Diese Präsentation wurde erfolgreich gemeldet.
Die SlideShare-Präsentation wird heruntergeladen. ×

Verso la social organization: principi fondativi

Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige
Anzeige

Hier ansehen

1 von 27 Anzeige

Verso la social organization: principi fondativi

Herunterladen, um offline zu lesen

Il Convegno “CORPORATE SOCIAL IDENTITY”, che si è tenuto il 22 Maggio 2012 alle ore 14:30 presso la Sala Convegni IntesaSanpaolo in P.za Belgioioso, 1 a Milano, ha rappresentato l'occasione per discutere, insieme ad un panel molto qualificato di esperti e manager aziendali, i risultati raggiunti dopo sei mesi di viaggio lungo un percorso iniziato ufficialmente il 6 dicembre 2011 con il lancio del Delphi online La rivoluzione social e le aziende, ma che si innestava su una riflessione avviata già da tempo. Approfondimenti qui: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2012/05/verso-la-corporate-social-identity-come-ripensare-strategia-e-modelli-organizzativi-per-vincere-la-s.html

Il Convegno “CORPORATE SOCIAL IDENTITY”, che si è tenuto il 22 Maggio 2012 alle ore 14:30 presso la Sala Convegni IntesaSanpaolo in P.za Belgioioso, 1 a Milano, ha rappresentato l'occasione per discutere, insieme ad un panel molto qualificato di esperti e manager aziendali, i risultati raggiunti dopo sei mesi di viaggio lungo un percorso iniziato ufficialmente il 6 dicembre 2011 con il lancio del Delphi online La rivoluzione social e le aziende, ma che si innestava su una riflessione avviata già da tempo. Approfondimenti qui: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2012/05/verso-la-corporate-social-identity-come-ripensare-strategia-e-modelli-organizzativi-per-vincere-la-s.html

Anzeige
Anzeige

Weitere Verwandte Inhalte

Diashows für Sie (20)

Anzeige

Ähnlich wie Verso la social organization: principi fondativi (20)

Verso la social organization: principi fondativi

  1. 1. Verso la social organization: principi fondativi di Marco Minghetti Cattedra di Humanistic Management dell’Università di Pavia www.marcominghetti.com
  2. 2. La trasformazione del contesto politico-sociale La visione del Cluetrain Manifesto “i mercati sono conversazioni” (1999) si è realizzata, allargandosi a tutta la società Abbiamo visto cosa è successo in Tunisia, Libia ed Egitto con le “primavere arabe”, ma anche negli USA con Occupy Wall Street, in Europa durante le recenti elezioni amministrative in Italia e in Germania, in tutto il mondo con Wikileaks: la massiccia diffusione del web 2.0 e del social networking sta aumentando il potere delle community online e offline, ponendo alle organizzazioni una sfida cruciale (State of Community Management 2012, The Community Roundtable) www.marcominghetti.com 2
  3. 3. La pervasività delle community e dei social media nella vita quotidiana Basterebbe ricordare gli oltre 800 milioni di iscritti a Facebook per affermare che il cambiamento investe i dipendenti come i clienti, gli shareholder e gli stakeholder, insomma ciascuno di noi Voi siete Per le imprese diventa necessario qua rivedere le proprie politiche e i propri strumenti di comunicazione, di formazione, di gestione interna, di relazione con il territorio e le comunità In una parola, la propria strategia e cultura d’impresa alla luce della rivoluzione portata dal web 2.0 www.marcominghetti.com 3
  4. 4. Web 2.0? Web 1.0 Originariamente il Web è stato usato come modo per visualizzare documenti ipertestuali statici, creati con l’uso del linguaggio HTML (1989, Tim Berners- Lee). In questa fase l’utente è un semplice “lettore”; l’approccio è quello di una semplice consultazione Web 2.0 Termine coniato nel settembre 2005 dal guru americano Tim O’Reilly È una piattaforma partecipativa che trasforma il Web da una estensione del sistema dei mass media (basato sul broadcasting dei contenuti) a uno spazio basato su un nuovo ruolo dell’utente: dalla semplice lettura alla possibilità di contribuire popolando il Web e alimentandolo con propri contenuti Il Web 2.0 è “architettura della partecipazione e intelligenza collettiva”, ovvero “quel comportamento collettivo di tipo cognitivo che prende forma attraverso le tecnologie che consentono l’aggregazione dell’intelligenza distribuita in diversi individui e gruppi sociali” (Bennato, 2011) www.marcominghetti.com 4
  5. 5. Una rivoluzione copernicana che mette l’utente al centro I sistemi Wiki (la tecnologia utilizzata per Wikipedia è open source e scaricabile su www.mediawiki.org), i sistemi di pubblicazione e organizzazione di contributi multimediali (YouTube, Jumpcat, GoogleVideo per i filmati; Flickr, GooglePicasa, Zoomr per le fotografie), i Blog personali o collettivi, i social network sono i principali ambienti che permettono agli utenti di generare contenuti Nel Web 2.0 l’utente è al centro anche per la sua capacità di aggregare le informazioni e i servizi a cui è più interessato. Anziché navigare nella rete alla ricerca delle informazioni, attraverso specifiche funzionalità, l’utente può aggregare informazioni e servizi acquisiti dai siti di suo interesse. I feed reader permettono di stabilire una connessione permanente verso i siti di interesse e di ricevere sugli aggiornamenti effettuati in quelle pagine, risparmiando il tempo della ricerca e archiviando sul proprio computer tutte le informazioni pubblicate. www.marcominghetti.com 5
  6. 6. La Wikinomics Nel 2006 esce Wikinomics (Tapscott-Williams). Partendo dalla universale diffusione di Wikipedia, Tapscott e Williams ritraggono con estrema chiarezza "il mondo in cui milioni di persone interconnesse tramite e- mail, blog, network, community e chat usano Internet come la prima piattaforma globale di scambio. È il mondo della collaborazione, della comunità, dell’auto-organizzazione che si trasformano in forza economica collettiva di dimensioni globali” L’esplosione dal 2007 dei social network e conseguentemente dei modelli di Enteprise 2.0, Management 2.0, Social Business, Social Organization rafforzerà il valore della loro analisi www.marcominghetti.com 6
  7. 7. L’Enterprise 2.0 Enterprise 2.0 deriva dal Web 2.0. Il termine è stato coniato da Andrew McAfee, professore della Harvard Business School, nel paper “Enterprise 2.0: The Dawn of Emergent Collaboration” - MIT Sloan Management Review, 2006 La definizione puntuale di Enterprise 2.0 secondo McAfee è legata all’uso in modalità emergente di piattaforme di social software all’interno delle aziende o tra le aziende ed i propri partner e clienti Per l’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano, nato nel 2007, il termine indica una visione più ampia di evoluzione del modello organizzativo e tecnologico dell'impresa che si fonda comunque sull'applicazione di strumenti collaborativi 2.0 e l'utilizzo della tecnologia come piattaforma abilitante dei processi e delle relazioni www.marcominghetti.com 7
  8. 8. Il Management 2.0 Ma il fattore tecnologico non è sufficiente a risolvere i problemi posti da una serie complessa di fenomeni messi in moto dal web 2.0 come l’apprendimento collettivo, l’innovazione partecipata, la co-creazione di valore, che richiedono nuove modalità di intervento: informali, guidate dal basso, spontanee, contestuali In tutte le aree aziendali la dimensione comunitaria o conviviale (secondo la terminologia dello Humanistic Management) assume un ruolo crescente nella generazione di valore, rendendo necessaria la rivisitazione dei modelli di leadership e di governance Per questo oggi si parla (Gary Hamel, BCC, McKinsey, Gartner) di passaggio dal Management 1.0 al Management 2.0, in cui le community e il community management giocano un ruolo centrale www.marcominghetti.com 8
  9. 9. Social Business Un’organizzazione che ha messo in campo le strategie, le tecnologie ed i processi atti a coinvolgere sistematicamente tutti gli individui che compongono il proprio ecosistema (dipendenti, clienti, partner, fornitori) nella massimizzazione del valore scambiato (mass collaboration) Viene a perdere importanza la separazione storica e Il processo di scambio tra interno ed esterno viene reso manichea tra dentro dell’azienda e fuori dell’azienda possibile da un approccio di coinvolgimento non di Gli attori che acquisiscono il ruolo di co-decision maker comunicazione. Coinvolgere significa accogliere una e di agenti del cambiamento dell’azienda non sono più i pluralità di esigenze nell’informare il percorso di crescita manager, ma neanche i soli clienti (come prescritto e cambiamento organizzativo invece dal Social CRM). Oltre che dai Il motivo ultimo di esistenza dell’organizzazione non è manager, l’evoluzione organizzativa può essere guidata più la sola generazione di valore a beneficio degli indistintamente dai clienti, dai dipendenti, dai partner e stakeholder tradizionali dell’impresa, ma lo scambio di dai fornitori. Tutte queste categorie passano dal ruolo valore tra l’azienda e l’intero ecosistema. di comprimari a quello di co-protagonisti Fonte: OpenKnowledge www.marcominghetti.com 9
  10. 10. La social organization come risposta al cambiamento La social organization (Bradley e McDonald, 2011) è un nuovo modo di fare impresa che consente ad un vasto numero di persone di lavorare collettivamente valorizzando le singole riserve di competenza, talento, creatività ed energia La creazione di valore sociale passa attraverso la capacità di generare la cosiddetta mass collaboration, sfruttando le enormi potenzialità dei social media, attraverso l’istituzione di community collaborative, che vivano tuttavia anche “offline” Parliamo dunque del prodotto dell’interazione di tre fattori: i social media, www.marcominghetti.com le 10 community e la “purpose”, la
  11. 11. Social media Esiste un grandissimo numero di tecnologie abilitanti la mass collaboration (blog, tagging, forum, eccetera), che non vanno confuse con quelle che Un social media è un ambiente semplicemente supportano online (“online environment”) creato con l’obiettivo la collaborazione fra singoli e di sviluppare collaborazione di team, esistenti da decenni massa (email, workflow, eccetera) Ciò che è distintivo di un social La differenza portata dalle tecnologie dei media non è la tecnologia. Ad social media è la scala su cui operano e esempio, Facebook è un social media fondato su una tecnologia che consente a centinaia, migliaia di networking, Wikipedia su una persino milioni di persone di creare tecnologia Wiki contenuti, condividere esperienze, www.marcominghetti.com costruire relazioni 11
  12. 12. Community Le community sono gruppi di persone che si riuniscono per ottenere un obiettivo comune Una community può raccogliere persone (interne e/o esterne all’azienda) spinte da una stessa visione a lavorare insieme in maniera efficiente Senza community non ci può essere collaborazione di massa www.marcominghetti.com 12
  13. 13. Proposta di valore L’obiettivo, la “value proposition” intorno a cui si raccoglie la community, da cui essa viene “convocata”, è l’ingrediente essenziale della collaborazione di massa e quindi della social organization E’ ciò che determina la spinta interiore, la motivazione, la volontà di lavorare insieme ad altri mettendo a disposizione la propria conoscenza, le proprie esperienze e le proprie idee E’ la proposta di valore, il fine comune, la pietra di paragone in base al quale si misura l’efficacia di una community, l’adeguatezza della tecnologia social da utilizzare, la coerenza con gli obiettivi di business, l’efficienza della leadership www.marcominghetti.com 13
  14. 14. Le possibili articolazioni del community management 1. all’interno dell’organizzazione, dove le community operano come hub collaborativo di interazione, relazione, comunicazione, formazione (Intranet 2.0, Corporate blog, Social network aziendali, Social Learning) 2. verso l’esterno dell’organizzazione, dove si sta affermando una nuova idea di marketing conversazionale che ha grande impatto anche sui processi interni (Social media monitoring, Brand Community, Social Innovation, CRM 2.0) 3. sui processi di innovazione, in cui le community sono il luogo di crescita della condivisione delle conoscenze e dell’innovazione partecipata (Innovation Lab, Knowledge creation management, Academy 2.0) www.marcominghetti.com 14
  15. 15. Il percorso con MISSION CONTINUITY www.marcominghetti.com 15
  16. 16. Metodologia • Esperienze progettuali: • Raccolta di Report, saggi, White Paper analizzati in una rubrica Marco Minghetti: realizzazione del (Humanistic Management 2.0) del social media ideaTRE60, per blog di NOVA100-Il sole 24 Ore Le Fondazione Italiana Accenture; Aziende InVisibili creazione della piattaforma multicanale di Social Learnig Alice • Delphi online La rivoluzione social Postmoderna, sviluppata anche a e le aziende livello europeo per la Society for • Focus Group (Mission Continuity e Organizational Learning – MIT di Kronos) Boston. Mission Continuity: • Questionario (distribuito su progettazione e analisi di missione contatti: MISSION per fondazioni; ideazione di progetti CONTINUITY, Marco di cooperazione profit-non profit; Minghetti, AssoChange) sviluppo di modelli di gestione • Conversazioni con Top Manager di d’impresa; progetti di change organizzazioni profit e non profit management per organizzazioni (settori complesse e imprese familiari; Food, Fashion, Banking, TLC, ICT, MF www.marcominghetti.com formazione. 16
  17. 17. Indagine Delphi 2.0: La rivoluzione social e le aziende 1. Il mondo come rete e 8. La formazione 2.0 conversazione 9. La comunicazione 2.0 2. L’apertura dei confini 10. La Sostenibilità 2.0 organizzativi 11. La CSR necessaria per durare 3. La co-creazione di valore nel tempo 4. La trasformazione del 12. La nuova leadership modello operativo e cognitivo 13. L’innovazione sociale 5. Il ruolo critico della funzione 14. L’empowerment basato sulla HR condivisione di valori 6. Il commitment diffuso 15. Un nuovo dominio 7. La social corporate identity manageriale Elementi di cambiamento Processi Strategia www.marcominghetti.com 17
  18. 18. Processo di creazione del valore con stakeholder esterni 14 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Unilaterale 7 Co-creazione www.marcominghetti.com 18
  19. 19. Processo di creazione del valore con stakeholder interni 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Unilaterale 7 Co-creazione www.marcominghetti.com 19
  20. 20. Gestione del marchio Media tradizionali – Social media 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Media tradizionali 7 Social media www.marcominghetti.com 20
  21. 21. Gestione Reputation Media tradizionali – Social media 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Media tradizionali 7 Social media www.marcominghetti.com 21
  22. 22. QUANTO LA FUNZIONE HR E’ PROTAGONISTA DEL CAMBIAMENTO? 14 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Poco 7 Molto www.marcominghetti.com 22
  23. 23. Quanto collaborano le funzioni HR e CSR in maniera strutturata? 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Poco 7 Molto www.marcominghetti.com 23
  24. 24. Quanto si sta trasformando l’organizzazione in termini di interazione social? 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 1 Poco 7 Molto www.marcominghetti.com 24
  25. 25. QUANTO SI INVESTE PER INCROCIARE FINALITA' PROFIT/NON PROFIT ATTRAVERSO TECNOLOGIE 2.0? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 1 2 3 4 Poco Molto www.marcominghetti.com 25
  26. 26. La social organization: i principi fondanti nell’ottica dello Humanistic Management In sintesi: la community definisce chi collabora. Il social media dove collabora. La proposta di valore perché collabora. Semplice no? Ma difficile da mettere in pratica. Per questo è essenziale prima di tutto avere un modello operativo e cognitivo che definisca l’assetto dell’impresa rispetto alla sua trasformazione in social organization, fondata su: • l’apertura dei confini dell’organizzazione. All’interno per abbattere le divisioni funzionali; verso l’esterno per coinvolgere attori quali clienti, partner e fornitori; • la creazione diffusa e partecipativa (co-creation) di contenuti e conoscenza; • la collaborazione tra le persone indipendentemente da gerarchie e schemi organizzativi predefiniti, basata sulla fiducia reciproca e scambio metadisciplinare; • l’approccio non riduzionistico alla complessità, basato su velocità e flessibilità nel cambiamento continuo di ruoli, processi di lavoro e sistemi informativi; • la convivialità centrata sulla valorizzazione delle community virtuali indipendentemente dalla localizzazione fisica e dagli orari di lavoro, coniugata ad una diffusa “socialità offline”; • lo stile di leadership convocativo; • la visione etica forte e coerentemente agita. www.marcominghetti.com 26
  27. 27. Contatti: email: info@humanisticmanagement.eu info@missioncontinuity.it www.marcominghetti.com 27

×