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Laura Angiulli
A cura di Flora Orlandi, Celeste Pinto
Chi è?
• Nasce a Napoli nel 1955;
• Laureata nel 1972 in lettere;
• Dalla fine degli anni ‘70 si occupa di teatro;
• Dagli...
… la carriera!
• Nel 1997 partecipa con Tatuaggi alla 54ª
Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia;
• Nel 1998 vince i pre...
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GALLERIA TOLEDO
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• Uno dei teatri di riferimento del...
Riccardo III
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ininterrottamente il corteo regale. Ogni scalino, ogn...
Riccardo III
“La storia feudale è una grande scala sulla quale sfila
ininterrottamente il corteo regale. Ogni scalino, ogn...
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Laura Angiulli Biografia

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Laura Angiulli Biografia

  1. 1. Laura Angiulli A cura di Flora Orlandi, Celeste Pinto
  2. 2. Chi è? • Nasce a Napoli nel 1955; • Laureata nel 1972 in lettere; • Dalla fine degli anni ‘70 si occupa di teatro; • Dagli anni ‘90 si avvicina al cinema. Regista, autrice, direttore artistico del Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Todelo.
  3. 3. … la carriera! • Nel 1997 partecipa con Tatuaggi alla 54ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia; • Nel 1998 vince i premi: La scrittura e le immagini , L’altro sguardo ; • Nel 2000 partecipa al Roma Film Festival; • Nel 2007con Dove sta Zazzà vince il Gran Premio della Giuria IMAIE • Nel 2008 con Il tempo del dopo vince il Premio Internazionale Umberto Saba per la sceneggiatura; • Nel 2008 partecipa con Verso Est alla 65° Mostra d’arte Cinematografica di Venezia; • Attualmente appartiene anche al consiglio d’amministrazione del teatro Stabile Mercadante.
  4. 4. T E A T R O S T A B I L E D’ I N N O V A Z I O N E GALLERIA TOLEDO • Fondato nel 1991; • Uno dei teatri di riferimento del panorama napoletano; • Programmazione aperta al panorama contemporaneo e sperimentale: spettacoli di musica, arte moderna, danza; • Iniziative che coinvolgono anche i più giovani
  5. 5. Riccardo III “La storia feudale è una grande scala sulla quale sfila ininterrottamente il corteo regale. Ogni scalino, ogni passo verso l’alto è contrassegnato dal delitto, dall’inganno, dal tradimento. Ogni gradino, ogni passo verso l’alto avvicina al trono o lo consolida” Jan Kott • Riscrittura dell’opera di Shakespeare: Otello, Macbeth e Riccardo III; • Nel 2011 al Napoli Teatro Festival viene presentato al’interno della pièce La Trilogia del Male; • Dopo non aver riscosso il successo sperato nel 2013 viene riproposto singolarmente presso la Galleria Toledo; LA MESSA IN SCENA • Gli spettatori fanno da scena, si siedono sul palco, in cerchio intorno al suo centro, quasi a contenere le forze sprigionate dal teatro stesso, quasi a racchiudere l’esperienza dello spettacolo in esperienza onirica collettiva. • Le scene si susseguono nel buio, oscura metafora dell’odio. Si potrebbe cogliere l’accenno a un malessere antico nella lamentazione di Riccardo, che apertamente dichiara di volere vendicare nell’efferatezza la natura che l’ha fatto deforme. • E infine quel grido, ripetuto e ossessivo: “un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo…!” che sembra annullare e rendere privo di senso l’intero impianto, così drammaticamente tessuto di delitto in delitto per l’effimera acquisizione di un non ben definito successo.
  6. 6. Riccardo III “La storia feudale è una grande scala sulla quale sfila ininterrottamente il corteo regale. Ogni scalino, ogni passo verso l’alto è contrassegnato dal delitto, dall’inganno, dal tradimento. Ogni gradino, ogni passo verso l’alto avvicina al trono o lo consolida” Jan Kott • Riscrittura dell’opera di Shakespeare: Otello, Macbeth e Riccardo III; • Nel 2011 al Napoli Teatro Festival viene presentato al’interno della pièce La Trilogia del Male; • Dopo non aver riscosso il successo sperato nel 2013 viene riproposto singolarmente presso la Galleria Toledo; LA MESSA IN SCENA • Gli spettatori fanno da scena, si siedono sul palco, in cerchio intorno al suo centro, quasi a contenere le forze sprigionate dal teatro stesso, quasi a racchiudere l’esperienza dello spettacolo in esperienza onirica collettiva. • Le scene si susseguono nel buio, oscura metafora dell’odio. Si potrebbe cogliere l’accenno a un malessere antico nella lamentazione di Riccardo, che apertamente dichiara di volere vendicare nell’efferatezza la natura che l’ha fatto deforme. • E infine quel grido, ripetuto e ossessivo: “un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo…!” che sembra annullare e rendere privo di senso l’intero impianto, così drammaticamente tessuto di delitto in delitto per l’effimera acquisizione di un non ben definito successo.

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