alle autorità di gestione dei fondi europei. E’ dato spazio ad azioni di coprogettazione a gestione del Centro. Per superare le cause dell’insoddisfacente impiego dei fondi strutturali
  10. 10. Le Scelte strategiche OPZIONI STRATEGICHE Strategia Aree Urbane Ruolo delle Città come luoghi di sviluppo della competitività e dell’innovazione e delle politiche di inclusione e lotta alla povertà (FESR+FSE) Strategia Aree Interne Luoghi di promozione della diversità naturale e culturale per la tutela del territorio e il contrasto al declino demografico attraverso la leva dell’integrazione fra Fondi (FSE+FESR+FEASR) Strategia Aree del Mezzogiorno Il Mezzogiorno accusa due deficit essenziali: un deficit di cittadinanza e un deficit di attività produttiva privata, manifatturiera, agricola, commerciale e di servizi del welfare industriale”. (FSE+FESR+FEASR+FEAMP) Tre opzioni strategiche per l’impiego dei fondi, emerse dal rilancio del programma 2007-2013 e suggerite dal dibattito europeo e nazionale.
  11. 11. Il CONFRONTO PARTENARIALE PRIMA FASE: TAVOLI TEMATICI Il percorso partenariale è proseguito con l’istituzione di 4 TAVOLI TEMATICI. Il coordinamento amministrativo e tecnico dei lavori dei tavoli tematici è stato svolto dal DPS, dal MLPS, dal MPAAF e dal MIUR Tavolo B Valorizzazione, gestione e tutela dell’ambiente Obiettivi tematici collegati: OT2-OT4-OT5- OT6-OT7 4 incontri (12/02/13 - 19/02/13 - 26/02/13 - 05/03/13) Tavolo A Lavoro, competitività dei sistemi produttivi e innovazione Obiettivi tematici collegati: OT1- OT2-OT3-OT4-OT5- OT6-OT7-OT8-OT9-OT10- OT11 4 incontri (13/02/13 - 21/02/13 - 28/02/13 - 11/03/13) Tavolo D Istruzione formazione e competenze Obiettivi tematici collegati: OT1- OT2-OT9- OT10 4 incontri (14/02/13 - 21/02/13 - 28/02/13 - 07/03/13) Tavolo C Qualità della vita e inclusione sociale Obiettivi tematici collegati: OT2-OT6-OT7-OT8- OT9-OT10 5 incontri (13/02/13 - 20/02/13 - 27/02/13 - 06/06/13 - 04/04/13) Gli incontri dei tavoli tematici hanno avuto avvio il 12 febbraio 2013 e sono terminati il 4 aprile 2013
  12. 12. Il CONFRONTO PARTENARIALE: TAVOLI TEMATICI Amministrazioni Centrali interessate per materia Regioni Ai tavoli hanno preso parte oltre 600 rappresentanti Tutti i documenti circolati nel corso del confronto tecnico sono stati resi disponibili su on line Pervenuti oltre 300 contributi scritti Partenariato economico e sociale «rilevante» Associazioni degli Enti Locali Rappresentanti della Società Civile
  13. 13. Il CONFRONTO PARTENARIALE PRIMA FASE: LE AUDIZIONI Per ogni tavolo tecnico sono state organizzate audizioni tematiche per garantire ampia condivisione del metodo di lavoro e dei contenuti della strategia Audizioni Tavolo B 08/03/13: Efficienza energetica 14/03/13: Clima e rischi ambientali Audizioni Tavolo A 22/07/13: Occupazione formazione, competenze, istruzione 06/03/13: 1) Ricerca, innovazione, competitività, accesso al credito; 2) Accesso a tecnologie dell’informazione e della comunicazione; 3) Audizione soggetti che ne hanno fatto richiesta 15/3/2014: Sistemi di trasporto sostenibili e strozzature nelle principali infrastrutture di rete Audizioni Tavolo D 27/02/13: Occupazione, formazione, competenze, istruzione 19/03/13: Occupazione, formazione, competenze, istruzione Audizioni Tavolo C 27/02/13: Qualità della vita e inclusione sociale 27/02/13: Contrasto alla povertà e alla marginalità estrema 20/03/13: 1) Inserimento lavorativo dei disabili; 2) Interventi di inclusione lavorativa per fasce maggiormente vulnerabili e a rischio discriminazione; 3) Attività economiche a contenuto sociale; 4) Educazione alla cultura della legalità
  14. 14. Il CONFRONTO PARTENARIALE: SECONDA FASE Alla prima fase di confronto partenariale è seguita ad Aprile 2013 la trasmissione alla Commissione europea di una versione preliminare di alcune sezioni dell’Accordo e un primo confronto con la Commissione europea Nei mesi successivi il confronto è proseguito a ritmi molto intensi con l’obiettivo di pervenire a una maggiore concentrazione delle scelte di intervento, affinando la proposta strategica e la sua articolazione a livello di categorie di regioni grazie a un processo iterativo di rilevazione delle priorità di programmazione. Grande attenzione è stata dato in tutto il processo partenariale alla costruzione dello «Schema Risultati attesi-azioni». L’Italia è l’unico Paese europeo che ha scelto di predisporre, a corredo dell’Accordo di Partenariato, ancorché non previsto dai regolamenti comunitari, tale schema, che identifica, per ciascun campo di intervento individuato dai regolamenti comunitari (Obiettivo tematico), gli specifici risultati verso cui gli investimenti programmati devono tendere nonché le singole azioni da finanziare per il loro conseguimento. Lo strumento ha consentito di orientare in maniera più stringente la stesura dei Programmi operativi, aumentandone trasparenza e verificabilità
  15. 15. Si basa su un’analisi del contesto che tiene conto di: Analisi delle fragilità delle diverse aree del Paese e degli squilibri territoriali, e individuazione delle leve su cui è opportuno agire nei vari territori rispetto ai diversi Obiettivi Tematici Obiettivi della Strategia Europa 2020 su: mercato del lavoro, ricerca e innovazione, ambiente e energia, istruzione, inclusione sociale Raccomandazioni specifiche «rilevanti» del Consiglio europeo all’Italia sui principali nodi strutturali del Paese che i fondi europei possono contribuire ad affrontare Accordo di Partenariato: la proposta strategica in sintesi 15
  16. 16. Grandi obiettivi condivisi (contributo dei diversi OT) La proposta strategica in sintesi 16 Si conferma l’attenzione ai temi della ricerca e innovazione e della competitività del sistema produttivo (Obiettivi tematici 1 e 3), in stretto collegamento con le c.dette “strategie di specializzazione intelligente” e con l’obiettivo prevalente di rafforzare la capacità innovativa del sistema produttivo, prevedendo anche schemi di finanziamento in grado di avvicinare anche piccole imprese, con più ridotta capacità innovativa. Si interviene in misura considerevole sul finanziamento delle infrastrutture per la banda ultra-larga e dei servizi ICT per cittadini e imprese (Obiettivo tematico 2), nell’ambito della più ampia pianificazione nazionale, il cui perfezionamento rappresenta una specifica condizionalità ex ante. Di rilievo è anche l’azione riguardante il risparmio energetico e il trasporto pubblico sostenibile, le misure di adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela degli asset naturali e culturali nonché l’uso efficiente delle risorse ambientali (Obiettivi tematici 4, 5 e 6). Gli interventi sulle infrastrutture di trasporto (Obiettivo tematico 7) saranno realizzati soltanto nelle regioni meno sviluppate e riguarderanno il potenziamento delle direttrici ferroviarie e progetti di rafforzamento della logistica a servizio del sistema produttivo.
  17. 17. Grandi obiettivi condivisi (contributo dei diversi OT) La proposta strategica in sintesi 17 Oltre all’importante azione di sostegno all’occupazione dei diversi target di popolazione (Obiettivo tematico 8) e all’intervento specifico sui giovani tramite il programma dedicato sono previste misure di rafforzamento dei percorsi di istruzione e degli ambienti educativi, azioni di formazione mirata rispetto alle esigenze del sistema imprenditoriale, e di promozione del raccordo tra sistema educativo e mercato del lavoro (Obiettivo tematico 10). A queste misure si aggiunge l’intervento sul contrasto alla povertà e all’esclusione sociale attraverso la presa in carico dei soggetti maggiormente vulnerabili e il miglioramento dell’accesso ai servizi di base (Obiettivo tematico 9). Infine, l’azione di rafforzamento della capacità amministrativa (Obiettivo tematico 11) prevede misure di rafforzamento della capacità amministrativa delle Autorità di gestione dei Fondi e azioni più generali di modernizzazione della Pubblica amministrazione negli ambiti rilevanti per la politica di coesione (regolamentazione dell’attività d’impresa, trasparenza e open government, giustizia civile, prevenzione e lotta alla corruzione, sviluppo di competenze professionali nei settori rilevanti l’impiego dei fondi).
  18. 18. ALCUNI RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE PARTENARIALE Obiettivo Tematico 1  Agire sul CAPITALE UMANO (le cui azioni complementari sono previste nell’OT10) attraverso strumenti di sostegno all’inserimento nelle imprese di ricercatori di alto profilo e Dottorati industriali Obiettivo Tematico 3  Mirare su azioni di rapida e semplice esecuzione finalizzate ad ampliare la platea delle imprese beneficiarie;  Sostegno alle imprese sociali, anche in forma cooperativa Obiettivo Tematico 9  Costruzione di meccanismi di coordinamento tra responsabili regionali della programmazione sociale  Valorizzare l’innovazione sociale come leva per il cambiamento  Attenzione al disagio abitativo Obiettivo Tematico 10  Un’offerta formativa in linea con le esigenze del territorio e la domanda delle imprese
  19. 19. Allocazione FS (FESR+FSE) agli Obiettivi Tematici (solo risorse comunitarie, milioni di euro correnti) 19 AP settembre 2014 (*) Il Negoziato sui PO potrà comportare modifiche nelle allocazioni delle risorse.
  20. 20. Allocazione FESR + FSE agli Obiettivi tematici per categorie di regioni (solo risorse comunitarie, milioni di euro correnti) 20 AP settembre 2014 (*) Il Negoziato sui PO potrà comportare modifiche nelle allocazioni delle risorse.
  21. 21. Allocazione FESR, FSE – Rispetto della regola di concentrazione tematica (solo risorse comunitarie, milioni di euro correnti) 21 AP settembre 2014 Accordo di Partenariato Italia - Rispetto delle soglie minime di concentrazione delle risorse dei fondi strutturali fissate dal Regolamento UE di disposizioni comuni Allocazione FESR su OT1-OT2-OT3-OT4 (mln di euro)Allocazione FESR su OT4 (mln di euro)Allocazione FSE su OT9 (mln euro) 2.840,2 (86,6%) 615,0 (76,6%) 8.456,9 (53,3%) 01.0002.0003.0004.0005.0006.0007.0008.0009.00010.000regioni piùsviluppate(vincolo UE 80%) regioni intransizione(vincolo UE 60%) regioni menosviluppate(vincolo UE 50%) Allocazione AP ItaliaAllocazione Reg. UE773,0 (23,6%) 132,1 (16,4%) 2.233,5 (14,1%) 05001.0001.5002.0002.5003.000regioni piùsviluppate(vincolo UE 20%) regioni intransizione(vincolo UE 15%) regioni menosviluppate(vincolo UE 12%) Allocazione AP ItaliaAllocazione Reg. UE890,2 (22,2%) 103,8 (20,5%) 1.274,9 (22,8%) - 200,0 400,0 600,0 800,0 1.000,0 1.200,0 1.400,0 1.600,0regioni piùsviluppate(vincolo UE 20%) regioni intransizione(vincolo UE 20%) regioni menosviluppate(vincolo UE 20%) Allocazione AP ItaliaAllocazione Reg. UE Le scelte operate nell’ambito dell’Accordo di Partenariato rafforzano le regole di concentrazione delle risorse definite dai regolamenti comunitari sulle priorità di investimento connesse alla strategia di crescita dell’Unione (Europa 2020).
  22. 22. Sono previsti Programmi Nazionali che coprono tutte le categorie di regioni nei seguenti ambiti:  «Per la Scuola», in attuazione di risultati dell’OT10 e OT11 (FSE e FESR, plurifondo)  «Sistemi di politiche attive per l’Occupazione» in attuazione di risultati dell’OT8 e OT11 (FSE, monofondo)  «Inclusione», in attuazione di risultati dell’OT9 e OT11 (FSE, monofondo)  «Città metropolitane», in attuazione dell’agenda urbana per quanto riguarda le 14 città metropolitane (FESR e FSE, plurifondo)  «Governance e Capacità istituzionale», in attuazione di risultati dell’OT11 e a supporto di altri risultati di diversi OT (FESR e FSE, plurifondo)  Iniziativa Occupazione Giovani (in attuazione YEI) (FSE, monofondo) Sono previsti Programmi Nazionali che operano nelle regioni in transizione e meno sviluppate negli ambiti:  Ricerca e Innovazione (FESR, FSE, plurifondo)  Imprese e Competitività (FESR, monofondo) Per le sole regioni meno sviluppate sono previsti Programmi Nazionali/Multiregionali negli ambiti:  Infrastrutture e reti (FESR, monofondo)  Cultura (FESR, monofondo)  Legalità (FESR, FSE, plurifondo) 22 11 Programmi nazionali
  23. 23. 23 Condizionalità ex ante (Art. 19 e Appendice XI Reg. UE 1303/2013) Prerequisiti di efficacia degli investimenti finanziati individuati dal regolamento, la cui sussistenza è condizione per l’accesso ai fondi Verifica del rispetto dei pre-requisiti a carico degli Stati membri (Stato centrale, Regioni), in coerenza con l’assetto istituzionale amministrativo e Piani d’azione concordati con CE in caso di mancato soddisfacimento DUE TIPOLOGIE DI CONDIZIONALITA’ EX ANTE  Condizionalità riguardanti il quadro normativo, regolatorio, di organizzazione istituzionale e il relativo adeguamento a standard di livello europeo (e.g. pieno recepimento Direttive comunitarie, ad esempio in materia di ambiente ed energia, adeguamento della normativa e delle procedure riguardanti gli appalti e aiuti di stato)  Condizionalità riguardanti la sussistenza di strategie/pianificazioni settoriali (e.g. Strategia di specializzazione intelligente, Strategia per la crescita digitale, Piano di investimenti per la rete NGN, Piani nazionali trasporti e logistica, Strategia nazionale di inclusione sociale..)
  24. 24. 24 Condizionalità ex ante (Piani d’Azione) CONDIZIONALITÀ EX ANTE AUTOVALUTAZIONE PIANI D’AZIONE 1.1 Ricerca e innovazione PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MIUR, MISE 1.2 Infrastrutture per la ricerca e l’innovazione NON SODDISFATTA PIANO D’AZIONEMIUR 2.1 Crescita digitale NON SODDISFATTA PIANO D’AZIONE FUNZIONE PUBBLICA, AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE 2.2 Infrastruttura di reti d’accesso di nuova generazione (NGN) PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MISE 4.1 Efficienza energetica di infrastrutture, edifici pubblici e abitazioni PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MISE 6.1 Settore delle risorse idriche PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MATTM, MPAAF 7.1 Trasporti NON SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MIT 7.2 Ferrovie NON SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MIT 7.3 Altri modi di trasporto NON SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MIT 9.1 Inclusione attiva PARZIAMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MLPS B4 Appalti pubblici PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE DIP POLITICHE EUROPEE, MIT, DS, MEF B5 Aiuti di Stato PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MISE, DIP POLITICHE EUROPEE, MIPAAF, DPS B6 Normativa ambientale PARZIALMENTE SODDISFATTA PIANO D’AZIONE MATTM
  25. 25. Accordo di Partenariato e Piani di Rafforzamento Amministrativo (PRA) Nel quadro della strategia dell’Obiettivo Tematico 11 - Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un’amministrazione pubblica efficiente, l’Accordo di Partenariato indica il PRA come lo strumento operativo attraverso il quale ogni amministrazione titolare di PO assume precisi impegni di riorganizzazione amministrativa e revisione delle procedure di attuazione, con riferimento a precisi cronoprogrammi e a target di miglioramento predefiniti, periodicamente monitorati.
  26. 26. Il PRA come strumento operativo  Strumento operativo di management trasparente che necessita di essere aggiornato e monitorato continuamente.  Ogni intervento proposto nel PRA deve essere identificato in termini di responsabilità, destinatari, cronoprogramma, indicatori e target.  Valutazione indipendente a due anni dall’avvio
  27. 27. Responsabilità politica e responsabilità di attuazione del PRA Il PRA richiede mobilitazione e impegno diretto da parte dei vertici politici dell’Amministrazione. L’individuazione del Responsabile PRA (referente unico per l’attuazione) deve essere collegata a espliciti poteri di impulso e intervento per orientare e sostenere i cambiamenti organizzativi attesi.
  28. 28. L’elaborazione del PRA segue il processo di approvazione dei PO 31/07/2014 31/10/2014 31/12/2014 PO Presentazione PO PO Negoziato Adozione TEMPI PREVISTI PER L’ELABORAZIONE DEL PRA
  29. 29. Grazie per l’attenzione! federica.busillo@dps.gov.it

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